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Trump: dopo il mio fantastico tour in Asia, regole sono cambiate

sabato 18 novembre 2017
2' di lettura

Manila, Filippine (askanews) - Un lavoro davvero fantastico. Con l'abituale senso della misura, il presidente statunitense Donald Trump ha riassunto così il suo tour di 12 giorni in cinque Stati dell'Asia, anche se è stato interrotto in anticipo, prima di partecipare al summit del paesi del Sud-est asiatico in programma a Manila, nelle Filippine. Dopo il mio tour in Asia, tutti i paesi che hanno relazioni commerciali con noi sanno che le regole sono cambiate. Gli Stati uniti devono essere trattati in modo equo e reciproco. Gli enormi deficit commerciali devono diminuire rapidamente, ha scritto su Twitter il presidente degli Stati Uniti. Concetti ripetuti davanti ai giornalisti anche a Manila. "Abbiamo chiarito che gli Stati Uniti sono aperti al libero mercato ma che vogliamo accordi commerciali equi. Come ho detto molto chiaramente in Cina, la passata amministrazione ha permesso che il nostro paese fosse penalizzato. Davamo molto e ricevevamo pochissimo in cambio. Per questo vogliamo un commercio equo e mutualmente vantaggioso. Siamo apertissimi al libero mercato" ha ripetuto Trump. "Ma vogliamo essere trattati con equità e con reciproco vantaggio". La decisione di partire prima dell'East Asia Summit sarebbe stata presa perché l'inizio è stato posticipato di un'ora e mezza. Inizialmente, Trump aveva deciso di saltare il vertice, per poi cambiare idea dopo aver ricevuto diverse critiche. Alla fine ha comunque deciso di partire prima dell'inizio del summit, evitando anche la foto di gruppo con gli altri leader. Il suo posto è stato preso dal segretario di Stato Rex Tillerson. L'East Asia Summit viene organizzato con cadenza annuale per far incontrare i leader dell'Asean, l'Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico, con le controparti dei paesi vicini. I membri sono attualmente diciotto, 16 più due osservatori, tra cui l'Australia, la Russia, la Cina, il Giappone e la Corea del Sud, oltre agli Stati Uniti.

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In occasione del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles i ministri degli Esteri Ue discutono delle difficili situazioni in Medio Oriente. Secondo l'Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas l'Unione europea valuta l'ipotesi di un'iniziativa internazionale per garantire il passaggio di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz, ispirata all'accordo che durante la guerra in Ucraina ha consentito l'esportazione di grano dal Mar Nero.

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