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Casa delle donne a Roma a rischio sfratto: "Non siamo parassite"

sabato 18 novembre 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - #LaCasaSiamoTutte, con questo hashtag la Casa internazionale delle donne a Roma si prepara alla, probabilmente molto lunga, trattativa con il Campidoglio per evitare "qualsiasi ipotesi di sfratto". In un'assemblea cittadina gremitissima, soprattutto di donne, femministe della prima ora e giovani leve, il palazzo del Buon Pastore, un ex reclusorio femminile del '600 occupato nel 1987 dal movimento femminista romano, ha discusso dell'inaspettata richiesta del Comune di versare "entro 30 giorni" la morosità degli affitti accumulata negli anni, circa 830.000 euro, altrimenti fuori. La presidente Francesca Koch: IN: 6.25 out: 6.31 "Non contestiamo i numeri diciamo che i numeri non sono solo quelli, ce ne sono altri che noi vorremmo fossero valutati. IN: 6.34 OUt: 6.54 Come prima cosa chiediamo la sospensione del termine di 30 giorni, perché in 30 giorni non si fa nulla e secondo chiediamo di aprire questa interlocuzione che c'era e che sembrava anzi piuttosto cordiale sia con la giunta Marino, che con l'attuale giunta". L'edificio di via della Lungara ospita oltre 30 associazioni di donne, un centro congressi, una foresteria, un ristorante, una biblioteca, uno spazio espositivo e ancora concerti, spettacoli, corsi e seminari. Ogni anno di qui passano oltre 30.000 donne: IN: 5.47 OUt: 6.00 "Gli eventi che noi organizziamo sono diventati un valore che lo stesso assessorato al patrimonio ha potuto quantificare come valore economico: quindi si tratta di 700.000 euro l'anno". IN: 8.20 out: 9.05 "Guai a parlare di sfratto: in effetti noi non abbiamo mai usato la parola sfratto, se n'è impadronita la stampa perché in effetti il concetto di sfratto non è esplicitato, ma quando si scrive 'o pagate entro 30 giorni oppure procederemo alla riacquisizione dello stabile', più o meno il concetto quello è. Soprattutto noi vogliamo chiedere all'assessora (al Patrimonio, Alessandra Cattoi) che incontreremo domani (oggi ndr) ma abbiamo invitato anche la sindaca a venirci a trovare a vedere quello che facciamo, chiediamo un rapporto diverso, noi chiediamo di non essere trattate come se fossimo soggetti criminali, come può essere un Buzzi o altri abusivi". IN: 9.18 Out: 9.38 "Non siamo delle parassite o donne privilegiate che circola un po' come accusa... Non è così, perché non sulle spalle dei cittadini, ma sulle nostre spalle forniamo servizi perché è tutto lavoro volontario".

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È stato sottolineato anche da Elias Khalil, Presidente e General Manager Italy Hub di Lilly: "Non inauguriamo un progetto, ma inauguriamo una visione, una visione molto diversa per un futuro della salute. Dopo i giochi invernali di Milano Cortina 2026 abbiamo già annunciato, che vogliamo lasciare un'eredità duratura, che va al di là dei giochi olimpici, di lasciare qualcosa anche per la società."

Partecipare agli screening gratuiti è semplice: basta prenotare sul sito ioprevengo.com sui link digitali accessibili dai canali social di Lilly o direttamente nelle piazze coinvolte, a partire da quella di Varese, il cui sindaco Davide Galimberti ha espresso ampia soddisfazione per l'iniziativa di Lilly.

Queste le parole: "Un'occasione importante per garantire a tutti una prevenzione efficace. È importante che le piazze del nostro paese siano sempre più frequentate da iniziative di questo tipo, a tutela di tutti i cittadini, ma dell'intera collettività".

All'interno della clinica mobile, completamente accessibile anche alle persone con mobilità ridotta, saranno presenti tre postazioni cliniche per esami rapidi e non invasivi presidiati da professionisti sanitari, un'area dedicata alle consulenze nutrizionali e spazi per attività educative e interattive. Si tratta di un'iniziativa dall'alto valore preventivo.

Aspetto fondamentale come spiegato anche dal Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo: "La Regione lombardia sta investendo sulla prevenzione, sulla sanità territoriale, anche perché andando avanti con l'invecchiamento della popolazione e l'aumento dei costi delle cure dovremo sempre di più investire in prevenzione. Oggi spendiamo il 93% dei fondi per la cura, ma abbiamo bisogno di aumentare la consapevolezza in tutti i cittadini dell'importanza della prevenzione e dell'utilizzo di corretti stili di vita, da cui dipende quasi la metà delle malattie."

L'avventura di "IO PREVENGO", dunque, inizia con i migliori auspici e con il chiaro intento di favorire la diagnosi precoce e promuovere una maggiore consapevolezza sui corretti stili di vita.

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