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Migrante ucciso per un cappellino, due arresti a Catania

sabato 13 maggio 2017
1' di lettura

Catania (askanews) - Ucciso per aver disobbedito all'ordine di togliere il cappellino durante la traversata dalla Libia all'Italia. Il 6 maggio 2017, gli uomini della Polizia e della Guardia di finanza di Catania hanno arrestato due cittadini libici: Abouzid Nouredine Alhadi di 21 anni e Hurun Gafar di 25, accusati di associazione per delinquere e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Alhadi, inoltre è accusato anche dell'omicidio di un migrante della Sierra Leone, Kellie Osman, ucciso con un colpo d'arma da fuoco su un barcone, apparentemente per non aver tolto il cappello contrariamente a quanto gi era stato intimato di fare. Le immagini riprese da un velivolo di supporto della nave "Phoenix" della Ong "Moas" che ha soccorso i 394 migranti di varia nazionalità, imbarcati su un gommone e due barche in legno provenienti dalla Libia, mostrano ciò che sarebbe avvenuto, testimoniato anche da altri migranti tra cui il fratello della vittima. I due trafficanti sarebbero saliti a bordo al limite delle acque territoriali libiche, confondendosi tra i clandestini mentre altri complici, prima di far ritorno in Libia su barche in vetroresina, avrebbero ordinato ai migranti di togliere i cappelli. Forse Osman ha disobbedito e per questo è stato giustiziato da Alhadi. I due responsabili, identificati e fermati dai militari e dagli agenti italiani, sono stati portati nella casa circondariale di Catania-Piazza Lanza, a disposizione dell'autorità giudiziaria che ha disposto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per entrambi. Le indagini, intanto, proseguono per identificare gli altri responsabili.

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