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Archibugi: "Gli sdraiati", rapporto padre figlio senza retorica

sabato 25 novembre 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - C'è il rapporto complicato e conflittuale tra un padre e un figlio al centro del nuovo film di Francesca Archibugi "Gli sdraiati", tratto dal romanzo di Michele Serra, nei cinema dal 23 novembre. Claudio Bisio interpreta un giornalista di successo che vive e soprattutto cerca un dialogo con il figlio Tito, adolescente pigro e irriverente sempre circondato dalla sua banda di amici, che rifiuta le attenzioni del padre, si ribella ai suoi tentativi di controllo, e in fondo vuole celare le proprie ferite. Uno scontro tra due mondi apparentemente inconciliabili. "Mi sembrava che nel libro di Michele ci fosse uno sguardo innanzitutto spietato, non indulgente verso i ragazzi, ma nemmeno verso se stesso, ed era un punto di partenza molto interessante per raccontare un rapporto così forte in modo anche un po' antiretorico". Il personaggio di Bisio sembra totalmente incapace di trovare una strada per dialogare con Tito, e forse è anche più fragile e spaesato del figlio. "E' un uomo che deve accettare di invecchiare, che credo sia una delle cose più difficili che la vita ti pone davanti, di cambiare ruolo, di non essere tu che insegni ma metterti in condizione di imparare qualcosa. Credo che tutti noi vogliamo amare ed essere amati, in qualsiasi tipo di relazione, che sia padre e figlio, uomo-donna etc. Bisogna sempre ricordarci quanto è difficile: la cosa di cui abbiamo più bisogno al mondo, la cosa che poi in realtà è più difficile, ci dà più dolore ed è quella nella quale poi abbiamo meno talento". Archibugi non aveva l'intenzione di fare un film generazionale né di fare un ritratto sociologico della famiglia di oggi, ma rivela: "Mi è molto difficile parlare di tutti i padri del mondo o di tutti i figli del mondo. Quando racconto una storia piccola, di personaggi, dei casi unici, casi umani, casi clinici, in fondo sono racconti che sono a metà fra il caso umano e il caso clinico, poi speri sempre che dentro ci sia il rombo della storia, il rombo della civiltà di tutti. Ma è impossibile mettercelo prima, perché tu è nel dettaglio che costruisci una persona, e speri che questa persona faccia riconoscere in sé anche tante altre persone".

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È stato sottolineato anche da Elias Khalil, Presidente e General Manager Italy Hub di Lilly: "Non inauguriamo un progetto, ma inauguriamo una visione, una visione molto diversa per un futuro della salute. Dopo i giochi invernali di Milano Cortina 2026 abbiamo già annunciato, che vogliamo lasciare un'eredità duratura, che va al di là dei giochi olimpici, di lasciare qualcosa anche per la società."

Partecipare agli screening gratuiti è semplice: basta prenotare sul sito ioprevengo.com sui link digitali accessibili dai canali social di Lilly o direttamente nelle piazze coinvolte, a partire da quella di Varese, il cui sindaco Davide Galimberti ha espresso ampia soddisfazione per l'iniziativa di Lilly.

Queste le parole: "Un'occasione importante per garantire a tutti una prevenzione efficace. È importante che le piazze del nostro paese siano sempre più frequentate da iniziative di questo tipo, a tutela di tutti i cittadini, ma dell'intera collettività".

All'interno della clinica mobile, completamente accessibile anche alle persone con mobilità ridotta, saranno presenti tre postazioni cliniche per esami rapidi e non invasivi presidiati da professionisti sanitari, un'area dedicata alle consulenze nutrizionali e spazi per attività educative e interattive. Si tratta di un'iniziativa dall'alto valore preventivo.

Aspetto fondamentale come spiegato anche dal Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo: "La Regione lombardia sta investendo sulla prevenzione, sulla sanità territoriale, anche perché andando avanti con l'invecchiamento della popolazione e l'aumento dei costi delle cure dovremo sempre di più investire in prevenzione. Oggi spendiamo il 93% dei fondi per la cura, ma abbiamo bisogno di aumentare la consapevolezza in tutti i cittadini dell'importanza della prevenzione e dell'utilizzo di corretti stili di vita, da cui dipende quasi la metà delle malattie."

L'avventura di "IO PREVENGO", dunque, inizia con i migliori auspici e con il chiaro intento di favorire la diagnosi precoce e promuovere una maggiore consapevolezza sui corretti stili di vita.

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