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Giro D'Italia U. 23, banco di prova per integratori alimentari

sabato 17 giugno 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - Otto tappe, 29 squadre in gara, 956 Km percorsi e l ultima salita fino a Campo Imperatore in Abruzzo a 2.128 metri sopra il livello del mare. Sono solo alcuni dei numeri che hanno caratterizzato la 40° edizione del Giro d Italia Under 23, tornato dopo 5 anni di assenza, e vinto dal ventenne russo Pavel Sivakov. Nella tappa conclusiva è stato incoronato il vincitore del Gran premio della Montagna, il sudafricano Nicholas Dlaimini, che ha indossato la maglia verde firmata Friliver Sport, la linea di integratori per lo sportivo di Dompé. Ed è proprio l'amministratore delegato di Dompè Group, Eugenio Aringhieri, che ci spiega il perchè di questo impegno nelle competizioni sportive "Lo sportivo, ovviamente, rappresenta un banco di prova molto importante perché nello sportivo si esasperano alcuni elementi che, messi insieme, fanno parte di un vero e proprio laboratorio. Si fa un vero e proprio stress test degli interventi. L'integrazione alimentare a noi interessa molto e quindi su questo lo sportivo rappresenta un banco nel quale alcuni elementi vengono portati all'esasperazione, e cercare vantaggi e riscontri. L'intervento, una volta misurato si porta poi laddove lo sportivo non c'è. È più o meno lo stesso rapporto che c'è fra la produzione di serie e la Formula1". L'importanza degli integratori viene ribadita anche da Davide Cassani, commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo "Possiamo parlare di integratori, molto importanti perchè il ciclismo è fatica: si corre con 35 gradi o quando fa freddo, con diverse condizioni meteo... E c'è assoluto bidsogno di integrare nel migliore dei modi: sali... con un'alimentazione liquida e mirata c'è possibilità di dare una giusta integrazione per sopperire a tutto quello che si consuma nel corso degli allenamenti e delle gare" Più in generale l'obiettivo della casa farmaceutica lo spiega ancora l'ad Aringhieri "L'obiettivo della casa farmaceutica è cercare di agganciare all'aspettativa di vita (grazie a Dio oggi sempre più ampia: un bambino ha un'aspettativa di circa 10 anni superiore a quella della madre), e di incrementare la salute. Il nostro obiettivo strategico è migliorare quella curva che permette di vivere di più e meglio. Questo è uno degli obiettivi che l'azienda si è dato: curare le malattie e anche aiutare a non ammalarsi".

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Iran, raid Usa su isola di Kharg, snodo chiave per export greggio

Milano, 14 mar. (askanews) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che l'esercito americano ha condotto nella notte un raid aereo contro installazioni militari sull'isola di Kharg, nel Golfo Persico settentrionale, al largo delle coste dell'Iran. L'isola ospita il principale terminale di esportazione petrolifera della Repubblica islamica ed è considerata un'infrastruttura cruciale per l'economia iraniana e per lo smercio di petrolio, anche verso la Cina attraverso una "flotta ombra" di petroliere utilizzate per aggirare le sanzioni occidentali.

Nell'operazione sono stati presi di mira depositi di missili e mine navali che, secondo Washington, sarebbero stati utilizzati per minacciare o bloccare le rotte di navigazione nello Stretto di Hormuz. Ma sono stati risparmiate le infrastrutture petrolifere.

Con un messaggio su Truth il presidente americano ha affermato che l'Iran è "completamente sconfitto" e vuole un accordo, ma Trump ha aggiunto che non sarebbe disposto ad accettare un'intesa alle condizioni attuali.

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Un Vermeer a Torino: la Donna in blu che legge una lettera

Torino, 14 mar. (askanews) - Un Vermeer a Torino: per la prima volta un'opera dell'artista olandese arriva nel capoluogo piemontese e porta quella luce unica, quello sguardo diventato in qualche modo un paradigma, oltre a quel senso di sottile mistero tipico della sua pittura. Palazzo Madama inaugura così il ciclo "Incontro con il capolavoro".

"La 'Donna in blu che legge una lettera' dal Rijksmuseum di Amsterdam fino al 29 giugno a Torino a Palazzo Madama - ha detto ad askanews Clelia Arnaldi, curatrice della mostra e conservatrice del museo torinese - ha veramente offerto l'occasione di studiare le nostre collezioni abbinare al dipinto tutto quello che poteva aiutare a contestualizzarlo dal punto di vista della storia, della sua biografia, anche della storia dell'arte, del momento, ma anche del rapporto che il pittore aveva con quello che dipingeva, quindi la donna olandese, la sua presenza nella società olandese molto importante, perché le donne a quell'epoca in Olanda sono molto istruite, sono donne che leggono, che parlano, che scrivono, che suonano".

