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Ubriachi per tradizione, i brindisi col caxiri delle tribù Waiapi

sabato 4 novembre 2017
2' di lettura

Manilha, Brasile (askanews) - Gli indiani waiapi zufolano nei loro flauti di bambù, nel piccolo villaggio brasiliano di Manilha, al confine con la Guiana francese. Coperti di semplici vesti rosse e con il corpo dipinto con pigmenti naturali, s'incontrano più volte al giorno al centro del villaggio per bere caxiri, una bevanda naturale fermentata estratta dalla Manioca, una radice tuberosa che, dopo riso e mais è la terza più grande fonte di carboidrati nei tropici. "Cantiamo per lo spirito del fiume, per far sì che sia felice - dice Japarupi, il capovillaggio - così magari non attacca le nostre donne quando vanno a lavare o i bambini quando giocano o fanno il bagno" Lo spirito del fiume si chiama Sucuri ed è una specie di anaconda gigante. Per tenerlo quieto, ogni occasione è buona per bere e suonare ma, in realtà, bere litri di caxiri aiuta ad affrontare la difficile vita nel villaggio con più filosofia. "Stamattina - continua Japarupi - mi sono svegliato di pessimo umore pensando alla nostra terra, al presidente Michel Temer che rovina le nostra vita. Ma quando bevo cambio, divento felice e metto da parte tutti i problemi". Nel villaggio non c'è bisogno di elettricità, computer o soldi. La tribù amazzonica trova in natura tutto ciò di cui ha bisogno, e mentre gli uomini si dedicano alla caccia e alla pesca per procacciare il cibo, spetta alle donne fabbricare il caxiri, andando alla ricerca delle radici di Manioca nella radura, grattugiandola e a facendone bollire la polpa che poi, fermentando, dà origine alla bevanda torbida, dal tipico colore marroncino e dal sapore amaro. Ubriacarsi fa parte della cultura degli indiani Waiapi, ed è anche un modo per mantenere vive le tradizioni popolari, soprattutto tra le nuove generazioni. "Se non conserviamo le nostre tradizioni anche con il caxiri che la bevanda tipica dei Waiapi - conclude il 43enne Aka'upotie - finirà che i giovani andranno in città a bere bevande diverse dal quelle indiane, e non va bene". Insomma, bere il caxiri per questa tribù è più che un semplice rituale collettivo. È un vero e proprio strumento culturale, contro le contaminazioni della vita moderna.

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È stato sottolineato anche da Elias Khalil, Presidente e General Manager Italy Hub di Lilly: "Non inauguriamo un progetto, ma inauguriamo una visione, una visione molto diversa per un futuro della salute. Dopo i giochi invernali di Milano Cortina 2026 abbiamo già annunciato, che vogliamo lasciare un'eredità duratura, che va al di là dei giochi olimpici, di lasciare qualcosa anche per la società."

Partecipare agli screening gratuiti è semplice: basta prenotare sul sito ioprevengo.com sui link digitali accessibili dai canali social di Lilly o direttamente nelle piazze coinvolte, a partire da quella di Varese, il cui sindaco Davide Galimberti ha espresso ampia soddisfazione per l'iniziativa di Lilly.

Queste le parole: "Un'occasione importante per garantire a tutti una prevenzione efficace. È importante che le piazze del nostro paese siano sempre più frequentate da iniziative di questo tipo, a tutela di tutti i cittadini, ma dell'intera collettività".

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