CATEGORIE

Chiari impatti del cambiamento climatico sui mari italiani

di TMNews lunedì 20 luglio 2020
2' di lettura

Isola d'Elba, 20 lug. (askanews) - Ci sono chiari segnali dell'impatto del cambiamento climatico anche sull'ecosostema dei mari italiani. Lo ha rilevato la spedizione di ricerca "Difendiamo il Mare" di Greenpeace, condotta con la barca Bamboo della Fondazione Exodus di don Mazzi che ha reso noti i primi risultati dei monitoraggi svolti nell area dell'Isola d'Elba insieme al DiSTAV dell Università di Genova, nell'ambito del Progetto "Mare Caldo".

Sono stati riscontrati fenomeni di necrosi in specie simbolo dei nostri fondali come la gorgonia gialla e bianca; in alcune aree la moria ha colpito fino al 50% delle colonie. Il 10% delle gorgonie rosse, invece, è risultato colpito dal fenomeno. Preoccupa anche che la maggior parte delle colonie, nei fondali monitorati tra i 10 e i 30 metri, siano state trovate ricoperte da mucillagine.

Tra gli effetti diretti del cambiamento climatico riscontrati anche all'isola di Pianosa, zona protetta e quindi meno antropizzata, è lo sbiancamento o la morte del corallo mediterraneo e la morte di numerosi individui del bivalve Pinna nobilis.

Proprio vicino alla costa dell Isola d'Elba Greenpeace, insieme all Università di Genova, aveva posizionato a novembre una stazione pilota per misurare le variazioni delle temperature del mare a diverse profondità, riscontrando un aumento delle temperature che attorno ai 35 metri di profondità sono arrivate fino a 20° C a inizio giugno e un aumento delle temperature invernali, con una temperatura media minima tra dicembre e marzo di 15°C, un grado in più della media registrata in superficie fino al 2006.

Questo riscaldamento delle acque favorisce lo spostamento verso nord delle specie termofile, come conferma la presenza di pesci normalmente abbondanti in aree più calde del Mediterraneo.

tag

Ti potrebbero interessare

Ue, Meloni: Merz sul Patto? Cerchiamo di avvicinare le posizioni

Nicosia, 24 apr. (askanews) - In merito al Patto di stabilità è nota "la posizione tedesca sulla materia, ma sicuramente anche i tedeschi si rendono conto di quanto sia difficile la situazione che si sta affrontando. Io non penso di dover riferire alla stampa italiana quali sono le preoccupazioni del cancelliere tedesco. C'è sicuramente la volontà di venirsi incontro, cioè di trovare delle soluzioni che possano andare bene per tutti". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa a Nicosia per la seconda giornata del vertice informale Ue. La premier giovedì ha avuto un colloquio bilaterale con il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

"Chiaramente - ha sottolineato - io capisco le diversità, le difficoltà, i vincoli costituzionali che hanno gli altri, come gli altri tentano di venire incontro a quelle che sono le specificità italiane. Ci si deve trovare a un certo punto, sicuramente io non trovo una chiusura nel senso di dire, 'non ci interessa', tutti capiscono che in ogni caso quando il problema impatta anche su alcuni Stati membri solamente, alla fine, siccome le nostre economie sono interconnesse, arriva anche dagli altri. Questo lo capiscono tutti, quindi chiaramente si parte anche da posizioni che sono leggermente distanti, ma si sta cercando di avvicinarsi".

TMNews

Meloni: rapporti con Trump? "Non sto facendo niente di particolare"

Nicosia, 24 apr. (askanews) - "Per quello che riguarda i nostri rapporti con gli Stati Uniti, sono sempre dei rapporti solidi. Per quello che riguarda i miei rapporti con Donald Trump non c'è niente di particolare che io stia facendo in questo momento": lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa a Nicosia per la seconda giornata del vertice informale Ue.

E a una domanda sulla possibilità che Putin partecipi al prossimo G20, Meloni ha dichiarato: "Io credo che questo sia il momento di chiedere a Putin di fare qualche passo avanti e non noi a farlo nei suoi confronti", ha aggiunto.

"Io non ho detto che le spese militari non sono più una priorità, e non so perché lei interpreta sempre male le mie parole Lombardo (Ilario, ndr), io ho detto che noi ovviamente oggi abbiamo delle priorità molto, molto importanti. Per noi certo che le spese di difesa rimangono una priorità, ma se abbiamo un problema, per dire dell'energia, lei capisce che c'è una priorità che purtroppo viene prima. Non vuol dire dire una cosa diversa da quella che si è detta in passato, se è questo il racconto che lei vuole tentare di fare, significa adattare le proprie posizioni a un contesto che intorno a noi sta cambiando", ha sostenuto.

TMNews

Copenaghen, mongolfiere illuminate al Night Glow Festival

Copenaghen, 24 apr. (askanews) - Migliaia di persone si sono radunate nella piazza del Municipio di Copenaghen per il Night Glow Festival, evento gratuito con mongolfiere illuminate a ritmo di musica.

Le mongolfiere sono rimaste a terra, ma si sono accese sulle note della colonna sonora di "Star Wars" e di brani del produttore svedese Avicii, davanti a un pubblico numeroso.

"Mi piace moltissimo, è molto bello, è molto interessante cambiare atmosfera, diciamo, in una serata di giovedì - dice Sibel, residente a Copenaghen -È fantastico, ha una bellissima energia, davvero, mi piace molto".

"Molto bello - gli fa eco Viktor Gerdin, turista - ci sono mongolfiere enormi ed è bello vedere come organizzano tutto. Però adesso l'attesa è questa: vorrei solo che si alzassero a un certo punto. Dai, su".

TMNews

Armenia, fiaccolata a Erevan per i 111 anni del genocidio

Erevan, 24 apr. (askanews) - Centinaia di giovani hanno sfilato con le torce per le strade di Erevan gridando "Al combattimento!" alla vigilia della giornata di commemorazione del genocidio armeno, a 111 anni dai massacri compiuti sotto l'Impero ottomano. La marcia ha attraversato la capitale fino al memoriale di Tsitsernakaberd, tra bandiere, musica e richiami alla memoria nazionale.

La commemorazione arriva mentre Armenia e Turchia hanno provato negli ultimi anni a normalizzare i rapporti, dopo decenni di ostilità legate ai massacri della Prima guerra mondiale e al sostegno di Ankara all'Azerbaigian nel conflitto con Erevan. Ma tra molti armeni il disgelo resta un tema ancora molto sensibile.

"Penso che ogni Paese dovrebbe riconoscerlo - dice Vrej Kiledjian, comandante del movimento scout armeno di Erevan - perché è molto importante. Altrimenti le conseguenze saranno ancora peggiori. Perché, sapete, la Turchia in questo momento non si comporta molto bene".

Una parte della società armena continua a vedere con diffidenza anche l'ipotesi di apertura del confine con la Turchia, mentre altri ritengono che il riavvicinamento possa avere effetti positivi, a patto di non cancellare memoria e identità.

"Una parte degli armeni - dice Araksya Zakaryan, dentista e madre di due figlie - pensa che le frontiere con la Turchia dovrebbero aprirsi, mentre un'altra parte pensa di no. Capisco questa preoccupazione: temono che gli armeni possano essere assimilati da altre nazioni. Ma noi siamo armeni, lo siamo sempre stati e lo resteremo. Penso che l'apertura delle frontiere sarebbe utile sia sul piano economico sia su quello politico; dobbiamo solo continuare a crescere i nostri figli come armeni".

TMNews