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Artissima a Torino celebra i 50 anni dell'Arte Povera

sabato 9 settembre 2017
2' di lettura

Milano (askanews) - Una nuova sezione dedicata ai "Disegni", una nuova piattaforma digitale al posto del catalogo cartaceo e la celebrazione dei 50 anni dell'Arte Povera: sono alcune delle novità della 24esima edizione di Artissima, la fiera internazionale di arte contemporanea che si svolge all'Oval di Torino dal 3 al 5 novembre, con inaugurazione il 2, per la prima volta sotto la guida della direttrice Ilaria Bonacossa, che l'ha presentata all'Unicredit Tower di Milano. "Quest'anno celebriamo i 50 anni dalla nascita dell'Arte povera, quel momento che ha fatto di Torino la capitale dell'arte contemporanea in Italia: guardare al 1967 è un modo per guardare come quella stessa energia creativa si manifesti nel lavoro degli artisti di oggi - ha aggiunto Ilaria Bonacossa - ci sarà una scuola temporanea dedicata al Piper club curata da The classwroom e uno spazio-mostra, Il deposito, che curo con Vittoria Martini e riunirà opere di artisti italiani dal 1994 a oggi". La manifestazione ospita oltre 700 artisti e 206 gallerie da 31 Paesi, il 62% di espositori stranieri, e più di duemila opere in mostra in 20mila metri quadri, e conferma la particolare attenzione alla crescita del collezionismo giovane, al rafforzamento della rete di collezionisti internazionali e al sostegno dell'arte italiana. Ma che rapporto hanno gli italiani con l'arte contemporanea? "C'è grande interesse da parte di tutti e curiosità, un po' di paura e ogni tanto perplessità però ci rendiamo conto che le fiere sono un buon punto per iniziare: l'idea che chiunque possa comprare quello che potrebbe essere il capolavoro del futuro è molto democratica, non ci sono insider e outsider". Nel 2016 i visitatori sono stati oltre 50mila, si punta ad eguagliare questi numeri per l'edizione 2017.

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Milano, 17 apr. (askanews) - In anteprima il video "Sono nato funky" di Max Corfini prodotto da Francesco Comunale per l'etichetta Highlights. "La musica è un soffio tra ugola e orecchie, è quella che apre a praterie di gioia nel pentagramma e, spesso, provoca benessere, anche fisico". Così Max Corfini annuncia il suo ritorno sulla scena discografica.

Il brano non è solo una canzone, ma una vera e propria dichiarazione d'identità. Nato inizialmente come un progetto pensato per Sos Villaggi dei bambini, il pezzo trova oggi una nuova veste sonora, capace di unire l'energia del groove classico alle sfumature del domani.

"Racconto la mia essenza - spiega Max Corfini - e lo faccio con un sorriso inarrestabile. È un passo nel passato guardando al futuro, perché non c'è tecnologia nelle mie armonie, ma solo sonorità abitate dal domani". "Sono nato funky" descrive un percorso artistico e umano in cui il funky diventa una filosofia di vita, la quotidianità fatta di divertimento e positività che ha sempre permesso all'artista di fare la differenza. "Ognuno di noi ha la sua storia, questa è la mia", conclude Corfini.

Il ritorno di Max Corfini poggia su basi solide e una carriera piena di esperienze di prestigio. Per sei anni è stato una delle voci dei New Trolls, colonna portante del prog-pop italiano, e ha calcato i palcoscenici dei più importanti teatri come protagonista del musical "Dracula", la grande opera prodotta da David Zard.

Negli ultimi anni, Corfini ha consolidato il suo legame con il grande pubblico anche attraverso il piccolo schermo: da due stagioni, infatti, realizza in collaborazione con la Rai le popolari "Pagelle di Max" in occasione del Festival di Sanremo, confermandosi un osservatore attento e ironico dell'universo melodico italiano.

Con "Sono nato funky", Max Corfini invita l'ascoltatore a immergersi in un suono autentico, in cui la musica torna a essere uno strumento di pura gioia e benessere condiviso.

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Miart, alcune gallerie: Lia Rumma, Gian Enzo Sperone e Mazzoleni

Milano, 17 apr. (askanews) - Fiera Milano presenta la trentesima edizione di miart, la fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea diretta da Nicola Ricciardi che si svolge dal 17 al 19 aprile 2026. Al piano 2 prende forma la nuova sezione Established Anthology, che riunisce 20 gallerie internazionali attorno a un comune obiettivo: raccontare la complessità, le traiettorie e le trasformazioni del tempo. Attraverso esposizioni tematiche, focus monografici e accostamenti generazionali, i progetti celebrano figure storiche e artisti contemporanei, esplorando le dimensioni di tempo, spazio e trasformazioni culturali. Ecco i progetti espositivi delle gallerie Lia Rumma, Gian Enzo Sperone e Mazzoleni.

