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Iran, ultimo giorno di campagna elettorale per le presidenziali

sabato 20 maggio 2017
2' di lettura

Teheran (askanews) - Il 17 maggio segna l'ultimo giorno della campagna elettorale in vista del voto per le presidenziali iraniane che si terranno il 19 maggio prossimo. Il confronto si è delineato tra il fronte moderato che sostiene il presidente uscente Hassan Rohani e quello conservatore, schierato con Ebrahim Raisi, ex procuratore capo della Repubblica islamica, responsabile della Corte speciale che vigila sull'operato dei religiosi e dal 2006 membro dell'Assemblea degli esperti che elegge il leader supremo. I toni si sono fatti più tesi nelle ultime ore. Rohani, nel suo ultimo comizio di massa a Teheran, ha lanciato un attacco al suo rivale, pur senza nominarlo, riferendosi al suo passato di pubblico ministero negli anni '80 quando molti dissidenti vennero giustiziati. "Il popolo iraniano affermerà con forza ancora una volta che non si schiera con quanti si sono affidati solo alle esecuzioni e al carcere negli ultimi 38 anni. Abbiamo affrontato queste elezioni" ha proseguito Rohani, "per dire in faccia ai fautori di violenze e di posizioni estremiste che i loro giorni sono finiti". Dal canto suo, il candidato conservatore Raisi ha negato di voler ostacolare l'apertura internazionale della Repubblica islamica, come viene accusato dallo schieramento che sostiene il presidente uscente Rohani. "Crediamo nella interazione con tutti i paesi, ma con dignità" ha detto parlando a una folla di sostenitori in una grande sala di preghiera a Teheran. Senza mettere in discussione l'accordo nucleare nel 2015 siglato da Rohani, Raisi ha poi accusato il governo di essere stato debole nei negoziati e di aver fatto troppe concessioni senza ottenere risultati concreti. Ribadendo i principali temi della sua campagna elettorale, che si basano su aiuti ai settori più bisogni della società e sull'emergenza occupazione, il candidato conservatore ha concluso: "Dobbiamo creare un milione di posti di lavoro ogni anno". Raisi è stato raggiunto sul palco dal sindaco di Teheran Mohammad Bagher Ghalibaf che ha ritirato a suo favore la candidatura alla presidenza.

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