Iran, la Cina condanna uccisione di Larijani: "Inaccettabile"
Pechino, 19 mar. (askanews) - La Cina condanna l'uccisione del capo della sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani, attribuita a un raid israeliano, e avverte sul rischio di un allargamento del conflitto in Medio Oriente.
Pechino richiama il principio del rifiuto dell'uso della forza nelle relazioni internazionali e punta il dito contro gli attacchi a leader statali e obiettivi civili.
Nel quadro di tensioni in aumento tra Iran, Israele e gli attori regionali, la leadership cinese sollecita un cessate il fuoco e chiede la sospensione immediata delle operazioni militari per evitare una nuova escalation.
"La Cina è scioccata da quanto accaduto - afferma Lin Jian, portavoce ministero degli Esteri cinese - Abbiamo sempre sostenuto l'opposizione all'uso della forza nelle relazioni internazionali. Gli atti che portano all'uccisione di leader statali iraniani e agli attacchi contro obiettivi civili sono ancora più inaccettabili. Mentre le fiamme della guerra si diffondono in Medio Oriente e le tensioni aumentano e si estendono, raggiungere al più presto un cessate il fuoco è un obiettivo condiviso dalla comunità internazionale. La Cina esorta le parti coinvolte a fermare immediatamente le operazioni militari e a evitare che la situazione regionale sfugga al controllo".