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Scenari energetici RSE: come la decarbonizzazione cambia l'Italia

di TMNews sabato 19 dicembre 2020
4' di lettura

Milano, 19 dic. (askanews) - Come cambierà il sistema energetico italiano nella prospettiva delineata dagli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall'Unione Europea? Quali strumenti hanno a disposizione i diversi attori dell'intero mondo energetico per orientarsi dinanzi alle possibili evoluzioni di contesto in funzione del mutare dei diversi fattori, tecnologici, economici o industriali che siano.

Davanti a queste domande gli 'Scenari energetici' - strumenti di analisi elaborati da RSE, Ricerca di sistema energetico - offrono ai diversi stakeholder del mondo dell'energia un supporto sostanziale.

Una web-conference sugli 'Scenari energetici del Paese dinanzi alla sfida della decarbonizzazione' è stata organizzata da RSE a dicembre 2020 e ha visto la partecipazione di oltre 200 persone. L'incontro di studio è stato dedicato alla memoria di Massimo Gallanti, ricercatore di RSE scomparso nel 2019, figura di studioso di riferimento nel mondo dell'energia che gli riconosce il merito di aver fatto sì che oggi gli 'scenari energetici' siano uno strumento fondante per la definizione e l'attuazione della politica energetica del governo. 'Negli anni 90 con Massimo ci occupavamo di intelligenza artificiale, forse un po' troppo in anticipo sui tempi. - racconta Michele Benini, direttore di dipartimento RSE e per 30 anni collega e amico di Massimo Gallanti - Successivamente, a fine anni '90, ha intravisto la possibilità di cambiare, e di portare il nostro focus sulla liberalizzazione del mercato elettrico, che allora si stava aprendo con il decreto Bersani. Passare poi dal sistema elettrico all'intero sistema energetico è stato un passo naturale. E quindi Massimo ha costituito nel nostro dipartimento un gruppo di lavoro che si occupa specificamente delle analisi di scenario'.

'Gli scenari sono uno strumento importantissimo per la pianificazione energetica - spiega poi Benini - perché sono uno strumento che ci consente di effettuare delle analisi di tipo 'what if' ovvero che cosa succede all'evoluzione di lungo termine del sistema energetico se noi facciamo un'assunzione piuttosto che un'altra. Per il decisore politico è importantissimo capire come le diverse opzioni decisionali, le diverse le scelte, impatteranno sull'evoluzione del sistema in modo da ottenere uno sviluppo del sistema stesso ottimizzato dal punto di vista dei costi e dell'efficacia'.

L'importanza e la validità strategica delle analisi, e delle caratteristiche proprie che contraddistinguono gli degli Scenari sviluppati da RSE, è stata sottolineata anche dal presidente dell'ARERA - l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente - Stefano Besseghini. 'La caratteristica principale di chi elabora scenari è certamente quella di riuscire a giocare questo delicato ruolo senza farsi catturare dallo strumento e mantenendone una valutazione critica - commenta il presidente dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente - Questa capacità deriva sostanzialmente da una grande conoscenza delle tecnologie e delle competenze che sono necessarie per tradurre i possibili scenari evolutivi delle tecnologie in significativi dati di ingresso per lo scenario. Da questo punto di vista credo che RSE rappresenti in qualche maniera un soggetto un po' paradigmatico, perché è capace di muoversi sui due assi della competenza tecnologica della competenza di sistema, e di declinare l'impostazione necessaria per un uso corretto dello strumento dello scenario'.

All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, Sara Romano, direttore generale al Ministero dello sviluppo economico; Francesco Del Pizzo, responsabile Strategie di Sviluppo Rete e Dispacciamento di Terna; Camilla Palladino, executive vice president Corporate Strategy & Investor Relations di Snam; e Massimo Beccarello, vicedirettore delle Politiche Industriali di Confindustria che si sono confrontati sulle prospettive delineate nello studio RSE, e che hanno voluto confermare il ruolo insostituibile dello strumento di analisi messo da Ricerca Sistema Energetico.