Il dipinto è splendido, ovviamente, ma a essere molto interessante è tutto il racconto costruito intorno a esso, dalle riproduzioni in dimensioni reali degli altri quadri di Vermeer all'esposizione di disegni, tessuti, carte geogafiche, pigmenti: tutto collegato ai dipinti dell'artista e alla vita dei Paesi Bassi nel Seicento. Un percorso di avvicinamento che amplifica l'emozione della singola opera e la rende ancora più intensa. Con anche un programma di attività legate alla mostra.

"Abbiamo tante attività, laboratori per le scuole, conferenze di approfondimento - ci ha spiegato Anna La Perla, dei Servizi educativi di Palazzo Madama - ma soprattutto un piccolo concorso dedicato alle scuole in cui chiediamo ai ragazzi, agli studenti, dai 6 ai 19 anni, di immaginare il contenuto della lettera. Quindi che cosa riceve, chi è che scrive, a chi la scrive, la ragazza oppure la ragazza sta scrivendo, ha scritto e sta rileggendo. Che cosa c'è all'interno di questa lettera? Sentimenti, situazioni, lettere perse che non si sono ritrovate emozioni e provare con la scrittura".

La 'Donna in blu", con quel vestito da casa ma di un colore indimenticabile, grazia all'uso del lapislazzuli, non smette di leggere la sua lettera. Non conosceremo mai tutta la sua storia, ma possiamo continuare a immaginarla e, a Palazzo Madama, abbiamo l'opportunità di entrare un po' di più nel suo mondo.

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Cosa lasciano le Paralimpiadi? Se ne è parlato all'Istituto dei Ciechi

Milano, 13 mar. (askanews) - "Siamo qui nella cornice dell'Istituto dei Ciechi, un palazzo meraviglioso a Milano, per parlare del lascito delle Paralimpiadi Invernali, grazie a una ricerca fatta da SWG, che abbiamo sostenuto come Coca Cola Italia, abbiamo cercato di tracciare un bilancio di come gli italiani hanno percepito questi Giochi. Sono stati sicuramente un appuntamento per celebrare la massima espressione della performance sportiva, olimpica e paralimpica. Noi come Coca Cola supportiamo da sempre i Giochi paralimpici perché condividiamo i valori di questo grandissimo evento": così Cristina Camilli, direttrice relazioni istituzionali, comunicazione e sostenibilità di Coca Cola Italia, a margine dell'Incontro "Giochi Paralimpici Invernali: un'eredità di inclusione", presso la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

"Abbiamo creato un piccolo codice per persone ipovedenti e non vedenti, per permettere a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuti delle etichette dei prodotti", ha spiegato la responsabile.

L'incontro è stato promosso congiuntamente da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e CocaCola: un momento di confronto dedicato al valore dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 come occasione concreta per rafforzare una cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, anche oltre lo sport. Ad aprire i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), e Rodolfo Masto, Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

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"La torta del Presidente", tra commedia e dramma nell'Iraq anni '90

Roma, 13 mar. (askanews) - Hasan Hadi ha vinto la Caméra d'Or e il Premio del Pubblico alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes raccontando una storia drammatica ma piena di vitalità e di umorismo ambientata nell'Iraq degli anni Novanta. La protagonista de "La torta del Presidente", nei cinema del 19 marzo, è una bambina che mentre il Paese lotta per sopravvivere a guerra e carestia è obbligata a preparare una torta per festeggiare il compleanno di Saddam Hussein. Lamia, 9 anni, arriva in città, dove è impossibile trovare zucchero e farina, e con il suo amico Saeed e il suo gallo va incontro a mille peripezie.

La storia raccontata da Hasan Hadi parte dai suoi ricordi di infanzia. "Io credo che la corruzione, i problemi che abbiamo oggi in Iraq nascano proprio in quel periodo, che è stato una specie di buco nero, perché eravamo completamente isolati, da Saddam e dalle sanzioni economiche. - ha detto il regista - Quando ero bambino, come Lamia, mi ricordo che vivevamo in un Paese di cui eravamo orgogliosi, che era il luogo di nascita delle più antiche civiltà, ma allo stesso tempo c'era una delle dittature più brutali. Allo stesso tempo ho anche ricordi bellissimi delle persone, della mia comunità".

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