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"Patrick Zaki libero", fiaccolata a Roma: Italia prema su Egitto

sabato 22 febbraio 2020
2' di lettura

Roma, 20 feb. (askanews) - "Patrick libero", "Patrick libero": è lo slogan ripetuto con forza alla fiaccolata che si è svolta davanti al Pantheon, a Roma, per chiedere la liberazione di Patrick Zaki, il giovane studente egiziano, iscritto a un master dell'Università di Bologna, arrestato nei giorni scorsi al suo rientro al Cairo, in Egitto, con l'accusa di istigazione a proteste e propaganda di terrorismo. L'iniziativa è stata promossa da quattro municipi: Sabrina Alfonsi (presidente del municipio I), Francesca del Bello (presidente del municipio II), Giovanni Caudo (presidente del municipio III) e Amedeo Ciaccheri (presidente del municipio VIII), tutti di centrosinistra, alla vigilia dell'udienza del 22 febbraio in cui i giudici decideranno se prorogare o meno la custodia cautelare di altri 15 giorni per Patrick Zaki. Alla fiaccolata era presente anche Riccardo Noury, Portavoce di Amnesty International Italia: "È importante che dalle piazze, dagli organi di informazione, dalla politica, naturalmente, arrivi un messaggio forte alle autorità egiziane: Patrick Zaki è innocente, è un prigioniero di coscienza, deve essere rilasciato immediatamente. Sabato c'è un'udienza decisiva per decidere se prolungare o meno la sua detenzione. Dovesse accadere questo sarebbe l'inizio di un calvario. Bisogna impedire questo: bisogna che l'Italia usi le buone relazioni almeno questa volta con l'Egitto per ottenere un risultato nel campo dei diritti umani. Finora non mi pare ci sia riuscita, ma non disperiamo". Valeria Fedeli, senatrice del Pd, ha annunciato: "Nella commissione straordinaria dei diritti umani del Senato, di cui sono capogruppo del Pd, ho proposto di iscrivere una lettera al governo italiano perché il governo italiano mandi una delegazione del governo italiano il 22 febbraio, in Egitto, per far sentire tutta la pressione del governo italiano sul caso di Patrick, perché credo che dobbiamo impedire che nello schema che avviene in Egitto, si tengono ragazzi/e dentro le carceri". La responsabile di Change.org, Stephanie Brancoforte, ha invitato a firmare una petizione per la liberazione di Patrick. "Un amico di Patrick, che a sua volta è stato torturato in Egitto, ha lanciato una petizione per chiedere la sua liberazione: quasi 185mila persone hanno firmato per chiedere la sua liberazione immediata".

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