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Mattarella su Bachelet: cercava sempre il dialogo. Serve coraggio

sabato 15 febbraio 2020
2' di lettura

Roma, 12 feb. (askanews) - 40 anni dalla morte di Vittorio Bachelet: il 12 febbraio 1980, il vicepresidente del Csm veniva assassinato dalle Brigate rosse. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto alla cerimonia di commemorazione, promossa dal Consiglio Superiore della Magistratura. Il capo dello Stato ha premiato i ragazzi delle scuole vincitrici del concorso promosso dal Miur e dal Csm dal titolo: "Ricordare Vittorio Bachelet". Mattarella ha elogiato un uomo, ha detto, sempre alla ricerca del "dialogo paziente" e del "confronto sincero e coraggioso" fra posizioni diverse. "L'azione che qui ha svolto è l'espressione del suo impegno per la teorizzazione del bene comune attraverso la ricerca delle possibilità d'incontro tra posizioni diverse, una ricerca fondata sull'ascolto e sulla reale apertura al confronto. Era convinto, infatti, che nell'impegno sociale, in quello politico, in quello istituzionale, proprio attraverso il dialogo fosse possibile ricomporre le divisioni, interpretando così il senso più alto della convivenza". Per Mattarella Bachelet impersonava il senso più autentico della nostra democrazia. "Questo suo profondo senso della comunità e dello Stato è stato il motivo del suo assassinio ad opera delle Brigate rosse perché dimostrava, con la sua azione, che è possibile realizzare una società più giusta senza mai ricorrere alla contrapposizione aspra e pregiudiziale. Oggi le contrapposizioni ideologiche sono sfumate per motivi storici. Ma rimane sempre, in ogni sede, il rischio di altre contrapposizioni, di contrasti basati sulla pura difesa di posizioni di parte. profondo senso della comunità e dello Stato è stato il motivo del suo assassinio ad opera delle brigate rosse perché dimostrava, con la sua azione, che è possibile realizzare una società più giusta senza mai ricorrere alla contrapposizione aspra e pregiudiziale. Oggi le contrapposizioni ideologiche sono sfumate per motivi storici. Ma rimane sempre, in ogni sede, il rischio di altre contrapposizioni, di contrasti basati sulla pura difesa di posizioni di parte. E su questo piano occorre avere maggior coraggio, ovunque e in qualunque sede. Attraverso il dialogo paziente e tenace occorre ricercare, con disponibilità sincera al confronto, la soluzione migliore per ogni circostanza, e dunque superare sia i pregiudizi sia le soluzioni precostituite. Di questa attitudine, di questa preziosa attitudine, Vittorio Bachelet è stato maestro".

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Le "smorfie" della rinite allergica in una mostra fotografica

Milano, 17 mar. (askanews) - L'arrivo della primavera porta con sé un aumento della concentrazione di pollini nell'aria e, per milioni di persone, il ritorno dei sintomi della rinite allergica, patologia che in Italia colpisce circa il 25% della popolazione ma che è ancora spesso sottovalutata e sottodiagnosticata. Così, per accendere i riflettori su questa condizione molto diffusa ma poco conosciuta, arriva "Scatti di rinite: le smorfie che non fanno ridere", campagna di informazione promossa da AAIITO - Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri - con una mostra fotografica ospitata dal 17 al 20 marzo alla Cascina Cuccagna di Milano.

"L'intento AAIITO è quello di sensibilizzare la opinione pubblica su questo tipo di problematica, portando quelli che sono dati clinici, ma non solo: utilizzando lo strumento fotografico, cercando di cogliere quelli che sono gli aspetti clinici visibili, che sono lo starnuto, la secrezione nasale e le smorfie che il paziente compie per cercare di lenire un pochettino i sintomi - spiega ad askanews Francesco Murzilli, presidente di AAIITO -. Ma soprattutto lo strumento affidato ad un bravo fotografo Giorgio Galimberti è quello di cogliere gli aspetti anche emozionali, gli aspetti di difficoltà del vissuto di questi pazienti che si nascondono dietro questa patologia.

La sfida è raccontare, attraverso i volti e le storie dei pazienti che soffrono di rinite allergica, una condizione che ha effetti devastanti sulla qualità della vita delle persone ma che può essere riconosciuta e dunque trattata in modo più efficace.

"Questa patologia, che tutti pensano essere solo un po' di starnuti durante il periodo primaverile, in realtà è una patologia che impatta fortemente sulla salute, sulle relazioni e sulla qualità di vita delle persone. Perché queste persone convivono con una costante costrizione sia nasale che toracica, costantemente con il mal di testa, costantemente con difficoltà di concentrazione, difficoltà del sonno - ci racconta Simona Barbaglia, presidente di Respiriamo Insieme APS -. E quindi con grande grande difficoltà a svolgere tutte le attività quotidiane della vita. Quindi eventi come questo sono fondamentali perché conoscere è importantissimo per poter avere quindi accesso a terapie, a percorsi individualizzati e quindi a risposte concrete ed efficaci per migliorare il proprio stato di salute e la propria qualità di vita".

E' proprio questo l'obiettivo del progetto lanciato da AAIITO in collaborazione con l'associazione pazienti Respiriamo Insieme APS con il contributo non condizionante di F.I.R.M.A., azienda del Gruppo Menarini: aumentare la consapevolezza, favorire la diagnosi precoce e ricordare che dietro ogni starnuto c'è molto più di un semplice fastidio.

"Essendo un paziente allergico, so di cosa di cosa si tratta. Quindi, quando mi è stato proposto questo progetto, me lo sono immaginato proprio andando a cercare la mimica facciale tipica dello starnuto e della rinite allergica - sottolinea il fotografo Giorgio Galimberti -. Ho cercato di dare quasi una trama teatrale ai miei soggetti, appunto, e quindi di portare le sofferenze di questa patologia, trasformarle in immagini che qui vedete. E' stato è stato complicato, e anche a tratti divertente, andare a provocare gli starnuti durante la fase di shooting, però bene o male ci siamo riusciti con tutti i pazienti".

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Trieste, 17 mar. (askanews) - "Il corridoio Imec rappresenta una straordinaria opportunità anche per quanto riguarda il futuro perché gli oleodotti possono passare attraverso, oltre lo stretto di Hormuz, passare attraverso terra e possono essere una garanzia comunque di libertà e di indipendenza energetiche per il nostro Paese. Quindi Imec per l'Italia rappresenta una straordinaria opportunità, per questo siamo fortemente impegnati e per questo l'evento di oggi collegato anche all'evento Ince, noi riteniamo che Trieste possa rappresentare una straordinaria porta per tutta l'Europa Centrale e Orientale e per i Balcani, quando sarà terminato questo grande corridoio che partendo dall'India, attraversando Israele, i Paesi dell'area del Golfo, dell'Africa e poi il Mediterraneo, possa veramente essere il punto di arrivo e di partenza di merci e prodotti di cui l'Europa è ricca e di cui l'Italia è ricca". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Trieste a margine del Forum sul Corridoio India-Medio Oriente-Europa (Imec).

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