'L'evoluzione dello scenario energetico deve portarci al 2050 ad una cosiddetta neutralità carbonica - aggiunge poi Benini - E questo è un cambiamento epocale nella struttura del sistema che implicherà delle modifiche a tutti i livelli: dalla generazione alla domanda. E quindi richiederà una serie di misure, di provvedimenti, necessaria per accompagnare lo sviluppo di nuove tecnologie completamente diverse dal passato. Avere uno strumento come l'analisi di scenario, che ci dice qual è il percorso ottimale per raggiungere questi obiettivi, è dunque fondamentale in una situazione così caratterizzata da grandi cambiamenti, e dalle conseguenti incertezze che questi cambiamenti comportano'.

'Credo che quando è stata disegnata la Ricerca di sistema, e quindi in qualche misura è stata pensata una struttura come RSE, si sia fatto un atto lungimirante. - conclude Besseghini - Le caratteristiche di indipendenza e di terzietà, ma di profonda correlazione con il sistema produttivo ed energetico che caratterizzano RSE sono un po' gli ingredienti che permettono di completare questo disegno e di renderlo efficace. Difendere questo spazio di discussione, questo spazio di competenza e di confronto all'interno del sistema, vuol dire difendere uno dei pochi spazi in cui possiamo sviluppare una valutazione terza e indipendente dei possibili scenari evolutivi'.

La registrazione della giornata di studio e il volume della Collana RSE Colloquia - che raccoglie una raccolta di scritti di Massimo Gallanti commentati da personalità del mondo dell'energia - sono scaricabili dal sito di RSE all'indrizzo

http://www.rse-web.it/colloquia/Lo-sviluppo-del-sistema-elettrico-ed-energetico-Il-contribut.1.page

( luca.ferraiuolo@askanews.it )

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"Inside the experience" di Haier alla Milano Design Week

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'È così bello fare la pasta che non siamo pronti a lasciar perdere'. Potrebbe diventare uno slogan, un motto. A tavola tutto si risolve: cucinare è un atto d'amore e se lo si fa insieme, tutto acquista un senso. Ad accoglierci nel suo laboratorio è Marilena Finizza in Rutland, italiana al 100%, sposata con un cittadino americano, trasferitasi in Alabama, nella capitale dello stato, Montgomery, e poi a Fairhope, sulla baia di Mobile, nota per il suo centro artistico, le strade fiorite e i tramonti mozzafiato.

"È tradizione. All'inizio avevo un posto piccolissimo, erano appena 65 metri quadrati, perché non sapevo come sarebbe stata presa questa idea. I miei genitori erano sconvolti: per loro da italiani, lasciare un posto fisso, come manager da 18 anni, per insegnare la cucina italiana era inconcepibile. E invece sta già accadendo. Piace, perché c'è bisogno di nuove esperienze. Poi a chi è che non piace l'Italia? Per me è un circolo che si chiude, specialmente adesso che ho due ragazze all'università per cui sono diventata 'empty nester' (il termine si riferisce a un genitore i cui figli sono cresciuti e se ne sono andati di casa, il che spesso porta alla cosiddetta "sindrome del nido vuoto", ndr) e non mi è piaciuta assolutamente quella solitudine. Mi ha fatto riflettere: perché sono arrivata qua in Alabama? Deve esserci un motivo! Non voglio pensare che ci sia solo capitata", dice.

Marilena non è l'unica italiana giunta a Fairhope e sposata con un americano. Nel suo laboratorio svetta la foto con autografo della campionessa olimpica Arianna Fontana, che pare abbia la suocera in zona.

Finizza con il suo "Mari" condivide e diffonde i valori della buona tavola, perché non solo fa bene la dieta mediterranea: saper fare le tagliatelle è una marcia in più. Ai suoi studenti spiega anche come il movimento delle spalle per impastare rilassi tutto il corpo e sia un anti stress meglio di una Spa. E a noi confida l'orgoglio di essere italiana perché davvero "dà senso" alla sua vita, oltre al fatto che comunque "25 anni fa" è arrivata in Alabama e ora la "fermano per strada": imsomma "Mari" è ormai un "personaggio in una comunità piccola ma molto aperta", a cui piacciono le novità. E ovviamente le tagliatelle.

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"Abbiamo costruito un'Europa unita e vediamo che purtroppo nel mondo ci sono ancora troppe dittature, troppe autocrazie che soffocano la libertà delle persone - ha aggiunto il ministro - celebrare il 25 aprile significa anche inviare un messaggio, in Italia e nel mondo, perché non accada mai più ciò che è accaduto in passato".

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