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Miart, Intesa Sanpaolo: energia positiva nonostante tempi complessi

Milano, 17 apr. (askanews) - "Io credo che l'aspetto più interessante da evidenziare in questo caso sia la continuità. Esiste una relazione solida, un'amicizia profonda che ha a che fare con la condivisione delle collezioni d'arte di Gallerie d'Italia, l'idea di essere alla fiera con opere scelte dal direttore Nicola Ricciardi, che è stato curatore all'interno delle collezioni nostre per condividere pezzi del patrimonio di Intesa San Paolo con gli appassionati, con i visitatori, ma anche invitare in piazza della Scala, dove il caveau, aperto in maniera straordinaria, offre una selezione di opere che il direttore della fiera ha scelto e ha individuato per il pubblico che visiterà Milano e che verrà a Milano in questi giorni. Credo che sia il modo migliore per mettere insieme soggetti che hanno un eguale attaccamento all'arte cultura, anche sottolineando la centralità del mercato". Lo ha detto, nel corso della preview della 30esima edizione di miart in Fiera Milano, Michele Coppola, direttore Arte Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, main partner dell'evento.

"Io registro un'energia positiva - ha aggiunto Coppola - registro una grande curiosità e una forte disponibilità. Evidentemente il contesto generale è un contesto che ci obbliga a guardare sempre con speranza al futuro, ma tenendo in considerazione gli scenari che sono scenari complessi, Oggi ho respirato nel dialogo con i principali galleristi presenti, però una positività di fondo evidente.

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Miart, 30esima edizione: flessibili e plurali per stare nel presente

Milano, 17 apr. (askanews) - I tempi non sono semplici per il mercato dell'arte, ma, forse anche per le sfide che continuamente si pongono, tra le gallerie aumenta l'energia. È questa una delle sensazioni che si percepiscono visitando la 30esima edizione di miart, che Fiera Milano ha portato quest'anno in una nuova location: la South Wing dell'Allianz MiCo.

"Abbiamo detto proviamoci: proviamo a inventarci una fiera su tre livelli - ha detto ad askanews il direttore artistico Nicola Ricciardi - una fiera che raccoglie tre fiere, perché ogni livello ha un po' la sua la sua natura. Noi ci troviamo al livello numero due, che è quello un po' più da boutique, come fosse una fiera boutique all'interno di una fiera tradizionale. Al livello zero invece è la nostra solita fiera e poi abbiamo dedicato un intero piano alla sezione Emergent, quella che è cresciuta di più quest'anno. Abbiamo deciso di investire molto raddoppiando gli sforzi anche proprio per cercare di dare un messaggio, un messaggio di responsabilità, sostenere le gallerie giovani in un momento particolarmente difficile come quello che stiamo attraversando".

Intitolata "New Directions" e ispirata alla logica del jazz, la fiera ospita 160 gallerie da 24 Paesi e copre oltre un secolo di storia dell'arte. Ma a contare di più è la sensazione di essere di fronte a una pluralità di voci, che non necessariamente devono andare in un'unica direzione. "Io sono molto impressionato dalla qualità dei collezionisti - ha aggiunto il direttore -. Abbiamo ricevuto una lista dalla nostra VIP manager che a detta di tanti galleristi non abbiamo mai avuto in questi anni. Questo vuol dire che siamo riusciti con questo cambio di padiglione, appunto, anche a convincere, a prendere un aereo, cosa che ormai si fa sempre più di rado, di venire a scoprire quello che abbiamo costruito dentro la fiera, anche in città, perché abbiamo anche dei progetti che abbiamo fatto nelle istituzioni cittadine. Quindi a giudicare dai nomi a giudicare delle presenze, un ottimo inizio. I conti si fanno poi alla fine, però sicuramente partire bene è sempre un buon segno".

Un'altra domanda che è legittimo porsi riguarda il format delle fiere d'arte, come è possibile adeguarlo a una realtà che cambia continuamente? "L'importante per me - ci ha risposto Nicola Ricciardi - è provare, sperimentare. In questi tempi molto complessi la soluzione credo sia quella di complicarci la vita ancora di più, proprio per andare al passo con il tempo, ma anche perché bisogna costruire un qualcosa che sia il più flessibile possibile".

Questa flessibilità, messa in relazione a quella delle strutture antisismiche, sembra essere la caratteristica principale di questa 30esima miart, e anche una metafora del modo in cui l'intero sistema dell'arte prova ad andare avanti attraverso le tempeste.

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