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Tumori di bocca, naso e gola: è essenziale la prevenzione

di TMNews venerdì 11 dicembre 2020
3' di lettura

Roma, 14 dic. (askanews) - I tumori testa-collo sono i più visibili, ma anche i meno conosciuti. Spesso taciuti e sottovalutati, nonostante colpiscano ogni anno 10mila persone, possono compromettere l'immagine di sé e la qualità di vita. Molto si può fare con la prevenzione: la prognosi è infatti più favorevole quanto più precoce sia la diagnosi e quanto siano adeguati e tempestivi i trattamenti.

Fondamentale allora fare informazione, come con la campagna informativa "Con i tumori di bocca, naso e gola non si scherza" promossa da MSD Italia insieme all'Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica, di cui è presidente il professor Valentino Valentini: "Poter diffondere queste informazioni, raggiungendo più persone possibili e di tutte le età, è estremamente importante, perchè queste patologie tumorali, quando vengono diagnosticate negli stadi iniziali possono arrivare ad un tasso di guarigione dall'85 al 100 per cento. Al contrario, negli stadi avanzati, questa possibilità di guarigione decresce drasticamente al 15-30 per cento, per cui la differenza è notevolissima".

E' proprio il caso di dire quindi che 'Con i tumori di bocca, naso e gola non si scherza', un invito che è diventato il nome di una Campagna di informazione per diffondere consapevolezza, positività e speranza e non sottovalutarli. Strumento utile è il sito web www.testacollo.it dove poter trovare tutto quello che c'è da sapere su queste neoplasie ancora poco conosciute. Perchè i tumori testa-collo si battono con la conoscenza e non con la paura.

Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia: "In MSD abbiamo una visione molto chiara di quello che deve essere il nostro impegno in oncologia. Da una parte rendere disponibili innovazioni terapeutiche e preventive per migliorare e prolungare la vita delle persone che convivono purtroppo con una diagnosi di tumore, lavorando nei laboratori ed insieme ai clinici in tutto il mondo. Dall'altra abbiamo la responsabilità e il dovere di fare corretta informazione. Perchè la conoscenza è un passaggio fondamentale per la tutela della salute, per una corretta prevenzione ma anche per mettere in atto comportamenti che portino ad una diagnosi precoce e a un inizio tempestivo delle terapie. Nell'era Covid che stiamo vivendo peraltro tutta l'attenzione è focalizzata sulle esigenze della pandemia ma non possiamo abbassare la guardia sulle altre patologie".

I tumori della testa e del collo sono un gruppo di neoplasie maligne che possono interessare il tratto aerodigestivo superiore (cavo orale, lingua, labbra, gola, laringe e organo della voce), le ghiandole salivari, le cavità nasali e i seni paranasali. Ogni anno nel mondo si registrano più di 650mila nuovi casi, circa 10.000 in Italia. Ma prevenire si può, cominciando dal conoscere ciò che va evitato, come sottolinea ancora il professor Valentini: "I fattori che possono influire e che purtroppo possono determinare o aumentare la possibilità di sviluppare questo tipo di tumori sono i soliti noti, alcol, tabacco, soprattutto se assunti insieme, ma anche patologue virali come l'HPV, lo Human Papylloma virus, ed alcuni virus più rari come l'Epstein Barr. Per cui proprio a causa dell'importanza di questi elementi ezio-patogenetici negli ultimi anni la frequenza di queste malattie sta aumentando anche nelle fasce di età più giovanili, quindi adolescenziali, dai 15 ai 30 anni, mentre storicamente è sempre stata una patologia diffusa nella sesta/settima decade".

Informare, come detto, non significa però spaventare, perché questo rischierebbe ulteriormente di allontanare tutte le persone alle quali questa campagna è dedicata. Ecco allora come questa iniziativa, attraverso il sito web e una campagna social, accende i riflettori su queste problematiche utilizzando un linguaggio semplice, a volte persino ironico, ma sempre rigoroso da un punto di vista scientifico.

