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La nuova sfida della Catalogna a Madrid sull'indipendenza

sabato 10 giugno 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - Per la seconda volta in tre anni, la Catalogna sfida Madrid e indice un referendum sull'indipendenza, ma stavolta le conseguenze sono potenzialmente più dirompenti. L'annuncio è stato dato dal presidente del governo regionale catalano Carles Puigdemont al termine di un discorso solenne al Palazzo della Generalitat di Barcellona, assieme ai membri del suo esecutivo e a deputati delle forze politiche indipendentiste. "Oggi si è tenuta una riunione esecutiva straordinaria per confermare l'esercizio del diritto legittimo all'autodeterminazione di una regione millenaria come la Catalogna di indire un referendum che si terrà domenica 1 ottobre. E il quesito sarà questo: volete che la Catalogna diventi uno stato indipendente sotto forma di repubblica?". Da Madrid, ancora una volta, è arrivato un netto no all'ipotesi di una consultazione popolare: il portavoce del governo spagnolo, I igo Mendez de Vigo ha definito l'annuncio del governo catalano una "messa in scena". La costituzione spagnola non prevede referendum regionali di questo tipo senza un accordo con il governo centrale di Madrid, che al momento è retto dal conservatore Partido Popular del premier Mariano Rajoy, da sempre ostile al referendum e anzi favorevole a una riduzione dell'autonomia della Catalogna. L'ultimo sondaggio d'opinione del governo catalano, a fine marzo, indicava che il 44,3% degli intervistati sarebbero favorevoli all'indipendenza, mentre il 48,5% sarebbe contrario. Una netta maggioranza della popolazione catalana però, il 73%, vorrebbe potersi esprimere in un referendum. e ha ammonito indirettamente i funzionari pubblici catalani - che ora rischiano di trovarsi tra due fuochi - a non obbedire a ordini che ha definito "illegali". Il governo centrale e i tribunali spagnoli hanno già definito preventivamente illegale il referendum indetto da Puigdemont, e si sono detti decisi indagare e incriminare i funzionari per disobbedienza, una sorte già toccata all'ex presidente regionale Artur Mas, "colpevole" di aver organizzato una consultazione informale e non vincolante sull'indipendenza nel 2014. Mas è stato condannato all'interdizione dai pubblici uffici per due anni, ma per i funzionari di grado inferiore le sanzioni questa volta potrebbero essere più pesanti. Puigdemont è alla testa di una coalizione pro-indipendenza che comprende il centro-destra del Partit Democrata Europeu Català (PDeCAT), la sinistra repubblicana di Esquerra Republicana de Catalunya (Erc) e la sinistra radicale della Candidatura de Unitat Popular (Cup).

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