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Covid, Berardi: non abbassare la guardia sui pazienti oncologici

di TMNews venerdì 4 dicembre 2020
2' di lettura

Roma, 4 dic. (askanews) - In tempi di emergenza coronavirus è importante non abbassare la guardia sul paziente oncologico. E' l'appello che lancia la professoressa Rossana Berardi, ordinario di Oncologia all'Università Politecnica delle Marche e direttore clinica Oncologica Ospedali Riuniti di Ancona.

"Non abbassare la guardia sul paziente oncologico perché molte delle attenzioni sono state concentrate sul Covid inevitabilmente perché è una pandemia ed è qualcosa alla quale non eravamo assolutamente abituati, però adesso che sono passati alcuni mesi possiamo, a ragion veduta, continuare a non abbassare la guardia sul paziente oncologico che è fragile due volte: in primis perché ha una malattia potenzialmente fatale, in seconda battuta perché se contrae il Covid per lui le chanche di terapia e di sopravvivenza sono decisamente diverse".

Per la professoressa Berardi, che è anche coordinatore dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica Marche, è necessario mettere in pratica le indicazioni che arrivano dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

"Cercare il più possibile di testare, di tracciare e di trattare le persone: le famose tre "T" dell'Oms diventano quanto mai necessarie oggi. Aggiungerei anche un'altra "T", la tempestività con cui dobbiamo fare tutto questo e rendere anche omogeneo questo comportamento a livello non solo regionale ma ovviamente nazionale".

Altro aspetto fondamentale, nella cura del paziente oncologico, è il contributo che può arrivare dalla sanità del territorio. "Un aspetto importante riguarda il territorio, lo stiamo dicendo in tanti come oncologi perché ci siamo resi conto che là dove il territorio è venuto a mancare chiaramente i problemi sono stati più grandi e quindi va decisamente potenziato ma soprattutto integrato e va creata interazione con le strutture ospedaliere".

In questo quadro generale si inserisce il Progetto "Oncorete Sharing and Innovation System" di Motore Sanità, che ha l'obiettivo di realizzare una rete oncologica in ogni regione Italiana. "Il progetto verte sulla possibilità di fare network ovvero di fare rete tra le diverse regioni. Nell'ambito di ogni regione esistono reti oncologiche, in alcuni casi più strutturate, più attive, in altre regioni esiste un network tra professionisti che diventerà poi istituzionalizzazione e rete oncologica fattiva. Nel progetto c è la possibilità di confronto e di condivisione di best practice così come di condivisione di quelle che possono essere le criticità e le modalità di risoluzione. Questo periodo pandemico ci ha decisamente dimostrato quanto sia importante fare rete e cercare di condividere, specialmente in un periodo storico come questo, in cui gli episteme, il sapere certo e incontrovertibile non c'è. Quindi vale molto l'esperienza, l'evidenza ma soprattutto vale il percorso, la possibilità di avere delle indicazioni comuni a beneficio dei nostri pazienti".

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Non solo rombo di motori: Imola è alta cucina, storia e innovazione

Imola, 17 apr. (askanews) -

Internazionale ma profondamente italiana, Imola si definisce "Romagna per tradizione" pur appartenendo alla città metropolitana di Bologna. I suoi piatti emblema sono il garganello, la tagliatella e altre specialità della cucina emiliano-romagnola. Per gli appassionati di motori, è soprattutto l'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, sinonimo di velocità, leggenda e cavallino rampante: un tracciato tecnico e impegnativo, con curve insidiose e rettilinei ad alta velocità che sfidano i piloti più esperti. Askanews è salita su un bolide e può testimoniale che davvero l'emozione è forte.

L'Autodromo ospita non solo la Formula 1, ma anche motorsport, eventi di business, WEC (Fia World Endurance Championship), driving experience e visite guidate.

Il sindaco Marco Panieri la descrive così: "Imola, una città di 70.000 abitanti che unisce l'Emilia e la Romagna attraverso quel trattino, quel trattino che corre lungo la via Emilia ma che porta imprese, storia e tantissima passione anche di motorsport. Una città che ha oltre 50.000 alberi, una città longeva, che ha una qualità della vita alta, con servizi molto alti, ha anche prezzi e comunque un valore economico inferiore rispetto a tante capitali o tante città del nostro territorio anche a livello europeo" afferma.

Lo incontriamo al Callegherie Osteria, ristorante curato dall'architetto Franco Rosignolo, che ne ha creato un gemello a New York. Situato nel centro storico lungo l'omonima via, un tempo costellata da botteghe dei conciapelle, dal latino 'callegarius', il locale è una tappa per l'alta cucina. Ma c'è anche il rinomato pasticcere Sebastiano Caridi che ha aperto il suo terzo punto vendita a Imola nell'autunno 2024, negli storici locali dell'ex Caffè Bacchilega in Piazza Giacomo Matteotti.

