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I prodotti alternativi per un mondo senza fumo

sabato 11 novembre 2017
3' di lettura

Washington, (askanews) - Ridurre l'impatto del danno provocato alla popolazione dal consumo delle sigarette, per avere, in un futuro forse non troppo lontano, un mondo senza fumo. Il tema è stato analizzato nei suoi diversi aspetti (sanitario, legislativo, informativo ed industriale) nel corso di un convegno svoltosi a Washington e organizzato dalla Fda. E uno degli aspetti principali è stato sottolineare come alcuni prodotti alternativi come le sigarette elettroniche o l'Iqos della Philip Morris (che riscalda il tabacco, senza bruciarlo) possano svolgere un ruolo fondamentale nell'abbandonare le 'cattive abitudini'. Clive Bates è un avvocato britannico, già direttore di Action on Smoking Health, un ente focalizzato sulla riduzione dei danni derivanti dal tabacco: "Se i consumatori decidono di rivolgersi a prodotti come le sigarette elettroniche o a tabacco riscaldato, eliminano quasi tutti i rischi derivanti dal fumo. Infatti la maggior parte dei rischi deriva dai residui della combustione, non dalla nicotina; dare una via di uscita soddisfacente ai consumatori significa eliminare gran parte dei rischi". Cosa si deve allora fare a livello regolatorio e legislativo? "Dal punto di vista regolatorio si deve assicurare che i prodotti immessi sul mercato siano sicuri, che i consumatori possano comprendere cosa stanno usando e così via.. Quello che non si deve fare è regolare il settore come se si trattasse di farmaci o rendendo difficile l'accesso al mercato di tali prodotti. Così facendo, il rischio vero è che si protegga il commercio delle sigarette, e questo sarebbe sbagliato". I produttori sono attivi sul lato dei prodotti alternativi, e l'Italia ha, in questo campo, il primato di essere uno dei primi paesi ad aver recepito la normativa comunitaria, come ci spiega Germana Barba, vice presidente Regulatory Affairs di Philip Morris International: "L'Italia ha adottato recentemente una regolamentazione molto all'avanguardia che prevede che alcuni prodotti di tabacco di nuova generazione possano essere riconosciuti come prodotti a rischio ridotto o a ridotta tossicità. Questo prevede naturalmente degli standard scientifici molto elevati che noi abbiamo sostenuto e che riteniamo assolutamente positivi e incoraggianti. Quello che adesso succederà è che le autorità italiane dovranno esaminare le evidenze scientifiche presentate dai produttori, e noi naturalmente abbiamo intenzione di partecipare a questo processo per valutare se, in particolare, il nostro Iqos sia un prodotto a rischio ridotto". Spesso, però, quello che manca è proprio un quadro corretto delle alternative, Il tema è stato al centro dell'intervento di Lynn Kozlowski, già professore di psicologia alla Wesleyan University e associato all' Addiction Research Foundation di Toronto, dove è stato il responsabile del programma sul consumo di tabacco: "Uno dei messaggi più diffusi mandati dalle agenzie governative è che non esistono prodotti sicuri. Invece abbiamo delle ricerche, in possesso anche dei governi, che dimostrano che tali messaggi sono in un certo modo disinformanti. C'è dunque un grande divario da colmare tra una informazione che dice che niente è sicuro e una che dice che esistono prodotti prodotti molto meno nocivi. La cosa importante è essere a conoscenza dei livelli di rischio che questi prodotti alternativi comportano. Per esempio una delle peggiori conseguenze del fumare sigarette è il tumore ai polmoni, o causare danni irreversibili ai polmoni; i prodotti alternativi non provocano nessuno di questi danni quindi anche solo l'inalazione è molto meno dannosa". Circa 8mila persona al giorno, in tutto il mondo, stanno così abbandonando il tabacco tradizionale per passare ai nuovi prodotti, come spiega Marc Firestone, vicepresidente di Philip Morris International: "Siamo entusiasti che circa 150 milioni di fumatori di nostri prodotti possono avere delle migliori alternative: noi stiamo offrendo una serie di prodotti smoke free basati sul riscaldamento del tabacco e non sulla sua combustione, e siamo molto soddisfatti di poter dare ai consumatori queste possibilità. Questi nuovi prodotti sono il risultato di una enorme innovazione, e anche il risultato di enormi investimenti: abbiamo investito anche in Italia dove abbiamo un grande stabilimento di produzione a Bologna. Siamo fiduciosi che questi prodotti siano soddisfacenti per i fumatori e che consentano di abbandonare le sigarette. In realtà più di 3 milioni e mezzo di persone si sono già convertite ai nuovi prodotti. Questo significa che circa 8mila persone al giorno, in tutto il mondo, stanno lasciando le sigarette. I governi e i legislatori giocano un ruolo molto importante per stabilire degli standard scientifici e qualitativi per questi nuovi prodotti anche perché possono aiutare i consumatori a fare scelte più corrette, quindi hanno una grande responsabilità".

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Roma, 16 mar. (askanews) - Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha dichiarato che la Germania "non parteciperà militarmente" nello Stretto di Hormuz, dopo l'appello lanciato dal presidente americano Donald Trump ai Paesi della Nato a contribuire a garantire un passaggio sicuro alle navi nella via di mare strategica che l'Iran ha chiuso al traffico Usa e ai suoi alleati.

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"Alla fine dobbiamo riaprire lo Stretto di Hormuz per garantire stabilità al mercato - afferma Starmer -. Non è un compito semplice. Per questo stiamo lavorando con tutti i nostri alleati, compresi i partner europei, per mettere a punto un piano collettivo praticabile. Un piano che possa ripristinare la libertà di navigazione nella regione il più rapidamente possibile e attenuare gli effetti economici".

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