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Sheri, fuggita da Boko Haram: la guerra mi ha strappato mia madre

sabato 17 giugno 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - Periferia sud di Milano, casa sulla stazione di Locate. Da agosto, la cooperativa "Il Melograno" di Legacoop ospita in uno Sprar 12 rifugiate provenienti da Nigeria, Camerun e Costa D'Avorio. Sherikat viene da Baga, in Nigeria, dove nel 2015 Boko Haram ha distrutto 16 villaggi e la città stessa, con uccisioni di massa e attacchi terroristici tra i più cruenti della storia. Due anni prima, l'organizzazione terroristica aveva distrutto 2.000 case. La madre di Sheri era stata uccisa. Morto anche il padre, mentre ancora oggi lei non sa se il fratello e la sorella siano vivi. "Siamo qui alla Casa della Stazione da circa 8 mesi. Siamo 12 donne da diversi Paesi. Il mio paese di origine, la mia città è Baga. Ci sono tantissimi problemi, quello dei Boko Haram e tanti altri. C'è una guerra che mi ha portato via mia mamma. Mi manca la mia famiglia, mia mamma, i miei fratelli. Ero piccola quando mio padre è morto. Non so dove sono i miei fratelli". "Non c'è il tempo di pensare - dice - perché tutti correvano per salvarsi, anche io. C'era una donna che era come una madre per me, mi ha aiutata a lasciare il mio paese di origine. Non volevo venire in Italia, mi aveva detto che avrei potuto lavorare in Libia, paese musulmano dove io, musulmana, avrei potuto trovare occupazione", spiega. E invece ad aspettarla c'era il buio delle carceri. "Non solo non c'è cibo ma nemmeno un posto per dormire. Dovevamo metterci in fila per farlo", racconta. "Un giorno un carceriere arabo ha chiamato il mio nome - continua - poteva essere quello di chiunque altra ma io mi sono alzata in piedi e sono andata con altri". E' così che è salita su una barca insieme ad altre 26 persone. "Chiunque volesse tornare indietro, che fosse ancora sulla terra ferma o quando già era in mare, non avrebbe potuto farlo". Per la prima volta, saliva su una barca e vedeva il mare. "Era così grande, ci siamo guardati attorno: non c'era nebbia, niente, solo il blu e abbiamo chiamato Dio". Sherikat, 24 anni, il sorriso contagioso, i capelli raccolti in un velo. La cooperativa le ha trovato un tirocinio in una comunità socio sanitaria di Milano dove segue disabili fisici. I datori di lavoro vorrebbero assumerla ma per legge deve avere un diploma ASA e seguire un corso che costa 1.600 euro che il Melograno spera un giorno di poterle fare seguire.

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Sean Penn diserta gli Oscar, è a Kiev per sostenere l'Ucraina

Roma, 16 mar. (askanews) - È stato il grande assente alla cerimonia degli Oscar, dove ha vinto la sua terza statuetta, come miglior attore non protagonista per "Una battaglia dopo l'altra", il film che ha trionfato all'edizione numero 98 a Los Angeles.

Sean Penn ha scelto di disertare la serata per un impegno importante. È arrivato a Kiev per sostenere l'Ucraina, in attesa di incontrare anche il presidente Volodymyr Zelensky, come ha riferito a France presse un alto funzionario ucraino.

"È in Ucraina, ma si tratta di una visita privata", ha detto, "vuole semplicemente sostenere l'Ucraina".

Non è la prima volta: l'attore 65enne si è già recato in Ucraina dall'inizio dell'invasione russa nel 2022. Nel 2023 Penn ha anche co-diretto un documentario su Zelensky, un ritratto che ripercorre la sua carriera da comico a leader, presentato in anteprima al Festival del cinema di Berlino nel 2023.

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Germania esclude la "partecipazione militare nello Stretto di Hormuz"

Roma, 16 mar. (askanews) - Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha dichiarato che la Germania "non parteciperà militarmente" nello Stretto di Hormuz, dopo l'appello lanciato dal presidente americano Donald Trump ai Paesi della Nato a contribuire a garantire un passaggio sicuro alle navi nella via di mare strategica che l'Iran ha chiuso al traffico Usa e ai suoi alleati.

