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Nel calvario dei rohingya anche il dramma di un'infanzia rubata

sabato 11 novembre 2017
2' di lettura

Balukhali, Bangladesh, 7 nov. (askanews) - È il racconto di un'infanzia drammatica e perduta. Tahera Begum si alza ogni mattina all'alba e si addentra per due chilometri nella foresta a raccogliere legna per i genitori malati e i quattro fratellini, un lavoro molto gravoso per una bambina di soli 10 anni costretta a fare da fonte di sostegno per tutta la famiglia nel campo profughi più grande del mondo. Sono circa 1.400 i bambini che devono provvedere da soli alle famiglie nei ghetti affollati di profughi allestiti al confine orientale del Bangladesh dove si sono ammassati 600mila rohingya musulmani, in fuga dalle violenze che dall'agosto scorso li hanno presi di mira in Birmania. "Mi alzo alle prime luci e vado sulle colline prima a far legna e poi a prendere l'acqua" spiega Tahera. "Poi quando torno devo far da mangiare e se mi resta un po' di tempo vado a scuola. Vivo con i miei genitori malati e altri quattro fratelli più piccoli. Cerco anche di vendere al bazaar un po' di legna per guadagnare qualcosa". Le organizzazioni umanitarie rivelano che questi bambini sono particolarmente vulnerabili alle malattie e a sfibranti stress emozionali a causa dell'assunzione di troppo pesanti carichi di responsabilità per mantenere le famiglie, senza contare i pericoli di sfruttamento, manuale o sessuale, cui possono andare incontro negli immensi campi tendati che accolgono i rifugiati. Il caso di Tahera è emblematico ma non isolato. "È solo una bambina di dieci anni" sottolinea Baby Barua, addetta dell'Unicef. "Non dovrebbe andare da sola nella foresta per raccogliere e vendere legna anche se è per sostenere la famiglia. È ancora una bambina". La vita nei campi profughi rohingya diventa ogni giorno più dura e difficile. L'afflusso sempre più massiccio dei rifugiati ha fatto schizzare alle stelle i prezzi e anche Tahera deve contrattare duramente con gli adulti per acquistare cibo e medicine per i suoi genitori e i suoi fratelli più piccoli. Il dramma di un'infanzia rubata. Al confine tra Birmania e Bangladesh.

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È stato sottolineato anche da Elias Khalil, Presidente e General Manager Italy Hub di Lilly: "Non inauguriamo un progetto, ma inauguriamo una visione, una visione molto diversa per un futuro della salute. Dopo i giochi invernali di Milano Cortina 2026 abbiamo già annunciato, che vogliamo lasciare un'eredità duratura, che va al di là dei giochi olimpici, di lasciare qualcosa anche per la società."

Partecipare agli screening gratuiti è semplice: basta prenotare sul sito ioprevengo.com sui link digitali accessibili dai canali social di Lilly o direttamente nelle piazze coinvolte, a partire da quella di Varese, il cui sindaco Davide Galimberti ha espresso ampia soddisfazione per l'iniziativa di Lilly.

Queste le parole: "Un'occasione importante per garantire a tutti una prevenzione efficace. È importante che le piazze del nostro paese siano sempre più frequentate da iniziative di questo tipo, a tutela di tutti i cittadini, ma dell'intera collettività".

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