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Dagli anni Settanta a oggi, come si rinnova la Pittura Analitica

sabato 22 aprile 2017
2' di lettura

Torino (askanews) - Pensare un futuro per la pittura, anche dopo la rivoluzione concettuale che ha cambiato per sempre la scena del contemporaneo. E' quello che hanno fatto a partire dagli anni Settanta, e che continuano a fare, gli artisti che in qualche modo si riconoscono nella definizione di Pittura Analitica, movimento a vocazione internazionale che vanta protagonisti come Enzo Cacciola, Giorgio Griffa, Riccardo Guarneri, Pino Pinelli o Gianfranco Zappettini, per citarne solo alcuni. A loro, dopo una tappa londinese, la Galleria Mazzoleni di Torino dedica una nuova esposizione - "Pittura Analitica: ieri e oggi" - curata da Alberto Fiz. "La pittura analitica - ci ha spiegato lo studioso - è certamente una risposta al Minimalismo e all'Arte concettuale che, in sostanza, aveva messo fuori gioco la pittura in base a una riflessione di carattere intellettuale e mentale. In questo caso il lavoro degli artisti della Pittura analitica è quello di trovare un punto d'incontro tra quello che è il pensiero e la componente operativa della pittura". E proprio sulla metodologia, più che su una teorizzazione, si fonda il terreno comune che delimita il perimetro del movimento, che ha avuto il coraggio di perseverare, sapendo però innovarsi, come dimostra il fatto che in mostra si trovano tanto le opere degli ultimi decenni del Novecento, quanto, e ci verrebbe da dire soprattutto, quelle di oggi, che in molti casi rappresentano interessanti evoluzioni dell'approccio iniziale. E qui sta il punto probabilmente più intenso del progetto espositivo dei Mazzoleni e di Fiz. "La Pittura analitica - ha aggiunto il curatore - ha la capacità di trasformarsi nella continuità, e questa è sicuramente una caratteristica importante di un movimento che è sempre stato un po' alternativo rispetto a situazioni più strutturate. In questo caso noi abbiamo un movimento eterodosso e pluralista che è capace anche di svilupparsi sino al 2017". E, a dimostrazione di una vitalità che non ha alcuna intenzione di recedere, arriva anche la chiamata della curatrice Christine Macel che ha voluto Griffa e Guarneri nella mostra internazionale della prossima Biennale d'arte di Venezia.

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