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Usa 2020, Kamala Harris zittisce Mike Pence: "Sto parlando io"

di TMNews giovedì 8 ottobre 2020
1' di lettura

Milano, 8 ott. (askanews) - "Sto parlando io". Così Kamala Harris ha zittito Mike Pence mentre provava ad interromperla durante il dibattito fra i candidati alla vicepresidenza degli Stati Uniti. Il suo semplcie ma efficae "I'm speaking", ripetuto più volte, è diventato virale, una frase iconica destinata a rimanere nella storia di questa corsa alla Casa Bianca.

Il candidato repubblicano ha provato ad interrompere Harris per 16 volte, quasi ad ogni intervento della rivale, facendo sua la tecnica usata da Donald Trump contro Joe Biden, interrotto 71 volte, tanto che il moderatore è dovuto intervenire redarguendo il presidente degli Stati Uniti.

Ma Harris ha subito messo in chiaro che non avrebbe permesso che la cosa si ripetesse e il suo "I'm speaking", "sto parlando io" è diventato subito una frase simbolo per tutte le donne che si sono ritrovate in questa situazione molte volte: in famiglia, nelle riunioni di lavoro, durante qualsiasi tipo di discussione. Una valanga di tweet di apprezzamento, meme, e, immancabili, anche le magliette.

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"Siamo a Deir el-Balah, cari concittadini. Oggi, 25 aprile 2026, presso il Centro Hussein Baraka n. 1, sono iniziate le votazioni. I seggi sono pronti ad accogliervi e siete tutti i benvenuti", dice un volontario ai seggi.

Sono circa 70.000 gli aventi diritto nella zona di Deir el-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, città scelta come banco di prova per il rilancio del processo democratico dato che ha subito relativamente meno danni rispetto ad altre aree nel conflitto con Israele.

Questo è il primo voto nella Striscia di Gaza dal 2006, quando Hamas vinse le elezioni legislative e prese poi il controllo dell'enclave dopo scontri con Fatah, il partito del presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas).

"Chiedo a Dio che questo sia l'inizio di ulteriori sviluppi positivi, come elezioni legislative o presidenziali. Se Dio vuole, sarà un buon inizio e le organizzazioni internazionali ricominceranno a impegnarsi con la Striscia di Gaza dopo 20 anni di abbandono dovuti ad accuse di illegittimità", ha commentato ad Afp Ibrahim Al-Azaizeh, pensionato.

Secondo la Commissione elettorale centrale con sede a Ramallah - scrive Afp - quasi un milione e mezzo di persone sono iscritte nelle liste elettorali della Cisgiordania occupata da Israele. La maggior parte delle liste elettorali è allineata con il partito laico-nazionalista Fatah del presidente Mahmud Abbas, oppure si presenta come indipendente. Non ci sarebbero liste affiliate con Hamas, l'acerrimo rivale di Fatah, che controlla quasi metà della Striscia di Gaza.

"In questo giorno si celebra davvero la democrazia. Per noi conferma che questo popolo, il popolo palestinese, nonostante tutte le tragedie, nonostante l'assedio e nonostante tutto ciò che l'occupazione israeliana sta facendo, ha deciso di esercitare il proprio diritto democratico eleggendo i propri consigli e organi locali", afferma un candidato, Munif Taridh.

Abbas, che ora ha 90 anni ed è rimasto al potere per oltre 20 anni senza mai essere rieletto, promette spesso elezioni legislative e presidenziali che non si sono mai tenute.

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Il capo dello Stato ha reso omaggio al Monumento ai Caduti della Resistenza "Arnaldo Bellabarba". Ad attendere Mattarella, insieme al sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, il ministro della Difesa Guido Crosetto. Tra le autorità anche il Prefetto di Macerata, Giovanni Signer, il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e il presidente della Provincia di Macerata, Alessandro Gentilucci.

Dopo il saluto al picchetto d'onore, il Presidente ha deposto una corona di alloro al Monumento della Resistenza, quindi il Capo dello Stato si è trasferito a piazza Del Popolo. Qui, dopo gli onori militari il Presidente farà il suo ingresso al teatro Feronia per la cerimonia.

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