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La collezione Cavallini-Sgarbi a Novara, opere tra '400 e '800

sabato 23 settembre 2017
2' di lettura

Milano, (askanews) - Dopo oltre un decennio di ristrutturazione, il castello di Novara apre le stanze alla collezione d'arte della Fondazione Cavallini Sgarbi. La mostra "Dal Rinascimento al Neoclassico. Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi" presenta oltre 120 opere, tra dipinti e sculture, dalla fine del Quattrocento alla fine dell'Ottocento: è il frutto della caccia svolta del critico d'arte con la madre Rina Cavallini, che ha comprato le opere nelle aste in ogni angolo del mondo. Si possono ammirare capolavori di artisti come Niccolò dell'Arca, Lorenzo Lotto, Guercino, Guido Cagnacci, Artemisia Gentileschi, Francesco Hayez e Gaetano Previati. "Il senso del collezionismo è legato alla vanità della vita all'idea che dobbiamo lasciare qualcosa, ma nel critico c'è un rapporto fisico con le opere d'arte che sono reali come le persone: le persone non puoi portarle nell'aldilà e le puoi possedere per un tempo limitato, le opere non le possiedi ma rimandono per te e a testimoniare quello che sei stato nel corso dei secoli. Quindi forse c'è un tentativo di vincere la morte che muove il collezionista, l'idea che una cosa bella non puoi lasciarla orfana lì, è messa davanti a te perchè tu la capisca e stabilisca un'intesa. Alla fine col passare del tempo le opere diventano una collezione e non ha senso che la tenga a casa tua". La mostra mette in luce la peculiare e complessa geografia artistica italiana di cui sono rappresentate le principali "scuole": la lombarda, la marchigiana, la veneta, l'emiliana e la romagnola, la toscana, la romana. Alcune opere sono state riportate in Italia da musei americani, come il "Ritratto di Francesco Righetti" di Guercino che arriva dal Kimbell Art Museum di Forth Worth. "Il racconto è l'arte italiana con una certa attenzione per quella padana e veneta, che sono quelle che ho frequentato e amato di più, anche con autori che sono tutto tranne che veneti e padani, che sono di tale straordinaria attrazione da non potere fare a meno di acquistarli perchè l'occasione è quella di riconoscere una cosa autentica tra tante inautentiche di cui è circondata la nostra vita". La mostra, aperta dal 21 settembre al 14 gennaio 2018, ha il patrocinio del Comune di Novara, della Regione Piemonte, della Fondazione Cavallini Sgarbi e la direzione artistica di Giovanni C. Lettini, Sara Pallavicini e Stefano Morelli, è promossa dalla Fondazione Castello per valorizzare il sito visconteo, scrigno storico della città, che viene restituito ai cittadini.

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In Alabama le tagliatelle italiane diventano un rito di benessere

Fairhope (Alabama, Usa), 25 apr. (askanews) - "Gli americani, come noi, hanno bisogno, e penso che sia un momento storico questo importantissimo, hanno bisogno di un'umanità che altrimenti abbiamo perduto. Fare la pasta non è solo il prodotto finito, ma tu verrai in un attimo dalla forchetta, il rumore della forchetta sul tavolo, la manovella della pasta, della macchinetta, le spalle che si rilassano, gli occhi. A tavola non si invecchia, il momento viene fermato, per cui c'è è un modo per non pensare ai problemi di ieri, di oggi, di domani. Crea tanto benessere proprio fisico che qualcuno ha scritto, It is so good to make pasta that we are not ready to let it go".

'È così bello fare la pasta che non siamo pronti a lasciar perdere'. Potrebbe diventare uno slogan, un motto. A tavola tutto si risolve: cucinare è un atto d'amore e se lo si fa insieme, tutto acquista un senso. Ad accoglierci nel suo laboratorio è Marilena Finizza in Rutland, italiana al 100%, sposata con un cittadino americano, trasferitasi in Alabama, nella capitale dello stato, Montgomery, e poi a Fairhope, sulla baia di Mobile, nota per il suo centro artistico, le strade fiorite e i tramonti mozzafiato.

"È tradizione. All'inizio avevo un posto piccolissimo, erano appena 65 metri quadrati, perché non sapevo come sarebbe stata presa questa idea. I miei genitori erano sconvolti: per loro da italiani, lasciare un posto fisso, come manager da 18 anni, per insegnare la cucina italiana era inconcepibile. E invece sta già accadendo. Piace, perché c'è bisogno di nuove esperienze. Poi a chi è che non piace l'Italia? Per me è un circolo che si chiude, specialmente adesso che ho due ragazze all'università per cui sono diventata 'empty nester' (il termine si riferisce a un genitore i cui figli sono cresciuti e se ne sono andati di casa, il che spesso porta alla cosiddetta "sindrome del nido vuoto", ndr) e non mi è piaciuta assolutamente quella solitudine. Mi ha fatto riflettere: perché sono arrivata qua in Alabama? Deve esserci un motivo! Non voglio pensare che ci sia solo capitata", dice.

Marilena non è l'unica italiana giunta a Fairhope e sposata con un americano. Nel suo laboratorio svetta la foto con autografo della campionessa olimpica Arianna Fontana, che pare abbia la suocera in zona.

Finizza con il suo "Mari" condivide e diffonde i valori della buona tavola, perché non solo fa bene la dieta mediterranea: saper fare le tagliatelle è una marcia in più. Ai suoi studenti spiega anche come il movimento delle spalle per impastare rilassi tutto il corpo e sia un anti stress meglio di una Spa. E a noi confida l'orgoglio di essere italiana perché davvero "dà senso" alla sua vita, oltre al fatto che comunque "25 anni fa" è arrivata in Alabama e ora la "fermano per strada": imsomma "Mari" è ormai un "personaggio in una comunità piccola ma molto aperta", a cui piacciono le novità. E ovviamente le tagliatelle.

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Abu Mazen vota alle municipali in Cisgiordania: "Siamo democratici"

Al-Bireh (Cisgiordania), 25 apr. (askanews) - Il presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen) si è recato in una scuola di Al-Bireh per votare alle elezioni municipali in Cisgiordania, le prime dall'inizio della guerra a Gaza.

"Innanzitutto, siamo molto felici di poter esercitare la democrazia nonostante tutte le difficoltà che affrontiamo a livello locale e internazionale", ha commentato ai microfoni di Palestine Tv.

"Possiamo dire al mondo: siamo democratici, crediamo nella democrazia, crediamo nel pluralismo e meritiamo uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale", ha aggiunto il 90enne presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) dal 2005 e leader di Fatah, principale partito palestinese.

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25 aprile, Tajani: "Nel mondo troppe dittature che soffocano libertà"

Roma, 25 apr. (askanews) - "Ricordare il 25 aprile, celebrare la festa della Liberazione significa guardare al futuro perchè il seme maligno della dittature non muore mai. Per questo la libertà deve essere difesa ogni giorno": lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando alla stampa a Ferentino, in provincia di Frosinone, ricordando che "noi abbiamo costruito sulle ceneri della II Guerra mondiale un'Italia democratica, libera".

"Abbiamo costruito un'Europa unita e vediamo che purtroppo nel mondo ci sono ancora troppe dittature, troppe autocrazie che soffocano la libertà delle persone - ha aggiunto il ministro - celebrare il 25 aprile significa anche inviare un messaggio, in Italia e nel mondo, perché non accada mai più ciò che è accaduto in passato".

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