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Addio a Helmut Kohl, artefice della Riunificazione

sabato 17 giugno 2017
1' di lettura

Roma, (askanews) - Aveva 87 anni Helmut Kohl, e la sua scomparsa in questo periodo di crisi europea, di Brexit e tentazioni populiste pare quasi simbolica. Il leader cristiano democratico tedesco, morto nella sua casa di Ludwigshafen nella Renania Palatinato, fu l'artefice della riunificazione delle due Germanie, che volle contro ogni critica appena un anno dopo la caduta del muro di Berlino. Proprio a Berlino riportò la capitale. Assieme al presidente francese Francois Mitterrand fu anche uno dei più solidi paladini dell'Europa Unita, artefice dell'Unione monetaria e dell'euro. Helmut Kohl fu cancelliere prima della Germania ovest, poi del paese riunificato, per sedici anni, dall'82 al 98, per ora il record di longevità al potere. Era uno storico di formazione, esperto dei paesi europei, dotato di visione sui larghi orizzonti. Gli ultimi anni sono stati infelici, anche a causa dello scandalo tangenti che mise fine alla sua carriera. Fisicamente indebolito, in conflitto con gli antichi alleati fra cui anche quella Angela Merkel che fu sua pupilla. Forse la giovane generazione fatica a ricordare il suo nome ma senza Helmut Kohl l'Europa che conosciamo non esisterebbe.

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"Abbiamo creato un piccolo codice per persone ipovedenti e non vedenti, per permettere a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuti delle etichette dei prodotti", ha spiegato la responsabile.

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La storia raccontata da Hasan Hadi parte dai suoi ricordi di infanzia. "Io credo che la corruzione, i problemi che abbiamo oggi in Iraq nascano proprio in quel periodo, che è stato una specie di buco nero, perché eravamo completamente isolati, da Saddam e dalle sanzioni economiche. - ha detto il regista - Quando ero bambino, come Lamia, mi ricordo che vivevamo in un Paese di cui eravamo orgogliosi, che era il luogo di nascita delle più antiche civiltà, ma allo stesso tempo c'era una delle dittature più brutali. Allo stesso tempo ho anche ricordi bellissimi delle persone, della mia comunità".

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