Pochi passi e si entra nel palazzo comunale, dalle sale sontuose. Come anche quelle di palazzo Tozzoni, luogo che ha una storia d'amore disperata da raccontare.

Ci si muove facilmente non a caso Imola è soprannominata la "città dei 15 minuti" per la vicinanza di tutto, incluso l'Autodromo. "Uno dei grandi progetti da scoprire sicuramente, oltre all'autodromo di Enzo e Dino Ferrari, è l'Osservanza, un parco molto interessante nel cuore della città ma anche questa distanza tra la stazione e l'autodromo. In 1500 metri troviamo la stazione, il centro storico, l'Osservanza e appunto l'autodromo. Prossimità scolastica, prossimità legata anche ai servizi sociosanitari molto importanti sui territori ma anche una forte vocazione di impresa. Una culla della cooperazione che ha anche manifattura, agricoltura e che sa rappresentare tantissima innovazione". Per Panieri la vocazione ingegneristica è un punto identitario di Imola, fin dai tempi in cui Leonardo da Vinci ne disegnò con precisione la mappa. Il primo cittadino collega questo al motorsport, all'aeronautica e all'aerospazio, ricordando quando l'astronauta Walter Villadei è venuto a Imola a condividere la sua esperienza; o FIB3R: l'impianto che ricicla la fibra di carbonio e favorisce la transizione ecologica, merito di una collaborazione con l'università e il gruppo Hera. E aggiunge: "Prima il carbonio era un rifiuto, oggi invece per noi il rifiuto non è più un rifiuto, è un'opportunità e quindi la nuova vita del carbonio in questo progetto che ad esempio rigenera quella parte che in tante auto, in tante auto del motorsport, ma anche negli aerei si trova e che quindi ritrova una vita anche all'interno della pista o magari nello spazio".

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Alessandra Franco

Immagini askanews

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Papa Leone XIV a Douala, Messa all'aperto davanti a 120 mila fedeli

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Guterres alla Corte dell'Aja: violazioni diritto sotto i nostri occhi

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"Dobbiamo essere inequivocabili. Le decisioni della Corte, comprese le misure provvisorie, sono vincolanti per le parti di una causa. Il rispetto di queste decisioni non è facoltativo. È un obbligo che discende dalla Carta. Eppure oggi violazioni del diritto internazionale si stanno consumando sotto i nostri occhi".

"Le regole del diritto internazionale che proteggono la stessa Organizzazione delle Nazioni Unite vengono violate. Le istituzioni create per rendere giustizia, questa e altre, sono sempre più messe in discussione e contestate. E questa erosione non avviene ai margini del sistema internazionale. Avviene nel suo cuore, anche da parte di Stati ai quali sono affidate responsabilità uniche nel mantenimento della pace e della sicurezza internazionale".

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Sanchez e Lula, asse progressista contro Trump e l'ultradestra

Milano, 17 apr. (askanews) - Spagna e Brasile rafforzano l'asse politico ed economico con la firma di 15 accordi bilaterali al vertice di Barcellona, primo nel suo genere tra i due Paesi. Intese che spaziano da tecnologia e connessioni satellitari a sanità e materie prime critiche, in un contesto segnato da tensioni commerciali globali e crescente instabilità.

Il summit si inserisce nel quadro della Global Progressive Mobilisation, uno degli appuntamenti internazionali promossi dal premier spagnolo Pedro Sànchez e dal presidente brasiliano Luiz Inàcio Lula da Silva, con l'obiettivo dichiarato di costruire un fronte progressista capace di fare da contrappeso alle politiche di Donald Trump e all'avanzata delle destre radicali.

A sottolinearne la portata è lo stesso Sànchez: "Abbiamo firmato quindici accordi che sottolineerei come essenziali per il XXI secolo, che vanno dai minerali critici alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e alle connessioni satellitari. Stiamo avanzando anche su impegni sociali fondamentali ai quali entrambi i governi sono pienamente legati".

Nel vertice, che apre anche a una maggiore integrazione tra Unione europea e America Latina, Lula ha rimarcato la convergenza politica tra i due governi: "Il Brasile e la Spagna sono dalla stessa parte. Siamo la prova che è possibile trovare soluzioni ai problemi che ci affliggono, senza cedere alle promesse vuote dell'estremismo."

Alla mobilitazione progressista a Barcellona partecipano tanti politici italiani della sinistra, compresa la segretaria del Pd Elly Schlein, impegnata in incontri bilaterali e attesa il 18 aprile in un panel su clima, energia, digitale e difesa insieme alla vicepresidente della Commissione Ue Teresa Ribera e all'eurodeputato Mohammed Chahim.

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