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L'arte del Sumo tra icone classiche e fotografia contemporanea

sabato 20 maggio 2017
2' di lettura

Venezia (askanews) - Una mostra che unisce le suggestioni di un'arte classica giapponese alle visioni della fotografia contemporanea. A Venezia, in occasione della 57esima Biennale d'arte, Generali Italia presenta, nell'ambito del progetto Valore Cultura, l'esposizione "KOKODÉ KAMIGAMI", che accosta la tradizionale pittura in stile ukiyo-e dell'artista Daimon Kinoshita alle fotografie del francese Philippe Marinig, con un unico tema: il Sumo, che in Giappone è sport nazionale. Così, nella storica sede della compagnia di assicurazioni di Palazzo Morosini, va in scena un dialogo visivo tra le epoche, oltre che un'interessante dinamica tra le suggestioni sportive e quelle spirituali, come ha voluto sottolineare Kinoshita. "In Giappone - ci ha detto l'artista - le divinità sono dappertutto e all'ingresso di questa mostra c'è una decorazione che serve per chiamare gli dei affinché scendano su questo luogo, e qualche settimana fa a Tokyo era stata esposta nella Palestra nazionale del Sumo, perché nel Sumo, che è nato in contemporanea all'arte dell'Ukiyo-e, si dice che gli dei siano sempre presenti, e io voglio, attraverso il Sumo, fare rivivere la tradizione dell'Ukiyo-e". La mostra di Generali, però, si sostiene anche sul dialogo con la fotografia, e la rappresentazione dello yokozuna, il campione dei campioni del Sumo, passa anche attraverso lo sguardo occidentale di Marinig. "L'arte - ci ha spiegato il fotografo - ha a che fare con il guardare e il creare un'immagine di ciò che senti e vuoi condividere con gli altri, io che non sono giapponese ho dovuto affrontare un lungo processo per capire la loro cultura e riuscire a condividere le mie visioni. L'artista, che è un maestro di disegni sul Sumo in stile Ukiyo-e, mi ha molto aiutato. Oggi presentiamo il risultato di una lunga storia, durata dieci anni". La mostra, curata da Xavier Martel, tratteggia i contorni quasi mitologici di uno sport che unisce forza, intelligenza, ma anche accettazione di sé, offrendo una visione con più livelli di significato. Che si arricchisce anche del fascino della sede espositiva, come ci ha spiegato anche Lucia Sciacca, direttore Comunicazione e Sostenibilità di Generali Country Italia. "Per noi - ha detto - è un piacere riaprire Palazzo Morosini nell'occasione della Biennale di Venezia, ci dà la possibilità di offrire ai veneziani e a chi è qui per la Biennale questa mostra di arte contemporanea che apre una finestra sull'Oriente e su questa arte molto antica, l'arte del Sumo". La mostra "KOKODÉ KAMIGAMI", che letteralmente significa "Qui si incarnano gli dei", resta aperta al pubblico fino al 16 luglio.

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