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Sensori sui tralicci, Terna e il Veneto monitorano la sicurezza

sabato 22 febbraio 2020
3' di lettura

Venezia, 18 feb. (askanews) - Regione Veneto e Terna hanno sottoscritto a Venezia un protocollo d'intesa per l'avvio di una sperimentazione per l'utilizzo della rete elettrica regionale a fini di monitoraggio ambientale del territorio. L'intesa, la prima in Italia, è stata siglata dal presidente veneto Luca Zaia e dell'amministratore delegato di Terna, Luigi Ferraris nella sede della Regione a Palazzo Balbi. Terna ha sviluppato, e già installato sui propri tralicci, una nuova generazione di sensori per il monitoraggio di alcuni territori specifici, principalmente nelle province di Belluno, Verona e Vicenza. Grazie all'IoT e alla diffusione dell'infrastruttura elettrica è ora possibile, come ci ha confermato Ferraris, aumentare decisamente le possibilità di tenere sotto osservazione sia la rete sia il territorio, in ottica di prevenzione. "Sono tutti strumenti finalizzati a prevenire l'accadere di eventi - ha spiegato - che possono provocare l'interruzione del servizio. Abbiamo installato 500 sensori che sono deputati a monitorare una serie di parametri rilevanti per il funzionamento della rete elettrica. Questo ci consente di identificare velocemente dov'è il problema e intervenire. La trasmissione di questi dati avviene via radio, quindi è un circuito interno dell'azienda, quindi in caso di eventi atmosferici in cui ci sia interruzione di servizi classici, abbiamo a disposizione un'alternativa che ci consente comunque di dialogare con i nostri sensori". Stazioni meteo, sensori di tiro applicati a cavi e funi, accelerometri ed inclinometri per le strutture: tecnologie diverse che intendono offrire una mole di dati che poi saranno integrati per consentire valutazioni ad ampio raggio, tutti ricavati però partendo dall'unico elemento del traliccio già esistente. "Abbiamo fatto sì - ha aggiunto l'ad di Terna - che costruendo questi nuovi sensori e appoggiandoli sul traliccio non abbiamo avuto nessun impatto sul territorio". Le linee già dotate di sensori sono 26, il monitoraggio prevede frequenze di 15 minuti, che possono però diventare molto più ravvicinate, fino al tempo reale. In un'ottica, sottolineano da Terna, di proattività e non solo di reattività. E il presidente Zaia è apparso decisamente orgoglioso del progetto e dell'accordo firmato. "Questi dispositivi digitali - ha spiegato ai cronisti - che ormai diventeranno diffusi in tutta Italia e in tutto il mondo, noi siamo il primo laboratorio internazionale, ci permetteranno di avere informazioni rispetto alle condizioni meteo, rispetto a eventuali movimenti terrosi o franosi nell'ambito dei tralicci, il tema del ghiaccio sui cavi e la loro tensione, ma anche il surriscaldamento e molto altro ancora". Grazie ai nuovi dispositivi da Terna si sottolinea la "drastica riduzione dei tempi d'azione" in caso di problemi, nonché le "enormi possibilità" offerte alle istituzioni e in particolare alla Protezione civile per agire nell'ottica della difesa del territorio. "L'elemento più importante - ha concluso Luigi Ferraris - è proprio lo sviluppo di algoritmi finalizzati a monitorare segnali deboli che ci facciano capire che sta accadendo qualcosa che può portare a delle conseguenze, ecco perché dico che siamo in una fase sperimentale, concreta, non sulla carta, abbiamo installato i sensori, abbiamo delle linee sotto monitoraggio, raccoglieremo dati e informazioni che elaboreremo con le istituzioni e la Protezione civile proprio per poter poi fare la nostra valutazione preventiva". Il progetto "IoT 4 the Grid" di Terna è partito, in Veneto, nel marzo 2018: ora entra nel vivo della sperimentazione e, in futuro, potrebbe trovare applicazione su tutto il territorio italiano.

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