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Ue, Apple ancora nel mirino: ora Vestager punta a Siri e Alexa

di TMNews giovedì 16 luglio 2020
2' di lettura

Roma, 16 lug. (askanews) - La Commissione europea non ha ancora deciso se ricorrere in appello contro la sentenza di del Tribunale Ue che ha dato ragione ad Apple nella causa sui 13 miliardi di tasse che avrebbe evitato grazie a un regime fiscale troppo vantaggioso in Irlanda, ma nel frattempo Bruxelles non riduce la pressione sui giganti del web-tech: la vicepresidente della Commissione con delega alla Concorrenza e al Digitale Margrethe Vestager ha annunciato infatti un'indagine conoscitiva sugli assistenti vocali quali Siri, Alexa di Amazon o Assistant di Google, sospettati di restringere - per il modo stesso in cui funzionano - il campo della concorrenza quando vengono usati per cercare un prodotto da acquistare online, ciò che Vestager ha definito il "Consumer Internet of Things".

L'indagine non è (ancora) una procedura d'infrazione, ma solo una raccolta di informazioni da oltre 400 aziende per capire se Siri e compagnia riducono eccessivamente la scelta dei consumatori con la loro pre-selezione: un arbitrio potenzialmente enorme.

"Abbiamo cominciato con schermi grandi con molti dettagli per passare a schermi più piccoli che davano meno scelta, ma pur sempre una scelta. Uno può comunque scorrere lo schermo e fare la sua scelta e prendersi il tempo che gli serve. Quando hai un assistente vocale invece che ti presenta qualcosa devi ascoltare molto attentamente e non è ancora chiaro se si abbia davvero una varietà di scelta oppure solo due opzioni alternative".

L'iniziativa procede chiaramente su binari paralleli rispetto al caso Apple, ma nel commentare la sentenza del Tribunale Ue e le possibilità di appello, Vestager ha lanciato un monito: "Decideremo i prossimi passi quando avremo concluso la nostra analisi della sentenza. Ma una cosa è chiara: la lotta contro la pianificazione fiscale aggressiva è una maratona, non una gara di sprint. E questa maratona, beh, si svolge su un terreno molto collinoso".

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Nelle immagini di Afp, in un luogo non precisato, si vede il gruppo di 193 soldati ucraini liberati scendere dagli autobus e parlare al telefono, abbracciare i presenti e gioire, nell'ambito dello scambio con la Russia, una delle poche aree di cooperazione rimaste tra le due parti, mentre gli sforzi per porre fine al conflitto sono finora falliti. "È una sensazione indescrivibile. Non potevo crederci", ha detto uno dei prigionieri liberati.

"Come previsto, 193 dei nostri uomini sono rientrati. Questa è un'ottima notizia; rientra negli accordi di scambio già parzialmente conclusi a Pasqua. Una caratteristica particolare di questo scambio è il ritorno di molti giovani nati negli anni 2000, la maggior parte dei quali era detenuta in Cecenia", ha spiegato Petro Yatsenko, portavoce del centro di coordinamento ucraino incaricato dei prigionieri di guerra.

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"Vorrei anche salutare con favore il fatto che ieri siamo riusciti ad adottare il ventesimo pacchetto di sanzioni. Il messaggio alla Russia è chiaro: non faremo passi indietro. Al contrario, aumenteremo la pressione. Abbiamo anche discusso del percorso dell'Ucraina verso l'UE. È chiaro a tutti che l'adesione immediata dell'Ucraina all'Unione Europea non è, ovviamente, possibile".

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