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"Lontano lontano", il viaggio da fermi degli amici di Di Gregorio

sabato 15 febbraio 2020
2' di lettura

Roma, 13 feb. (askanews) - Tre amici, ma anche tre icone della romanità sono i protagonisti del nuovo film di Gianni Di Gregorio "Lontano lontano", nei cinema dal 20 febbraio. Con il tono lieve e pieno di ironia a cui ci ha abituato, il regista ci porta nel piccolo mondo del professore, di Giorgio e di Attilio, magnificamente interpretati dallo stesso Di Gregorio, da Giorgio Colangeli e da Ennio Fantastichini. Nessuno dei tre protagonisti naviga nell'oro, quindi pensano di cambiare vita e andare a vivere all'estero, in un Paese dove le loro pensioni possano valere qualcosa. Ma senza rivendicazioni, sempre con uno spirito distaccato, bonario, leggero. "Forse rappresentiamo tutti e tre una parte di uomini semplici, però dotati da quella parte buona dell'uomo, quella cosa che c'è data in dotazione, che spesso ci dimentichiamo, spiega Di Gregorio. "Non dobbiamo farci questo torto - aggiunge Giorgio Colangeli - di ignorare questo spirito buono che abbiamo noi e che abbiamo tutti. Non è vero che è una lotta, è anche un sentirsi e ritrovarsi simili. No?". Lo slancio verso un futuro diverso si stempera di fronte alla loro indolenza, alla loro lentezza. E di fronte a una Roma che, in fondo, è accogliente e solidale, anche con chi viene da lontano. "I romani non hanno nessuna paura della novità in realtà, per come sono i veri romani che io conosco, e sono accoglienti, abbiamo visto tutto. Nessuno ci mette paura e nessuno è un diverso", afferma Di Gregorio. Secondo Colangeli, "quella che sembra un'indolenza è in realtà una propensione all'osservazione, piuttosto che l'attivazione: piuttosto che andarcele a cercare le cose, noi aspettiamo che ci vengono incontro. Per cui a noi rimane il compito di osservarle, a cercare di capirle e ci vuole un po' di tempo: il tempo che la gente normale impiega a viaggiare, ad andare incontro alle novità, noi lo utilizziamo per riflettere su quello che ci viene tutti i giorni... Seduti, possibilmente seduti.. Al sole, possibilmente".

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"Notte prima degli esami 3.0", Ferilli: oggi i ragazzi più consapevoli

Roma, 17 mar. (askanews) - Sono passati 20 anni dal film d'esordio di Fausto Brizzi, che ebbe un enorme successo, e dal 19 marzo arriva nei cinema "Notte prima degli esami 3.0", dove i protagonisti sono i ragazzi della Generazione Z, fra cui un indisciplinato Tommaso Cassissa, e la professoressa è un'inflessibile Sabrina Ferilli. Tommaso Renzoni racconta la vigilia della maturità con un gruppo di liceali che si ritrova a vivere l'ultima grande avventura insieme: amori segreti, tradimenti, amicizie messe alla prova e piani disperati per ingannare la prof più temuta della scuola.

"E' il primo di tutti gli esami che bisognerà affrontare nella vita, quindi è il più sentito perché poi da lì iniziano i veri esami, che sono quasi quotidiani, insomma" ha detto Cassissa, mentre Sabrina Ferilli ha spiegato: "Io posso dire una cosa, che la notte prima degli esami è uguale per tutti e accomuna tutte le generazioni, le difficoltà allora erano insormontabili e oggi sono insormontabili. Credo che però i giovani di oggi siano molto più consapevoli e coscienti e questo mette questo stato d'ansia che noi non avevamo".

