Roma, 9 set. (askanews) - "In questi mesi abbiamo anche imparato a declinare il concetto di transizione ecologica, abbiamo imparato quindi che si tratta di
una transizione ambientale, energetica, digitale, culturale,
burocratica. Ma sicuramente deve essere necessariamente una
transizione etica. Basata sul concetto dell'equità
intergenerazionale e questo è l'obiettivo che deve portare tutti,
istituzioni, imprese e cittadini, a pensare nelle azioni che si
stanno facendo alle prossime generazioni. Transizione ecologica è
quindi il percorso che porta al cambiamento degli stili di vita,
a creare delle città che diventino dei veri e propri hub
circolari in un'economia non più lineare che è l'unica risposta
che possiamo dare da qui in avanti. Deve portare ad usare fonti
rinnovabili, un punto imprescindibile dal quale non si può più
tornare indietro. Ovviamente affiancando una agricoltura 4.0, con
lo smart farming. E questo forma parte del percorso di
digitalizzazione. Non è un caso che i perni del Pnrr principali
sono transizione ecologica e digitalizzazione, grazie al cui
connubio si riesce a fare questo percorso e a completare questa
road map".
Lo dice ad askanews il sottosegretario di Stato al Ministero
della Transizione ecologica, Ilaria Fontana, affrontando i nodi e
le attese derivanti dalle azioni in campo e da porre in essere
grazie alle risorse del piano nazionale di ripresa e resilienza.
Focus sulla biodiversità del Paese, sulla sua tutela e sul
contrasto ai crimini, a cominciare dagli incendi dolosi.
"I parchi e le riserve naturali sono il nostro patrimonio più
prezioso, il nostro capitale naturale e letteralmente il nostro
ossigeno - spiega Fontana -. Ci sono molte azioni che tendono al
miglioramento del benessere delle comunità e dei cittadini,
mirate proprio a valorizzare e tutelare la nostra biodiversità.
Il Pnrr su questo fronte diventa strumento utilissimo che mette a
disposizione delle risorse proprio per la tutela della
biodiversità. Tra queste ci sono 100 milioni di euro per la
digitalizzazione efficientando così le nostre aree protette.
Un'altra fetta di risorse è destinata alla riforestazione, 330
milioni, con più di 6 milioni di alberi che saranno piantati.
Sviluppando così le foreste urbane e periurbane nel nostro
paese".
Ilaria Fontana sottolinea poi come "Questa estate abbiamo assistito ad incendi che hanno devastato il nostro patrimonio boschivo, colpita la Sardegna ma anche la Calabria, la Puglia, la Sicilia, l'Abruzzo, le Marche. E dopo gli
incendi le emergenze sono alluvioni e rischio idrogeologico.
Abbiamo bisogno allora anche qui di una visione nuova, a 360
gradi, che comprenda diverse aree. Una risposta immediata che
abbiamo dato è stata il decreto incendi, con l'aumento delle
sanzioni e l'affiancamento al problema degli incendi della
prevenzione e del monitoraggio, dove ci viene in aiuto la
tecnologia. Una risposta concreta e pragmatica anche verso tutte
le imprese o dei cittadini che hanno perso la casa o il raccolto,
il loro terreno. In questo senso proprio la figura
dell'agricoltore diventa centrale, come custode del territorio,
per il monitoraggio e la prevenzione".