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Utopia e distopia, i giochi artistici di Anne e Patrick Poirier

sabato 23 settembre 2017
2' di lettura

Milano (askanews) - Fotografi, viaggiatori, agrimensori di siti e scopritori di civiltà arcaiche. Anne e Patrick Poirier sono una coppia di artisti che da anni, partendo dalla lezione antropologica di Claude Lévi-Strauss, raccontano il mondo e la storia con uno sguardo molto personale. Ora la Galleria Fumagalli di Milano dedica loro la mostra personale "DYSTOPIA", che presenta lavori inediti e site specific che partono dalle ricerche sulla antica Mesopotamia e che comunque giocano anche sulla relazione con l'idea di utopia, come ha confermato Patrick Poirier. "Quando entri - ha detto l'artista ad askanews - sei preso tra l'utopia e la distopia, noi oggi siamo più sulla distopia. Il nostro lavoro si muove sempre tra questi due livelli: la storia e il futuro, che resta incerto". Incerta è anche la reazione dello spettatore, che, per esempio, ammira un grande tappeto "Hatra", sul quale però è stampata l'immagine satellitare della città irachena di Jazira, prima che venisse distrutta dall'Isis. Oppure le due torri intitolate proprio "Dystopia", immagini di una società ideale naufragata ancora prima di nascere. Annamaria Maggi è la gallerista che ha scelto di portare a Milano i Poirier. "E' interessante vedere - ci ha detto - come la delicatezza con cui loro esprimono i temi del loro lavoro si sposa con una componente sociale e drammatica". E la chiave per capire questa dinamica tra l'utopico e il distopico, l'ingenuo e il disperato, probabilmente è proprio lo stile giocoso cui la stessa Anne Poirier tiene molto: "Noi giochiamo quando facciamo le cose - ha ammesso - perché entriamo veramente dentro i lavori, anche se sono soggetti tristi o drammatici, quando costruiamo questi modelli, oppure quando facciamo i disegni ci divertiamo. Io sono ormai anziana, ma mi sento ancora di cuore molto infantile". L'insieme di tutte queste componenti, oltre naturalmente alla qualità del lavoro dei due artisti, fa sì che la mostra in Galleria Fumagalli sia particolarmente viva e affascinante, ben calata in una dimensione di ricerca e di aderenza al contemporaneo nella quale la componente commerciale resta decisiva, ma viene affiancata da molto altro. Fino al 20 dicembre.

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