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Vivere a lungo e in salute: la ricetta della Positive Nutrition

sabato 13 maggio 2017
3' di lettura

Milano, (askanews) - Vivere a lungo non basta. Occorre arrivarci in salute e godersi questa fase della vita senza acciacchi. E' l'obiettivo della Positive nutrition, il programma alimentare che punta a ridurre l'infiammazione silente, corresponsabile dell'invecchiamento e, soprattutto, causa di alcune malattie croniche come diabete e obesità. A parlarne a Milano durante il quarto International congress science in nutrition, organizzato dalla fondazione Paolo Sorbini per la scienza nell'alimentazione, i massimi esperti internazionali di nutrizione, tra cui Barry Sears, biochimico di fama mondiale ideatore della dieta Zona: "L'infiammazione che ci fa ammalare, che ci fa ingrassare e invecchiare non è percepita, è al di sotto della soglia del dolore, ma adesso iniziamo a poterla misurare e vogliamo ridurla, facendola regredire se possibile a zero, applicando al meglio la positive nutrition che permette di condurre una vita con meno malattie, godere di un invecchiamento più lento e anche più in forma". La positive nutrition è un vero e proprio stile di vita da adottare tutti i giorni, secondo il padre della dieta Zona che ha appena pubblicato un libro su questo argomento insieme a Benvenuto Cestaro e Giovanni Scapagnini. E tutto parte dal cibo, inteso come il farmaco più efficace per rallentare o bloccare l'invecchiameno delle cellule: "I pilastri della positive nutrition sono fondamentalmente quattro: il primo è la riduzione delle calorie, il secondo è una quantità adeguata attraverso l'alimentazione o l'integrazione di omega 3, il terzo sono i polifenoli che danno colore a frutta e verdura e ci aiutano a ridurre l'infiammazione a livello intestinale, il quarto infine è mettere insieme questi elementi per avere la risposta ormonale giusta, che ci permette di non avere fame e affaticamento". Proprio gli omega 3 e i polifenoli sono considerati dei veri superfood, immancabili, secondo la positive nutrition, nelle nostre diete, e già presenti nell'alimentazione di alcune delle popolazioni più longeve, come quelle dell'isola di Okinawa, in Giappone, da vent'anni oggetto di studio da parte del professor Giovanni Scapagnini, docente di biochimica presso l'Università del Molise: "In questo profilo nutrizionale salutistico dobbiamo inserire elementi di cui non abbiamo traccia sulle etichette dei cibi che compriamo e che siamo costretti ad andare a cercare negli integratori alimentari: il caso più emblematico è quello degli omega 3 il pesce ne contiene ma è complicato mangiarlo ogni giorno. E poi abbiamo i polifenoli che mimano la restrizione calorica perchè sono capaci di dire alle cellule aumenta le difese e ottimizza il metabolismo". Al cibo, poi, la positive nutrition aggiunge due alleati contro l'infiammazione silente, un'adeguata attività fisica e meditazione e tecniche antistress. Ma quando siamo a tavola cosa dobbiamo mangiare? "Le cose positive su cui concentrarci sono quelle che ci diceva la nonna: non alzarsi da tavola finchè non si mangiano tutte le verdure, e le verdure sono un punto fondamentale della positive nutrition, mangiare proteine magre come pollo o pesce e consumare quantità moderate di grassi monoinsaturi. Se ci pensiamo questa è quasi la definizione della dieta Mediterranea, ma le abbiamo tolto i carboidrati bianchi, come pasta, riso e pane compensati da quantità maggiori di verdure".

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