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"Con la mia figlioletta giochiamo a ridere insieme delle bombe"

sabato 22 febbraio 2020
2' di lettura

Roma, 19 feb. (askanews) - Far ridere la sua figlioletta dei bombardamenti, per evitare che ne resti traumatizzata: così il padre di Salwa, una bambina di tre anni che vive nella provincia siriana di Idlib, dove la guerra infuria ancora, ha inventato un gioco per lei. Salwa e il papà aspettano di sentire gli aerei, e quando arriva il "booom", giù a ridere come matti. "L'idea mi è venuta due anni fa - spiega Abdallah al-Mohammed era un giorno di festa, l'Aid al-Fitr, e dei bambini giocavano con dei fuochi d'artificio, e lei si è spaventata. Allora l'ho subito presa in braccio e le ho detto di non preoccuparsi erano solo bambini che giocavano". "Poi ho capito che era una buona idea, perché lei era convinta che il rumore delle esplosioni venisse solo da bambini che giocavano. Allora, ogni volta che ci sono aerei, prendevo il telefono per filmarci e le dicevo 'vieni, ridiamo insieme, i bambini giocano, c'è l'Aid'. Così cerco di farle credere che quel che accade non è nulla di male ma qualcosa di divertente". Abdallah vive a Sarmada con la sua famiglia dopo essere fuggito da Saraqeb, un'altra città della provincia di Idlib, che è stata riconquistata dalle forze del regime di Bashar al-Assad aiutato militarmente dalla Russia. La provincia è l'ultimo bastione jihadista, ma offre anche rifugio a molti ribelli 'laici', che presero le armi contro il regime dopo la sanguinosa repressione della manifestazioni pacifiche del 2011. Salwa in realtà ormai sa cos'è un aereo e cos'è una bomba - spiega il padre - ma ride lo stesso. "In futuro, Salwa capirà che quel rumore significa morte. Ma quando questo accadrà, avrà anche capito chi siamo, e qual è la nostra storia". La metà dei tre milioni di abitanti della provincia di Idlib sono sfollati provenienti da altre zone del Paese. Secondo i dati dell'Onu più di 400 civili, fra cui molti bambini, sono stati uccisi da metà dicembre in questa regione, in bombardamenti che non risparmiano nemmeno gli ospedali.

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