CATEGORIE

Russia, confronto tra generazioni su referendum che decide futuro

di TMNews venerdì 26 giugno 2020
2' di lettura

Mosca, 26 giu. (askanews) - C'è una frattura generazionale in Russia, e il referendum costituzionale in corso a Mosca, ma anche nella sconfinata provincia russa, lo rivela fin troppo bene. Il voto che di fatto decide se il presidente Vladimir Putin potrà o non potrà rimanere in carica per altri due mandati, sino al 2036, apre una spaccatura tra le vecchie e le nuove generazioni.

Nel tepore delizioso di questa dacha ad Andreevskoe, in una delle regioni dove la campagna è incantevole e rassicurante, l'Oblast di Vladimir, sono seduti a un tavolo Liudmila Judina, 81 anni, logopedista in pensione e la sua famiglia. Per lei è chiaro cosa si deve votare:

"I giovani chissà perché sono sempre più orientati verso l Occidente. La Russia è però un Paese diverso, noi abbiamo una mentalità diversa, abbiamo dei valori per quanto riguarda la famiglia, il matrimonio e i rapporti tra donna e uomo molto tradizionali, e io vorrei che questa tradizione si mantenesse".

Di parere decisamente diverso il nipote Il ja, studente di pedagogia.

"L'artificio in questo caso è che il principale emendamento è quello che riguarda i mandati. Io non so perché continuano a fare tanta pubblicità sugli altri, su quello che riguarda il matrimonio omosessuale, ma è evidente che l emendamento cruciale e quello che azzera i mandati di Putin e lo fa ripartire da zero. Questo non mi soddisfa ".

Anche suo cugino Ivan, studente di aviazione, 19 anni, la pensa alla stessa maniera, ma usa toni più forti:

"Le persone giovani ma anche quelle di mezza età, è bene che pensino a quello che stanno facendo e a come voteranno. Perché tra cinque o tra cinquant anni noi vivremo sotto quella costituzione, se passerà... E sarà un paese conservatore, totalitario, suona duro. Ma si sta andando verso questo".

Ma le persone di mezza età la vedono molto diversamente da Il'ja e Ivan. Come Svetlana Khokhlova, ex parlamentare, blogger conservatrice:

"Loro (i giovani che sono contrari agli emendamenti costituzionali) non sanno com'era vivere in URSS e non conoscevano il paese quando era una superpotenza. Ecco perché. Non sanno com'era negli orribili anni Novanta, quando i nostri cimiteri raddoppiarono di dimensioni, quando le persone morivano di fame".

Gli anni Novanta sono stati stati usati più volte dal Cremlino come giustificazione per giri di vite legislativi. Oggi la Russia è un Paese sicuramente più stabile e meno violento di 25 anni fa, ma come sarà tra 25 anni preoccupa tutti. Anche Putin, ma evidentemente non solo lui.

tag

Ti potrebbero interessare

Rubio: "Trattative Israele-Libano un'opportunità storica"

Washington, 14 apr. (askanews) - Le trattive tra Israele e Libano iniziate oggi nella capitale Usa sono una "opportunita storica". Lo ha detto il segretario di Stato, Marco Rubio, prima dell'inizio dei negoziati che sta ospitando a Washington. "Comprendiamo che stiamo operando contro decenni di storia", ha aggiunto il capo della diplomazia Usa consapevole che la situazione complessa non può essere risolta nel corso delle prossime ore. "So che alcuni di voi stanno chiedendo a gran voce dei cessate il fuoco. Qui si tratta di molto di più. Si tratta di porre fine in modo permanente a 20 o 30 anni di influenza di Hezbollah in questa parte del mondo, e non solo ai danni inflitti a Israele, ma anche ai danni inflitti al popolo libanese", ha aggiunto Rubio.

TMNews

Sudan, Croce Rossa: più di 11.000 dispersi in 3 anni di guerra civile

Ginevra, 14 apr. (askanews) - Più di 11.000 persone risultano disperse dall'inizio della brutale guerra civile in Sudan, tre anni fa: lo afferma James Reynolds, vicedirettore per l'Africa del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr), intervenendo a una conferenza stampa delle Nazioni Unite a Ginevra.

