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Coronavirus, dispositivi d'accesso vascolare nei pazienti Covid

di TMNews mercoledì 22 aprile 2020
3' di lettura

Milano, 23 apr. (askanews) - La pandemia di Covid-19 sta mettendo a dura prova i sistemi e gli operatori sanitari di tutti i Paesi del mondo, anche per trovare le soluzioni migliori per somministrare in maniera efficace e sicura ai pazienti in terapia intensiva e sub intensiva le terapie e i nutrimenti necessari.

Una di queste è l'utilizzo di dispositivi di accesso venoso, il cosiddetto Picc, un catetere venoso centrale a inserimento periferico. Ne abbiamo parlato con esperti della Siaarti (Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva), del GAVeCeLT (Gruppo Aperto di Studio su 'Gli Accessi Venosi Centrali a Lungo Termine) e dell'Ivas (Società Italiana Accessi Vascolari).

Alfonso Papa e Luca Brazzi di Siaarti.

"Questa scelta - ha spiegato Papa - è stata dovuta soprattutto alla facilità di poter utilizzare questi strumenti e alla non ripetizione dell'accesso venoso periferico, soprattutto in condizioni sfavorevoli. Se si pensa che il personale che deve lavorare accanto al paziente Covid, in una tuta contenitiva, con due paia di guanti, maschere e visori che tendono ad appannarsi, tutte le manovre che prevedono manualità sono più scomode, quindi ridurre i momenti in cui bisogna effettuare l'accesso venoso è fondamentale".

"Noi abbiamo un paziente infettivo - ha aggiunto Brazzi - l'idea di utilizzare un approccio che permetta di garantire una sicurezza all'operatore è sicuramente una priorità. La seconda peculitarità dei pazienti Covid è che già da quando arrivano al pronto soccorso hanno più bisogno di un accesso vascolare rispetto ad altri perché spesso sono disidratati, hanno fatto dei trattamenti a domicilio e bisogna anticipare il posizionamento di un accesso che sia in grado di garantire un buon supporto durante le fasi iniziale e tardiva del trattamento. Terza cosa, visto che molti di questi pazienti in fase iniziale vengono trattati con ventilazione non invasiva, cioè maschere, caschi, supporti, non con l'intubazione, è importante che venga privilegiato un approccio che non impatti sull'uso di questi strumenti; cioè il collo, le ascelle sono aree che servono per il trattamento quindi se riusciamo a usare gli approcci che lascino liberi queste sedi permettono una maggior gestione del paziente e un minor rischio che questi accessi si sposizionino e anche una durata più efficacia e lunga dell'approccio vascolare".

Ma quanto impatta la scelta di un dispositivo vascolare sul rischio potenziale di diffusione del virus SARS-COV 2 nel personale sanitario e soprattutto quali sono le tecnologie e i percorsi che possono garantire elevati standards di cura e sicurezza per pazienti e operatori?

Mauro Pittiruti, coordinatore nazionale del GAVeCeLT e Baudolino Mussa, presidente dell'IVAS.

"Sicuramente il posizionamento di un dispositivo di accesso venoso prevede un contatto relativamente intimo con il paziente - ha spiegato Pittiruti - che può diventare pericoloso quando si è molto vicini alle parti del paziente che emettono secrezioni. Il rischio effettivamente dipende molto dal tipo di accesso venoso che si mette, dal sito anatomico in cui si mette e ovviamente dal tipo di protezioni che vengono prese dall'operatore sanitario".

"Abbiamo bisogno di un percorso differenziato tra pazienti Covid e pazienti normali - ha aggiunto Mussa - ma soprattutto preservare le vene, il tessuto venoso periferico dei pazienti Covid perché potrebbero diventare pazienti cronici e quindi avere bisogno di lunghe terapie. È fondamentale iniziare a trattarli nella maniera migliore possibile all'inizio del loro percorso e non durante il percorso quando, ormai, il patrimonio venoso è stato depauperato".

Un ulteriore vantaggio nell'utilizzo dei PICC, hanno precisato gli esperti, consiste nel fatto che il suo posizionamento può essere eseguito rapidamente e direttamente al letto del paziente limitando il rischio di diffusione dell'infezione.

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TIM racconta il Made in Italy tra storia e innovazione

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Un racconto che attraversa anche la dimensione sociale della tecnologia: dalla diffusione della SIM ricaricabile negli anni '90, che ha reso il telefonino accessibile a milioni di persone, fino al ruolo delle centraliniste, tra le prime figure professionali femminili qualificate nel settore. Senza dimenticare il design industriale, rappresentato da oggetti simbolo come il telefono Grillo, icona del Made in Italy.

Dalla memoria si passa poi all'innovazione con gli Innovation Lab di TIM, dove vengono sviluppate tecnologie come intelligenza artificiale, 5G, cloud, cybersecurity e Internet of Things. Qui la ricerca diventa applicazione concreta, con soluzioni pensate per città intelligenti, servizi pubblici e sistemi industriali sempre più connessi e sostenibili.

