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Ambiente, progetto Res Maris per salvare il mare e l'ecosistema

sabato 17 giugno 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - Campagne di sensibilizzazione, iniziative sui social, valorizzazione del mare, conservazione e recupero degli ecosistemi marini e terrestri: sono questi gli obiettivi del progetto Res Maris, cofinanziato attraverso il programma comunitario Life, le cui iniziative sono state presentate al convegno "Conservazione e gestione delle aree costiere nel Mediterraneo", organizzato a Roma presso l'Orto botanico dall'Associazione Tecla, tra i partner del progetto. Oltre 2.500 persone raggiunte, tra turisti e residenti, più di 1.500 bambini e alunni coinvolti, 1.500 piante di specie autoctone consegnate ai privati: questi alcuni numeri delle diverse attività svolte, nello scorso triennio, nell'area marina protetta di Capo Carbonara a Villasimius in Sardegna, nell'abito del progetto Life Res Maris. Gianluigi Bacchetta, direttore dell'Hortus Botanicus Karalitanus (Hbk), dell'Università di Cagliari: "Il progetto Res Maris è la naturale prosecuzione del progetto Pro V dune, finanziato sempre sul programma Life tra il 2009 e il 2014 che però era concentrato solo ed esclusivamente sul recupero degli ambienti dunali, vale a dire sulla spiaggia emersa. Con il progetto Res Maris ci si concentra sugli aspetti relativi alla spiaggia sommersa oltre che a quelli della spiaggia emersa". Ad organizzare il convegno sulla conservazione e gestione delle aree costiere del Mediterraneo l'Orto Botanico di Roma. La direttrice, Loretta Gratani: "Perché in questo luogo si fa conservazione delle piante, si coltivano le piante e si riportano nell'ambiente naturale. L'Orto Botanico aiuta anche a diffondere le informazioni, creare una coscienza pubblica su quella che è l'importanza della cultura della conservazione ci consente di mantenere i nostri ambienti: parliamo oggi di ambienti dunali in Italia ce ne sono rimasti pochissimi e quelli che si deve fare è creare una coscienza critica nella popolazione". Il ruolo delle piante risulta fondamentale negli ecosistemi terrestri e marini. Consolata Siniscalco, della Società botanica italiana: "L'integrazione tra le diverse competenze anche a livello europeo ma poi a livello nazionale, regionale, delle province, dei comuni e dei parchi regionali risulta fondamentale proprio per questa applicazione sul territorio della conservazione degli ecosistemi, delle piante ma anche degli animali della gestione degli ecosistemi e delle buone pratiche che pii vengono messe in atto a partire dai progetti Life poi in altri progetti".

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Teatro, a Milano arriva "Malena e il tango" con Cucinotta e Guspero

Milano, 14 mar. (askanews) - In una milonga senza nome, di una città senza nome, in una terra agli antipodi della nostra, una donna, Malena, siede ai tavolini della pista da ballo. Aspetta. Un amore? Un compagno di ballo? Una scelta? Qualcuno che l'ascolti? Il prossimo tango? A farle compagnia una piccola orchestrina e le ombre della sua vita.

Malena è il piccolo personaggio tragico di una favola moderna che va in scena a Milano il 16 marzo 2026 al Teatro Manzoni: i suoi grandi occhi scuri si aprono spaesati su un mondo capovolto e un po' stracciato e, piano piano, cominciano a dare ordine e colore. Senso. Malena racconta, canta e danza: di se stessa e del mondo da cui viene, non importa se ciò che racconta sia una favola o sia la realtà, ricordi vissuti o solo fantasie; tassello dopo tassello, le sue parole danno vita a una storia ben più universale: quella del tango. Nel suo volteggiare tra le strade di Buenos Aires, Malena incontra musicisti e poeti, il ritmo delle chitarre e la melodia struggente del bandoneon. Malena balla, appoggiata alla spalla dei tanti compagni che popolano la pista della milonga o allo specchio con sé stessa, mentre, lenta, si prepara per uscire.

Il tango diventa il quaderno bianco dove scrivere tutta la propria vita, la milonga il fiume a cui si accorre per cercare di alleviare le pene della propria esistenza, dove ci si inabissa per cercare di lavar via il proprio dolore, in un rito purificatore in cui si sacrifica ogni ricordo per rinascere di una bruciante libertà.

Maria Grazia Cucinotta dà voce e cuore a una storia che Daiana Guspero balla e respira. Un incontro fra due sensibilità, fra due modi di raccontare la passione, fra due 'sud' contrapposti eppure così simili. Le chitarre di GianVito Pulzone, e Oscar Bellomo e il bandoneon di Gino Zambelli riarrangiano e presentano le più famose melodie di una storia di vita e passione. Il tango.