"Sapete già che ci sono più di 11 milioni di sfollati interni ed esterni e che il 70 o l'80% delle infrastrutture sanitarie nelle zone di conflitto sono diventate non funzionanti o gravemente carenti di risorse. Ciò che forse sapete meno è che, secondo il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr), il numero di persone scomparse continua ad aumentare, con molte reti di comunicazione distrutte, innumerevoli famiglie che hanno perso i contatti con i propri cari e l'incertezza sul loro destino sta causando una profonda e duratura sofferenza psicologica. Il numero di persone scomparse registrate dal Cicr in Sudan ha raggiunto quota 11.000, con un aumento di oltre il 40% solo nell'ultimo anno."

TMNews

Gaza, un bambino ucciso in un raid israeliano

Gaza, 14 apr. (askanews) - Alcuni palestinesi ispezionano un veicolo della polizia distrutto in un raid aereo israeliano che ha ucciso quattro persone, tra cui un bambino piccolo, a Gaza City. All'obitorio dell'ospedale al-Shifa, i parenti piangono sul corpo del piccolo Yahya al-Malahi, di tre anni, ucciso nel raid. "Questa è la realtà per i bambini della Palestina e il destino del popolo palestinese: non conoscere mai la felicità", dice lo zio, mentre la famiglia di Yahya si dirigeva al matrimonio di un parente vicino al luogo del raid.

TMNews

III edizione del Premio Volontari@Work

Roma, 14 apr. (askanews) - Si è svolta presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, la cerimonia di premiazione della III edizione del Premio Volontari@Work, riconoscimento nazionale dedicato al volontariato di competenza e promosso dalla Fondazione Terzjus, con il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di Unioncamere, e con il contributo del Forum Nazionale del Terzo Settore e di Italia non Profit. Un premio con cui valorizzare il rapporto tra imprese ed Enti del Terzo Settore. Ha parlato così Luigi Bobba, Presidente Fondazione Terzjus: "Siamo passati dai 23 partecipanti del primo anno, ai 27 del secondo, ai 52 di questo terzo. Come dire, quel piccolo seme che avevamo individuato forse sta cominciando a crescere. Perché è importante? Perché segnala e racconta un'inedita alleanza tra il mondo delle imprese non profit e il mondo degli ETS, degli enti di Terzo Settore".

I numeri della terza edizione confermano la crescita dell'iniziativa. 52 candidature ricevute da aziende ed enti del terzo settore, i cui progetti sono accomunati dalla capacità di generare impatto concreto nei territori e nelle comunità.

"Siamo di fronte anche ad un momento storico in cui, finalmente, c'è la consapevolezza del valore economico del volontariato. Un valore che va oltre la dimensione culturale. Occorre affrontare una nuova sfida: cominciare ad assegnare un valore a questa spontaneità, a queste azioni gratuite di milioni di italiani che si rivolgono al bene comune, attraverso uno scambio di competenze tra le imprese e il Terzo Settore, ma soprattutto uno scambio di competenze che genera un valore. La grande sfida è cominciare a misurare questo valore" ha dichiarato Gabriele Sepio, Segretario Generale di Fondazione Terzjus.

Un ruolo centrale attribuito al volontariato, e in particolare al volontariato di competenza, è presente anche nel Piano d'azione italiano per l'economia sociale, promosso dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, in attuazione della raccomandazione europea. Ne ha parlato Lucia Albano, Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Economia e delle Finanze: "È un evento fondamentale per sottolineare il ruolo del volontariato, ma quando il volontariato si riempie delle competenze che nascono dal mondo dell'impresa, dal mercato, dalle professioni, ecco diventa un valore in più per costruire un futuro diverso".

Nel corso della Cerimonia, premiati i progetti vincitori, selezionati da una Giuria d'eccezione composta da esponenti del mondo istituzionale, scientifico, del Terzo Settore e della comunicazione e presieduta dall'Onorevole Anna Ascani. Un incontro moderato da Sara Vinciguerra, Segretario del Premio e che ha visto la partecipazione anche del Ragioniere Generale dello Stato Daria Perrotta.

Menzioni speciali assegnate a personalità e organizzazioni che si sono distinte nella promozione del valore sociale delle competenze. La terza edizione di Volontari@Work, conferma quindi il volontariato di competenza come un modello sempre più rilevante: non solo solidarietà, ma un'alleanza tra imprese ed Enti del Terzo Settore per rafforzare le competenze, migliorare i servizi, attivare collaborazioni e generare valore condiviso per le comunità.

TMNews