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Industria 4.0, Ambrogi (Aldai): servono cultura e sistematicità

sabato 10 giugno 2017
2' di lettura

Milano, (askanews) - Industria 4.0: una rivoluzione che nei prossimi 5 anni segnerà cambiamenti profondi nel tessuto economico e sociale del nostro Paese trasformando in modo radicale modelli di produzione e di business dell'intera filiera produttiva industriale. A fare in modo che questi mutamenti siano un'opportunità per imprese, e non una condanna all'estinzione, sono chiamati soprattutto i manager e le figure dirigenziali, come spiega Romano Ambrogi presidente di Aldai, l'associazione lombarda dei dirigenti delle aziende industriali. Ma per riuscirci, sottolinea Ambrogi, imprese e manager devono fare un salto di qualità. "Bisogna intanto entrare nella cultura - dice - la cultura di un cambiamento del tutto epocale, e la convinzione che il lavoro sta cambiando. Bisogna evitare di fare i furbi, ovvero guardare ad un orizzonte troppo limitato, o affidarsi solo al grande intuito e alla creatività tipica degli italiani, senza essere anche essere anche sistematici". Di come affrontare nel concreto la sfida della quarta rivoluzione industriale se nè discusso nel corso dell'assemblea annuale di Aldai. Al centro di ogni strategia, è stato sottolineato nel corso dei diversi interventi, ci deve essere la formazione verso le nuove tecnologie impiegate. Formazione che deve riguardare da subito sia le nuove leve sia le risorse già impiegate. "Le istituzioni hanno fatto la loro parte con il piano Industria 4.0 promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico. - prosegue il presidente Aldai - Ora si tratta anche a livello locale, e lo stiamo facendo insieme ad Assolombarda che è la nostra controparte, di organizzare iniziative che permettano alle imprese del territorio di potersi legare tra di loro e di utilizzare al meglio i manager che lavorano nelle loro fila". A quanti temono che Industria 4.0 si traduca sostanzialmente nella perdita di posti di lavoro si contrappongono i dati delle ricerche più recenti: in Europa da oggi al 2025 la richiesta di alte qualifiche da parte del mondo del lavoro crescerà tra il 6 e l'8 per cento, ha sottolineato Ambrogi, che poi ai giovani che guardano al proprio futuro lavorativo, suggerisce: "Il consiglio è sicuramente quello di coltivare la propri capacità digitale innta, e di sistematzarla all'interno di una chiara formazione anche sul posto di lavoro".

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È stato sottolineato anche da Elias Khalil, Presidente e General Manager Italy Hub di Lilly: "Non inauguriamo un progetto, ma inauguriamo una visione, una visione molto diversa per un futuro della salute. Dopo i giochi invernali di Milano Cortina 2026 abbiamo già annunciato, che vogliamo lasciare un'eredità duratura, che va al di là dei giochi olimpici, di lasciare qualcosa anche per la società."

Partecipare agli screening gratuiti è semplice: basta prenotare sul sito ioprevengo.com sui link digitali accessibili dai canali social di Lilly o direttamente nelle piazze coinvolte, a partire da quella di Varese, il cui sindaco Davide Galimberti ha espresso ampia soddisfazione per l'iniziativa di Lilly.

Queste le parole: "Un'occasione importante per garantire a tutti una prevenzione efficace. È importante che le piazze del nostro paese siano sempre più frequentate da iniziative di questo tipo, a tutela di tutti i cittadini, ma dell'intera collettività".

All'interno della clinica mobile, completamente accessibile anche alle persone con mobilità ridotta, saranno presenti tre postazioni cliniche per esami rapidi e non invasivi presidiati da professionisti sanitari, un'area dedicata alle consulenze nutrizionali e spazi per attività educative e interattive. Si tratta di un'iniziativa dall'alto valore preventivo.

Aspetto fondamentale come spiegato anche dal Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo: "La Regione lombardia sta investendo sulla prevenzione, sulla sanità territoriale, anche perché andando avanti con l'invecchiamento della popolazione e l'aumento dei costi delle cure dovremo sempre di più investire in prevenzione. Oggi spendiamo il 93% dei fondi per la cura, ma abbiamo bisogno di aumentare la consapevolezza in tutti i cittadini dell'importanza della prevenzione e dell'utilizzo di corretti stili di vita, da cui dipende quasi la metà delle malattie."

L'avventura di "IO PREVENGO", dunque, inizia con i migliori auspici e con il chiaro intento di favorire la diagnosi precoce e promuovere una maggiore consapevolezza sui corretti stili di vita.

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