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Iran, raid Usa su isola di Kharg, snodo chiave per export greggio

Milano, 14 mar. (askanews) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che l'esercito americano ha condotto nella notte un raid aereo contro installazioni militari sull'isola di Kharg, nel Golfo Persico settentrionale, al largo delle coste dell'Iran. L'isola ospita il principale terminale di esportazione petrolifera della Repubblica islamica ed è considerata un'infrastruttura cruciale per l'economia iraniana e per lo smercio di petrolio, anche verso la Cina attraverso una "flotta ombra" di petroliere utilizzate per aggirare le sanzioni occidentali.

Nell'operazione sono stati presi di mira depositi di missili e mine navali che, secondo Washington, sarebbero stati utilizzati per minacciare o bloccare le rotte di navigazione nello Stretto di Hormuz. Ma sono stati risparmiate le infrastrutture petrolifere.

Con un messaggio su Truth il presidente americano ha affermato che l'Iran è "completamente sconfitto" e vuole un accordo, ma Trump ha aggiunto che non sarebbe disposto ad accettare un'intesa alle condizioni attuali.

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Un Vermeer a Torino: la Donna in blu che legge una lettera

Torino, 14 mar. (askanews) - Un Vermeer a Torino: per la prima volta un'opera dell'artista olandese arriva nel capoluogo piemontese e porta quella luce unica, quello sguardo diventato in qualche modo un paradigma, oltre a quel senso di sottile mistero tipico della sua pittura. Palazzo Madama inaugura così il ciclo "Incontro con il capolavoro".

"La 'Donna in blu che legge una lettera' dal Rijksmuseum di Amsterdam fino al 29 giugno a Torino a Palazzo Madama - ha detto ad askanews Clelia Arnaldi, curatrice della mostra e conservatrice del museo torinese - ha veramente offerto l'occasione di studiare le nostre collezioni abbinare al dipinto tutto quello che poteva aiutare a contestualizzarlo dal punto di vista della storia, della sua biografia, anche della storia dell'arte, del momento, ma anche del rapporto che il pittore aveva con quello che dipingeva, quindi la donna olandese, la sua presenza nella società olandese molto importante, perché le donne a quell'epoca in Olanda sono molto istruite, sono donne che leggono, che parlano, che scrivono, che suonano".

Il dipinto è splendido, ovviamente, ma a essere molto interessante è tutto il racconto costruito intorno a esso, dalle riproduzioni in dimensioni reali degli altri quadri di Vermeer all'esposizione di disegni, tessuti, carte geogafiche, pigmenti: tutto collegato ai dipinti dell'artista e alla vita dei Paesi Bassi nel Seicento. Un percorso di avvicinamento che amplifica l'emozione della singola opera e la rende ancora più intensa. Con anche un programma di attività legate alla mostra.

"Abbiamo tante attività, laboratori per le scuole, conferenze di approfondimento - ci ha spiegato Anna La Perla, dei Servizi educativi di Palazzo Madama - ma soprattutto un piccolo concorso dedicato alle scuole in cui chiediamo ai ragazzi, agli studenti, dai 6 ai 19 anni, di immaginare il contenuto della lettera. Quindi che cosa riceve, chi è che scrive, a chi la scrive, la ragazza oppure la ragazza sta scrivendo, ha scritto e sta rileggendo. Che cosa c'è all'interno di questa lettera? Sentimenti, situazioni, lettere perse che non si sono ritrovate emozioni e provare con la scrittura".

La 'Donna in blu", con quel vestito da casa ma di un colore indimenticabile, grazia all'uso del lapislazzuli, non smette di leggere la sua lettera. Non conosceremo mai tutta la sua storia, ma possiamo continuare a immaginarla e, a Palazzo Madama, abbiamo l'opportunità di entrare un po' di più nel suo mondo.

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Cosa lasciano le Paralimpiadi? Se ne è parlato all'Istituto dei Ciechi

Milano, 13 mar. (askanews) - "Siamo qui nella cornice dell'Istituto dei Ciechi, un palazzo meraviglioso a Milano, per parlare del lascito delle Paralimpiadi Invernali, grazie a una ricerca fatta da SWG, che abbiamo sostenuto come Coca Cola Italia, abbiamo cercato di tracciare un bilancio di come gli italiani hanno percepito questi Giochi. Sono stati sicuramente un appuntamento per celebrare la massima espressione della performance sportiva, olimpica e paralimpica. Noi come Coca Cola supportiamo da sempre i Giochi paralimpici perché condividiamo i valori di questo grandissimo evento": così Cristina Camilli, direttrice relazioni istituzionali, comunicazione e sostenibilità di Coca Cola Italia, a margine dell'Incontro "Giochi Paralimpici Invernali: un'eredità di inclusione", presso la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

"Abbiamo creato un piccolo codice per persone ipovedenti e non vedenti, per permettere a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuti delle etichette dei prodotti", ha spiegato la responsabile.

L'incontro è stato promosso congiuntamente da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e CocaCola: un momento di confronto dedicato al valore dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 come occasione concreta per rafforzare una cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, anche oltre lo sport. Ad aprire i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), e Rodolfo Masto, Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

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