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Shirin Neshat: essere un'artista è un viaggio nell'ignoto

sabato 25 novembre 2017
1' di lettura

Firenze (askanews) - Che cosa significa essere artista oggi. Lo abbiamo chiesto a Shirin Neshat, nome importante del panorama artistico internazionale, nonché donna e iraniana. "Io credo che essere un'artista - ci ha risposto - comporti più responsabilità di quanto la gente immagini, serve molta dedizione, molto sacrificio, sia nella vita personale sia nei confronti del tuo pubblico. C'è sempre la preoccupazione di deludere i tuoi spettatori... cerchi di fare il miglior lavoro possibile, ma non siamo perfetti, siamo solo capaci di lavorare all'interno di un progetto... E' diverso da avere un lavoro dalle nove alle cinque, essere un artista è come stare in un viaggio che non hai idea di dove possa finire, devi solo sperare che ti porti in posti interessanti". Neshat era a Firenze per presentare al festival Lo Schermo dell'Arte il suo nuovo film "Looking for Oum Kulthum", che ci ha raccontato così: "Ho fatto un film che è il ritratto di un'artista iraniana che guarda a un'altra artista, un'iconica cantante egiziana - ci ha spiegato -. Ed è un film sull'essere un'artista, una donna artista e un'artista meno importante guarda a una vera icona, osservando il suo modo in cui una donna riesce ad avere così tanto successo in una società dominata dagli uomini. La domanda di fondo è proprio cosa significa essere una donna, ed essere ambiziosa, ed essere un'artista, e quanto sacrificio questo comporta".

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Montecatini (Pistoia), 16 mar. (askanews) - È necessario "riaprire i rubinetti con la Russia perché anche quelli influenzano il prezzo dell'energia". Lo ha detto il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, parlando con i giornalisti a Montecatini prima del suo spettacolo "Il mondo al contrario - Remigrazione" al Teatro Verdi.

"Io l'ho detto ma qualcuno l'ha fatto, Trump ha sospeso temporaneamente le sanzioni alla Russia, quando ci si trova in una crisi e il sistema adottato precedentemente non funziona perché non rivedere quell'impianto sanzionatorio", ha spiegato Vannacci.

La linea del governo sul permanere delle sanzioni alla Russia "non mi convince nella maniera più assoluta perché secondo me contrasta con quelli che sono gli interessi italiani" ha detto ancora Vannacci. È d'accordo con Salvini? "Forse Salvini e d'accordo con me" ha concluso Vannacci.

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Los Angeles, 16 mar. (askanews) - "Siamo qui solo per rappresentare il popolo iraniano", hanno detto Mohammadreza Eyni e Sara Khaki, registi del documentario iraniano candidato all'Oscar, "Cutting Through Rocks", "Scalfire la roccia".

Nel pieno della guerra nel loro Paese, con Stati Uniti e Israele, intervistati sul red carpet prima della cerimonia, hanno parlato del conflitto in corso e di quanto sia difficile per loro essere a Los Angeles per una cerimonia così importante:

"I nostri cuori sono divisi in due - ha detto Sara Khaki - da un lato i nostri cuori sono a casa con la nostra gente, il popolo iraniano, le cui vite sono state distrutte. Dall'altra parte siamo qui e l'unica ragione per cui siamo qui è che siamo qui per rappresentare la gente comune dell'Iran".

"Questi sono i tempi più bui che si possano immaginare, voglio dire, le vite dei cittadini iraniani sono state distrutte e, come se non bastasse, c'è questa guerra ingiusta in corso che deve finire, perché nessun essere umano merita né dovrebbe mai subire la guerra e la violenza".

"È strano per noi essere qui - ha aggiunto Mohammadreza Eyni - a causa del blocco di Internet, non possiamo condividere con loro questa buona notizia, la storia dall'Iran sul cambiamento, sulla possibilità di un futuro migliore, non possiamo festeggiare insieme la missione alla base del film, ma allo stesso tempo, non solo non abbiamo accesso alle comunicazioni a causa del blocco di Internet, ora neanche questo è più una priorità per loro e non lo è per noi, a causa dei tanti ostacoli che stanno affrontando e delle tante difficoltà che stanno attraversando adesso".

Il documentario, attraverso la storia di una donna che con tenacia riesce a diventare la prima consigliera comunale eletta in un villaggio rurale dell'Iran, racconta una storia di emancipazione, rivoluzione e lotta per la libertà.

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Oscar, sul red carpet da Anne Hathaway al "No a la guerra" di Bardem

Los Angeles, 16 mar. (askanews) - Mondanità, glamour e bellezza sul red carpet dei 98esimi premi Oscar a Los Angeles. Da Emma Stone, in abito laminato con scollatura a goccia sulla schiena, a Timothee Chalamet in total white; da Leonardo DiCaprio nella sua eleganza classica, a Kate Hudson, con un completo tutto d'argento con bustino, in posa con sua madre, l'attrice Goldie Hawn. Ha scelto di giocare sui contrasti, con un abito rosa con coprispalle rosso, Jessie Buckley,

Tante le star che hanno partecipato alla serata, che come sempre è anche un'occasione per veicolare messaggi: Javier Bardem è arrivato con la scritta sulla giacca "No a la guerra". A sfilare sul tappeto rosso, presi d'assalto dai fotografi, anche Steven Spielberg, Pedro Pascal e Anne Hathaway, elegantissima in un abito lungo nero, fiorato, con strascico.

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M.O., Israele: operazione di terra contro obiettivi chiave in Libano

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Prima che le truppe entrassero nell'area, le Idf hanno dichiarato di aver effettuato massicci attacchi aerei e bombardamenti di artiglieria "per eliminare le minacce".

Il Libano ha condannato gli attacchi che domenica hanno preso di mira la missione di pace delle Nazioni unite (Unifil) nel sud del paese. La missione Onu è dispiegata nel sud del Libano con il compito di monitorare il cessate il fuoco e contribuire alla sicurezza lungo la linea blu che separa i due paesi.

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