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"La 23esima edizione è andata molto bene, grazie alle collaborazioni anche con le ambasciate e gli istituti di cultura, siamo stati molto contenti della presenza del regista giapponese Fukada Koji, che quando era qui ha saputo di essere in concorso al prossimo festival di Cannes", ha raccontato ad askanews.

L'edizione 2026 di AFF ha presentato 36 lungometraggi - 18 in concorso, 9 nella sezione Newcomers, 9 fuori concorso - oltre a 10 cortometraggi, offrendo una panoramica cinematografica che attraversa Thailandia, Giappone, Corea del Sud, Indonesia, Filippine, Malesia, Cina, Vietnam, Singapore, Cambogia, Hong Kong e Taiwan.

Che cosa attrae lo spettatore italiano verso il cinema asiatico?

"In alcuni casi ci può essere un interesse verso i Paesi, non solo verso il cinema, ma conoscere di più Malesia, Indonesia etc., in alcuni casi probabilmente uno specifico interesse verso il cinema, verso alcune storie, anche perché ci sono delle similitudine con la letteratura e altre forme di espressione artistica", ha aggiunto.

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Dopo la premiazione dei vincitori, la serata è proseguita con le proiezioni di due titoli di grande richiamo: "She Has No Name" (2024) del maestro hongkonghese Peter Chan, autore a cui il Festival aveva dedicato una retrospettiva nel 2011, e "The Ugly" (2025) di Yeon Sang-ho, thriller coreano che suggella un'edizione all'insegna della varietà e della ricerca.

Questi gli altri vincitori dell'Asian Film Festival 2026: nella sezione Newcomers vince "Falling into silence" di Yuto Shimizu, Menzione speciale per "Unint - Love on Trial" di Koji Fujada; il premio Film più originale è andato ex aequo a "Two Voices into an eco" di Kim Kyung-rae e a "Siapa Dia" di Garin Nugroho. Vince il premio come Miglior Attrice la tailandese Prapamonton Eiamchan per "Human Resource" di Nawapol Thamrongrattanarit, premio Miglior attore va al cambogiano Piseth Chhun per "Becoming Human" di Polen Ly.

Tra gli ospiti internazionali che hanno partecipato: Koji Fukada, tra i nomi più prestigiosi del cinema giapponese contemporaneo; Isabel Sandoval, tra le voci più interessanti del nuovo cinema filippino; e Lee Kwang-kuk, tra i talenti più raffinati della scena coreana contemporanea.

Quest'anno la giuria era composta da Gianluca Arcopinto, produttore cinematografico, Francesco Maesano, giornalista del TG1, e Martina Barone, selezionatrice del Torino Film Festival e critica cinematografica. Accanto alla giuria ufficiale, presenti anche tre giurie studentesche: quella dell'Università LUMSA attribuirà il premio al miglior film della sezione Newcomers, la giuria della RUFA - Rome University of Fine Arts, assegnerà il premio al miglior cortometraggio in concorso e quella degli studenti UNINT si occuperà del premio menzione speciale.

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Servizio di Stefania Cuccato

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"Il rapporto tra moda e arte è un rapporto che risale all'inizio dei tempi. Quello che cambia oggi è che le aziende del settore moda investono in arte e lo considerano un investimento strategico, quindi non più parallelo e avulso dal loro core business, ma integrato nella strategia e lo fanno seguendo due filoni principali - ha spiegato Barbara Tagliaferri, Head of Arts & Culture di Deloitte - Il primo che è un investimento nella cultura del mestiere, nell'artigianalità. Il secondo invece che è un investimento nelle vere proprie iniziative di cultura quali fondazioni, partnership e investimenti in progettualità di arte e cultura."

