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Palermo, si laurea a 97 anni: è il più anziano di Italia

di TMNews giovedì 30 luglio 2020
1' di lettura

Milano, 30 lug. (askanews) - A quasi 97 anni Giuseppe Paternò ha realizzato il suo sogno: laurearsi all'Università di Palermo in Scienze storiche e filosofiche. La proclamazione, pronunciata dal rettore dell'Ateneo palermitano Fabrizio Micari, è avvenuta nell'aula della Facoltà di Lettere e Filosofia davanti ai figli, ai nipoti e ai pronipoti del neo dottore. Studente modello, nonché più anziano d'Italia, Paternò aveva il diploma di geometra, ed ha lavorato per una vita nelle Ferrovie dello Stato. Ha conseguito il traguardo con il massimo dei voti, discutendo una tesi sui luoghi storici di Palermo, suggellando in questo modo ulteriormente l'amore che lo lega alla sua città.

Ma il traguardo raggiunto non è l'ultimo per Paternò, che ha già annunciato di voler puntare al conseguimento della laurea specialistica. Appuntamento dunque a tra due anni, quando la sua carta d'identità sfiorerà il secolo di vita.

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La grande "Exposition Générale" è un viaggio affascinante dentro l'allestimento del palazzo, ma, soprattutto, dentro i percorsi che la Fondation Cartier ha costruito nel corso del tempo, guardano ai filoni meno battuti dell'arte, guardando al mondo e alla relazione decisiva con l'ambiente, offrendo una possibile via "selvatica" al racconto del contemporaneo, che qui vive di una dimensione più grande, più complessa, in certi momenti sorprendente e in altri quasi salvifica. Perché ci ricorda la relazione con un mondo che non è solo umano, perché esplora le metamorfosi e i tempi più lunghi, perché accoglie anche artisti star del mercato, ma sempre guardandoli da un punto di vista differente, costruendo quell'idea di alternativa da cui siamo partiti. Il tutto anche con una consapevolezza critica, che diventa politica, sia che si ragioni della relazione tra la creatività e l'intelligenza artificiale, sia che si affronti la questione delle migrazioni e delle crisi climatiche in un mondo sempre più polarizzato, diviso e fragile, soffocato da un capitalismo estremo che somiglia tremendamente al colonialismo.

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All'inaugurazione della mostra il 15 aprile 2026 durante una conversazione fra Massimiliano Gioni e Diego Marcon, curatore e artista hanno analizzato l'opera.

Massimiliano Gioni: "Parlando appunto di cinema, che per te è sia medium che soggetto, in un certo senso (tutte le tue opere sono una riflessione sul cinema e sulla sua storia) , ti chiedevo della presenza fantasmatica di alcune tue opere, mi dicevi che il cinema e l'immagine in movimento quasi per definizione hanno una prossimità appunto con il fantasma. Volevo chiederti se in Krafen ci sono aspetti che continuano questa sorta di fascinazione per un mondo segreto, un mondo fantasmatico che il tuo lavoro affronta spesso".

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commissionato e realizzato grazie alla collaborazione tra Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Lafayette Anticipations, New Museum, the Renaissance Society e The Vega Foundation, con il sostegno aggiuntivo di Sadie Coles HQ, Londra, e Galerie Buchholz, Berlino/Colonia/New York.

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