Tra queste, piattaforme come TIM Urban Genius, capace di interpretare grandi flussi informativi per l'ottimizzazione e la pianificazione di servizi, mobilità e risorse e TIM Multi Robot Orchestrator, che coordina robot terrestri e droni, mostrano come l'integrazione tra AI, dati e infrastrutture possa migliorare la gestione dei territori e dei processi industriali, mentre le esperienze immersive aprono nuove prospettive per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

Il percorso si completa con il legame con Olivetti, altro simbolo dell'industria italiana, tra archivi storici, mostre e applicazioni innovative; con la mostra , 'Dati Sensibili', ospitata presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano il patrimonio documentale diventa chiave per leggere il presente attraverso 'OLO', un agente conversazionale basato su AI come interlocutore 'non umano' capace di dialogare con i visitatori attingendo al patrimonio storico imprenditoriale mentre ad Ivrea, lo sguardo si sposta sul rapporto tra innovazione e sport con la mostra 'Olivetti e lo sport', dove i visitatori possono ripercorrere attraverso immagini d'epoca, il contributo tecnologico dell'azienda nell'organizzazione dei grandi eventi sportivi internazionali.

Un racconto che dimostra come il Made in Italy continui a evolversi, unendo tradizione e tecnologia, con uno sguardo sempre rivolto al futuro.

TMNews

40 anni di 17 RE, i Litfiba fanno uscire il singolo mai pubblicato

Milano, 15 apr. (askanews) - Un singolo mai uscito che ha però dato il titolo a uno degli album più importanti dei Litfiba: dopo quarant'anni esce "17 RE", aggiornata e pubblicata dalla formazione al gran completo composta da Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi, Gianni Maroccolo. "Nessun mistero, in realtà è sempre esistita la canzone. Semplicemente non la ritenevamo ancora matura per uscire e soprattutto non era all'altezza di quell'album così importante che è stato 17 RE, che ribadisco è un album che quando uscì non fu molto capito, proprio per tutta questa sua varietà anche di generi musicali all'interno. E la canzone 17 RE finalmente si incastona perfettamente in questo diadema di 16 titoli e quindi diventa finalmente un album di 17 canzoni".

Il messaggio di "17 RE" è più attuale che mai.

"Ci sono riferimenti purtroppo a quello che succede in America, a quello che succede col presidente americano o presunto tale, o con quello che succede in Cisgiordania e a Gaza con i disastri che combina Netanyahu, che infatti è un criminale di guerra a tutti gli effetti, con il silenzio dell'Europa. Comunque noi cittadini abbiamo la voce per farlo, abbiamo il potere, lo abbiamo visto con il referendum, che potere possiamo avere, quindi esercitiamo i nostri diritti".

Non chiamatela però reunion, ma celebrazione di un disco che ha fatto storia.

"Esatto, che è un po' differente, perché se diciamo reunion, poi giustamente i fan dicono: ah, allora siete riuniti, quindi vogliamo un nuovo album... Piano! perché comunque rimaniamo quattro persone molto diverse tra di noi, ci vogliamo un gran bene, però ci prendiamo a manate dalla mattina alla sera. E pensare una reunion... No".

E proprio per celebrare i 40 anni di questo album, i Litfiba saranno impegnati in 20 date del tour "Quarant'anni di 17 RE". Sono già stato venduti oltre 70.000 mila biglietti, una occasione unica con la formazione originale con una promessa da mantenere.

"Un album molto difficile che infatti non riuscivamo nemmeno a suonare dal vivo completamente. Ora invece abbiamo preso l'impegno con i nostri fan di suonarlo completamente, lo faremo, ci stiamo attrezzando un bel po' durante le prove".

La musica dei Litfiba muove le coscienze ed è ancora capace di essere rivoluzionaria.

Questo il calendario degli appuntamenti prodotti e organizzati da MC2Live:

27 giugno Perugia - Umbria Che Spacca Festival 30 giugno Padova - Sherwood Festival 02 luglio Bari - Fiera del Levante 04 luglio Pescara - Terrasound Festival, Porto Turistico 07 luglio Milano - Kozel Carroponte 09 luglio Villafranca (VR) - Villafranca Festival 2026, Castello Scaligero 11 luglio Asti - AstiMusica, Piazza Alfieri 14 luglio Genova - Altraonda Festival 16 luglio Roma - Rock in Roma, Ippodromo delle Capannelle 18 luglio Servigliano (FM) - NoSound Fest, Parco della Pace 21 luglio Bologna - Sequoie Music Park 23 luglio Firenze - Prato delle Cornacchie 25 luglio Cosenza - Rendano Arena, Piazza XV Marzo 28 luglio Napoli - Arena Flegrea 01 agosto Alghero - Alguer Summer Festival, Anfiteatro Ivan Graziani 04 agosto Catania - Villa Bellini 07 agosto Melpignano (LE) - Sei Festival, Piazza Avantaggiato 11 agosto Palmanova (UD) - Estate di Stelle, Piazza Grande 13 agosto Forte dei Marmi (LU) - Villa Bertelli Live 15 agosto Bellaria Igea Marina (RN) - Beky Bay