Tra riti di passaggio, nostalgie, scherzi, i ragazzi del film devono vedersela con eco-ansia, nuove forme di relazione, identità digitale e intelligenza artificiale, che rendono quel passaggio di vita più complesso ma anche più comico. Mentre la prof. Ferilli sottolinea l'importanza della cultura per affrontare quel mondo degli adulti che fa un po' paura. "E' un'attitudine quella della conoscenza e salva la vita perché ti dà la possibilità di capire tante cose, di ragionare su tante cose, di avere il giusto distacco. - ha detto l'attrice - Quando a me dicono: che bisogna fare per diventare attore? Essere preparati e leggere di tutto di più, perché il nostro peso, la nostra credibilità, la commedia, viene da tutto quello che tu hai letto".

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Iran, Israele annuncia l'uccisione di Ali Larijani

Milano, 17 mar. (askanews) - Ali Larijani, uno dei principali dirigenti iraniani, e il generale Gholamréza Soleimani, comandante dei Basij, sono stati uccisi nei raid condotti nella notte in Iran dall'esercito israeliano.

L'annuncio è arrivato dal ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, in un messaggio video diffuso dal suo dicastero: "Il capo di Stato maggiore mi ha appena informato che Larijani, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, e il capo dei Basij, l'apparato centrale della repressione iraniana, Soleimani, sono stati eliminati la notte scorsa".

Larijani era una delle figure di vertice del sistema politico iraniano. Soleimani guidava invece i Basij, la milizia usata dal regime anche per il controllo interno.

Katz ha aggiunto che Israele continuerà a colpire i vertici del regime iraniano, mentre prosegue l'offensiva contro obiettivi strategici, capacità missilistiche e infrastrutture chiave della Repubblica islamica.

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Maltempo in Calabria, danni e allagamenti nel cosentino

Roma, 17 mar. (askanews) - Le squadre dei vigili del fuoco sono impegnate nel cosentino per far fronte ai danni connessi alle forti piogge: 20 fino ad ora gli interventi che sono stati effettuati.

A essere più colpite le zone di Corigliano, Mirto, Rossano, Calopezzati, Mandato Riccio e Pietrapaola. A Crosia, per l'esondazione del fiume Trionto, sono state salvate persone bloccate nelle proprie automobili per l'innalzamento del livello dell'acqua.

Potenziato il dispositivo di soccorso anche con l'invio squadre dal comando di Crotone.

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Giornata Unità: Mattarella depone corona, poi le Frecce Tricolori

Roma, 17 mar. (askanews) - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deposto una corona d'alloro sulla tomba del milite ignoto, all'altare della patria, in piazza Venezia Roma, nella Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera. La cerimonia si è chiusa con il sorvolo delle Frecce Tricolori.

Con il capo dello Stato, anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

"Il 17 marzo celebra il raggiungimento dell'Unità nazionale, il riconoscimento dell'Italia come Stato sovrano, il coronamento delle aspirazioni e dell'impegno civile che caratterizzarono la stagione del Risorgimento, solennemente riaffermati poi nella lotta di Liberazione, che ha consentito al Paese di riconquistare con la propria unità la propria libertà, ricomponendo la frattura istituzionale e politica determinata dall'occupazione nazifascista, costruendo l'Italia contemporanea" ha affermato Mattarella nel messaggio inviato in occasione della Giornata.

"L'unità - ha rilevato il capo dello Stato - non costituisce soltanto un assetto politico-istituzionale, bensì è un ideale profondo e condiviso, che attraversa e interpreta l'intera vicenda storica del nostro Paese". Per Mattarella "Costituzione, Canto degli Italiani e Tricolore sono simboli di una comunità fondata sulla partecipazione, sulla solidarietà e sul rispetto delle istituzioni democratiche e di ogni persona". Un "patrimonio di valori che la ricorrenza del 17 marzo invita a rinnovare e a trasmettere, in particolare alle giovani generazioni, in un dialogo costante e aperto. A loro, chiamate ad affrontare trasformazioni profonde e sfide globali di inedita complessità, le istituzioni - conclude Mattarella - sono tenute a offrire orientamento, fiducia e responsabilità, affinché possano contribuire con piena consapevolezza alla costruzione del futuro del Paese".

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