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Sicurezza in gallerie autostradali, grande piano di monitoraggio

sabato 15 febbraio 2020
3' di lettura

Genova, 12 feb. (askanews) - Un grande piano per i controlli di sicurezza nelle gallerie della rete di Autostrade per l'Italia: ogni notte circa 200 tecnici lavorano in tutta Italia per verificare 587 tunnel autostradali, attenendosi ai migliori standard del settore e utilizzando le tecnologie più avanzate. Siamo stati a visitare uno dei cantieri aperti sulla A10, tra Genova aeroporto e Genova Voltri, dove i tecnici hanno lavorato sulle gallerie Torrazza e San Pietro. Partendo dai dati raccolti con ispezioni condotte da società esterne specializzate si è avviata ora una seconda fase di verifiche, che consentono di ottenere informazioni approfondite sullo stato di conservazione dell'infrastruttura. La prima fase di tali interventi, che abbiamo potuto vedere qui a Genova, prevede il lavaggio preparatorio della calotta delle gallerie, per rimuovere la patina depositatasi nel tempo, che potrebbe rendere più difficile rilevare gli eventuali difetti nel calcestruzzo. Successivamente si ricorre alla tecnologia, come per esempio il Laser scanner, che ci è stato presentato dall'ingegner Alessandro Damiani direttore generale di Lombardi Ingegneria, anche in questo caso società esterna al gruppo Autostrade chiamata a occuparsi delle verifiche. "Il Laser scanner - ha detto ad askanews - possiamo definirlo una fotografia ad altissima definizione del rivestimento interno, per cui si vede sia il profilo della galleria, sia, come in questo caso, alcune macchie d'umidità. Le zone più scure rappresentano alcune venute d'acqua che sono abbastanza costanti e rappresentano le venute d'acqua dei giunti costruttivi. Lo strumento qui montato utilizza inoltre anche dei raggi infrarossi, grazie ai quali rileva la temperatura, quindi le aree blu indicano presenza di acqua e temperature più basse, i tratti gialli o verdi corrispondono invece a temperature più elevate, quindi prive di umidità o di acqua". Dalle gallerie liguri, la fase di verifica si estende a tutto il Paese e, assicurano da Autostrade per l'Italia, si concluderà entro la fine del 2020. Da quanto emergerà poi l'obiettivo è dare vita a "un radicale piano di ammodernamento complessivo del sistema galleristico" gestito dalla società. "Le nostre infrastrutture - ci ha detto l'ingegner Alberto Selleri, Direttore Sviluppo della Rete Aspi - sono datate e quindi è necessario ogni tanto rifare il punto zero e questo è uno degli obiettivi di questo importante progetto, che riguarda tutte le gallerie della rete nazionale. Altra tecnologia che viene messa in campo per verificare lo stato delle gallerie e tutelare al meglio la sicurezza degli automobilisti è il Georadar, che consente di realizzare una rilevazione longitudinale delle condizioni della volta, insomma una vera e propria radiografia della struttura, che permette di individuare difetti non visibili del calcestruzzo. "Questi strumenti - ha aggiunto l'ingegner Damiani - unitamente ai documenti storici e all'indagine ispettiva consentono di avere un quadro più completo di quelle che sono le difettosità presenti nella struttura e dunque anche il livello di gravità di queste difettosità. In questo caso sono legate prevalentemente al passaggio o alla presenza d'acqua o alle efflorescenze". Accanto all'utilizzo della tecnologia, comunque, resta decisivo l'intervento umano, con operazioni di ispezione e verifica che vengono condotte da squadre di tecnici che verificano, tra le altre cose, anche il suono del calcestruzzo, prima di analizzare la struttura della galleria ancora più in profondità. "Puntualmente - ha proseguito l'ingegnere della Lombardi - eseguiamo dei carotaggi, profondi anche un metro, per andare a intercettare tutto il rivestimento; in tutta questa stessa fase vengono fatti inoltre carotaggi da 40 cm di profondità, uno in calotta e due nei piedritti, che servono a caratterizzare da un punto di vista meccanico e di resistenza il calcestruzzo". L'ingegner Selleri ha concluso: "L'obiettivo, quando usciamo dalle gallerie, è che queste devono essere sicure". Un obiettivo che, ovviamene, appare strategico e fondamentale e per il quale sono stati investiti circa 70 milioni di euro in attività ispettive.

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