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Nato, Rutte ottimista: "Riusciremo a finanziare aiuti a Kiev"

Berlino, 15 apr. (askanews) - A Berlino, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha espresso un cauto ottimismo sul fatto che l'Alleanza riuscirà a coprire, entro la fine dell'anno, i finanziamenti necessari per gli aiuti alla difesa dell'Ucraina attraverso il meccanismo della Purl, la Lista dei Requisiti con priorità per l'Ucraina.

Rutte ha parlato dopo una riunione del Gruppo di contatto per la difesa di Kiev, alla presenza del ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, del ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, del ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul e del segretario di Stato alla Difesa britannico John Healey. Il segretario generale ha ammesso che la ripartizione degli oneri tra gli alleati resta ancora disomogenea, ma ha sottolineato che i segnali sono in miglioramento.

"È importante per me partecipare a questo Gruppo di contatto per la difesa ucraina qui a Berlino, insieme con i copresidenti e con Mikhail Fedorov. Perché non possiamo perdere di vista l'Ucraina, anche di fronte alle molte sfide di sicurezza urgenti che abbiamo. Non c'è alcuna tregua nella guerra d'aggressione russa. La Russia continua a sferrare attacchi brutali giorno e notte. Le forze armate ucraine continuano a contenere i russi e il popolo ucraino continua a resistere. Oggi, e penso che questo sia stato molto importante, abbiamo tutti riaffermato il nostro impegno verso l'Ucraina. Equipaggiamento militare essenziale continua ad affluire in Ucraina dai Paesi alleati della NATO, anche attraverso l'iniziativa NATO PURL, che porta nel Paese potenti armi americane. pagate dagli alleati e dai partner. PURL continua a fluire", ha aggiunto.

Rutte ha spiegato che la PURL permette di concentrare le risorse sui requisiti più urgenti, con ordini congiunti e finanziamenti condivisi tra numerosi membri della NATO e partner. Secondo il Segretario Generale, la priorità resta garantire che l'Ucraina abbia ciò di cui ha bisogno per restare in campo, rafforzando le capacità a lungo termine delle sue forze armate.

"Accolgo con favore l'ulteriore supporto annunciato durante l'incontro. Ad esempio, abbiamo sentito parlare di nuovi missili dalla Germania per i Patriot, 120.000 droni dal Regno Unito, altri droni dai Paesi Bassi e maggiori fondi e l'iniziativa ceca sulle munizioni. Mikhail Fedorov, i tuoi sforzi stanno rendendo le forze armate ucraine ancora più forti. Li accolgo con grande favore. State facendo un lavoro fantastico. La Russia sta faticando sul campo di battaglia. Vincere è ormai un sogno lontano per Putin. E abbiamo persino visto alcuni resoconti dei media secondo cui si sta rendendo conto che la sua economia è in cattive condizioni. E questo lo sapevamo già.

Mentre le forze armate ucraine infliggono perdite enormi alla sua macchina da guerra, ogni giorno, e i numeri sono davvero impressionanti. Ne abbiamo sentito parlare anche oggi. Un'Ucraina forte oggi e un'Ucraina forte per il futuro è il modo in cui si può fermare l'aggressione russa. Quindi dobbiamo impegnarci a fondo e continuare a fornire il supporto cruciale di cui l'Ucraina ha bisogno. Perché la sicurezza dell'Ucraina è la nostra sicurezza. L'esperienza dell'Ucraina nel contrastare le minacce dei droni e dei missili sta contribuendo a salvare vite umane anche al di fuori dei suoi confini" ha aggiunto Rutte.

Sebbene un numero limitato di Paesi stia ancora sopportando la parte più pesante degli oneri, Rutte ha sottolineato che la pressione si sta alleggerendo grazie alle nuove promesse e all'uso coordinato dei fondi collettivi. "Su questo obiettivo", ha concluso, "c'è un ampio consenso da entrambe le sponde dell'Atlantico".

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Zelensky ha incontrato il ministro della Difesa Guido Crosetto

Roma, 15 apr. (askanews) - Oggi a Roma, il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky ha incontrato il ministro della Difesa della Repubblica Italiana, Guido Crosetto; nel corso dell'incontro, il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale e difesa dell'Ucraina, Rustem Umerov, e il ministro Crosetto hanno ribadito l'impegno comune dell'Ucraina e dell'Italia a rafforzare la cooperazione bilaterale nel settore della difesa. Entrambe le parti mirano a costruire un partenariato stabile e di lungo termine che contribuisca alla pace e alla stabilità in Europa.

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