"Una cosa è certa, posso dirlo per la Germania. Siamo pronti a garantire diplomaticamente il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, non ci sarà alcuna partecipazione militare", ha affermato Pistorius in conferenza stampa congiunta con l'omologo lettone Andris Spruds a Berlino.

"Non abbiamo iniziato noi questa guerra. Condivido, noi tutti condividiamo l'obiettivo di mettere fine a questo regime dei mullah. La questione di come ciò verrà realizzato è oggetto di dibattito. Gli americani, con gli israeliani, hanno scelto questa strada. Noi abbiamo solo fatto delle critiche molto moderate", ha aggiunto.

"Cosa si aspetta Donald Trump che una manciata o due di fregate europee possano realizzare nello Stretto di Hormuz che la potente Marina americana non possa fare da sola? Questa è la domanda che mi pongo", ha concluso.

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Hormuz, Starmer: piano con gli alleati per riaprire lo Stretto

Londra, 16 mar. (askanews) - Mentre Donald Trump aumenta la pressione sugli alleati perché contribuiscano alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, passaggio chiave per una quota rilevante dei flussi mondiali di petrolio e gas, il premier britannico Keir Starmer afferma che Londra sta lavorando con partner europei e internazionali a un piano collettivo "praticabile" per ristabilire la libertà di navigazione e limitare le ricadute economiche della crisi.

"Alla fine dobbiamo riaprire lo Stretto di Hormuz per garantire stabilità al mercato - afferma Starmer -. Non è un compito semplice. Per questo stiamo lavorando con tutti i nostri alleati, compresi i partner europei, per mettere a punto un piano collettivo praticabile. Un piano che possa ripristinare la libertà di navigazione nella regione il più rapidamente possibile e attenuare gli effetti economici".

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Due Oscar a KPop Demon Hunters. La regista: bisogna credere nei sogni

Roma, 16 mar. (askanews) - Kpop Demon Hunters continua a fare incetta di premi: alla 98esima edizione degli Oscar ha vinto come Miglior Film d'Animazione e Miglior Canzone Originale con "Golden", conquistando entrambe le statuette per le quali era candidato. In occasione dell'evento, inoltre, Audrey Nuna e Rei Ami, le voci delle protagoniste, le Huntr/x, sono salite sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles per una speciale esibizione.

Un trionfo per il film d'animazione Netflix, già diventato il titolo più visto nella storia della piattaforma, vincitore già di due Golden Globes nelle categorie Best Motion Picture - Animated e Best Original Song, premi ottenuti anche ai Critics Choice Awards. Inoltre, "Golden" ha vinto anche un

Grammy Award: è la prima volta che un brano Kpop si aggiudica il premio internazionale per eccellenza nell'industria musicale.

Emozione sul red carpet per Maggie Kang, co-regista del film, in cui nella battaglia tra bene e male a suon di musica, c'è la mitologia tradizionale coreana.

"Non abbiamo parole. È semplicemente incredibile... è stato semplicemente un viaggio incredibile.

E la produttrice Michelle LM Wong ha aggiunto: "Questo evento rappresenta l'apice di tutto ciò per cui abbiamo lavorato, quindi siamo davvero felici di essere qui". "Siamo orgogliose". "È difficile dedicare così tanti anni della propria vita, per me sono sette anni, a lavorare su qualcosa che non si crede possa avere un impatto enorme, e penso che abbiamo lavorato davvero duramente per garantirlo. Ci credevamo davvero, è difficile, ma sai, devi crederci. Se non puoi, se non ci credi, nessun altro lo farà" ha raccontato ancora la regista.

E parlando del successo incredibile per un film sudcoreano: "Penso che il pubblico sia semplicemente pronto per qualcosa di diverso e pronto per nuovi punti di vista, una nuova voce. Era la prima volta che presentavamo un cast coreano completo e la cultura coreana in un film d'animazione, e penso che le persone siano semplicemente pronte a vedere qualcosa di totalmente diverso, qualcosa che non hanno ma visto... ".

"Tutti hanno dei demoni e tutti hanno delle sfide da affrontare, quindi questo film parla davvero a tutti nel mondo" ha chiuso la produttrice.

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