Fondazioni, musei d'impresa e partnership diventano strumenti chiave, con effetti che vanno oltre il branding e toccano sostenibilità e territorio. Ma cresce anche la necessità di misurare l'impatto. "L'investimento in arte, ed in supporto alla cultura - ha spiegato Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader - può essere valorizzato dando delle indicazioni non soltanto qualitative di quello che è lo sforzo effettuato dal brand della moda sul territorio, ma anche misurandone gli impatti con degli indicatori che diano un chiarimento effettivo di quello che è stato il valore dell'investimento nel supporto dell'iniziativa culturale sostenuta".

Le collaborazioni tra artisti e brand aumentano, ma richiedono regole chiare. "Sicuramente le partnership che hanno al centro la creatività hanno la necessità di strutturare fin dall'inizio una buona relazione e formalizzarla, sia sotto il profilo della cessione e utilizzo dei diritti d'autore, sia sotto il profilo della responsabilità e di tutti gli aspetti legali e normativi che circondano la relazione - ha sottolineato Ida Palombella, Global Lead Fashion & Luxury di Deloitte - Siamo a un punto intermedio perché sicuramente quello degli artisti non è il settore più sensibile agli aspetti regolamentari ma notiamo anche una crescente consapevolezza che questi aspetti sono determinanti proprio per far funzionare al meglio la relazione".

Un'evoluzione che spinge la moda verso un ruolo sempre più vicino all'arte. "In questo momento la moda, che ha bisogno di essere riconosciuta sempre di più - ha spiegato Fabiana Giacomotti, responsabile de "Il Foglio della Moda" - si affianca al settore che le è più affine, quello appunto dell'arte, non a caso per tanti anni, per secoli, la moda si è definita un'arte applicata, quindi cerca di essere meno applicata, di essere più arte. E in tutto questo aiuta anche il pubblico a conoscere l'arte perché per quanto si possa dire il brand ha comunque un valore di riconoscimento".

Secondo Deloitte, la moda italiana si sta trasformando in un ecosistema culturale integrato, capace di unire valore economico e creativo.

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Sydney, Harry e Meghan a Bondi Beach tra sopravvissuti della strage

Roma, 17 apr. (askanews) - Il principe Harry e la moglie Meghan Markle durante il loro viaggio in Australia hanno visitato anche Bondi Beach, a Sydney, celebre spiaggia di surfisti e teatro della sparatoria di massa in cui sono state uccise 15 persone, 40 ferite, il 14 dicembre 2025, durante una festa ebraica.

Il Duca e la Duchessa, dopo aver camminato sulla spiaggia, hanno incontrato alcuni dei sopravvissuti e i soccorritori del Bondi Beach Surf Lifesaving Club che sono intervenuti per dare i primi aiuti.

Elon Zizerb è stato colpito più volte mentre cercava di proteggere i suoi figli. "Siamo passati da una splendida giornata estiva a una tragedia terribile, che ha quasi ucciso me e i miei figli - ha raccontato - hanno sparato e me e a mia madre. Mi hanno sparato sei volte, mia madre è stata colpita tre volte. Ma siamo qui, siamo vivi, siamo grati. Ed è un onore incontrare il Duca e la Duchessa".

"Purtroppo abbiamo assistito davanti ai nostri occhi all'intera strage - ricorda Jonathan Potts, tra i soccorritori - poi abbiamo capito che avremmo potuto dare una mano quando la sparatoria fosse finita, alcuni sono corsi fuori subito, poi quando è finita, un gran numero di noi, 40 o 50, abbiamo preso tutta l'attrezzatura di primo soccorso che siamo riusciti a trovare nel club siamo andati ad assistere le vittime".

È l'ultima tappa del viaggio di Harry e Meghan in Australia, dove hanno ricevuto un'accoglienza calorosa, anche se alcuni hanno criticato i soldi spesi per garantire la sicurezza alla coppia. È la loro prima visita nel Paese dalla frattura con la famiglia reale britannica nel 2020. Il padre, Re Carlo III è anche sovrano e capo di Stato dell'Australia.

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