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Con P&G e Corepla l'economia circolare è un "Gioco di Squadra"

di TMNews giovedì 23 settembre 2021
3' di lettura

Roma, 23 set. (askanews) - Ingranaggi, tubi, ruote e meccanismi da azionare per ripercorrere il ciclo virtuoso dell'economia circolare e imparare, giocando, l'importanza del riciclo dei rifiuti. È il "Gioco di squadra" realizzato da Procter & Gamble e da Corepla inaugurato a Explora, il Museo dei bambini di Roma.

Il nuovo exhibit punta ad avvicinare all'economia circolare e quindi al rispetto dell'ambiente gli adulti di domani, attraverso la chiave del gioco nello stile di Explora, come sottolinea la direttrice del Museo Patrizia Tomasich:

"Da sempre Explora cerca di portare temi anche complessi, difficili, certamente non banali e l'economia circolare così come pari opportunità, educazione finanziaria, energia, ambiente, ecc. sono temi troppo importanti per non farli approcciare dai bambini. Ricordiamoci poi che a Explora i bambini vengono accompagnati da insegnanti, da genitori e quindi i mediatori, gli adulti che sono con i bambini, hanno anche loro modo di riflettere su quello che trovano qui da noi".

"Gioco di Squadra" rientra nel programma di cittadinanza d'impresa "P&G per l'Italia", attraverso il quale il gruppo sta realizzando progetti concreti nell'ambito della sostenibilità ambientale e sociale, come spiega Paolo Grue, presidente e amministratore delegato di P&G Italia:

"Noi siamo molto consapevoli del fatto che il futuro dell'umanità è collegato al futuro del pianeta. Penso che in questi ultimi 18 mesi lo abbiamo vissuto e soprattutto questa estate abbiamo visto le conseguenze del cambiamento climatico. Quindi oltre a impegnarci a fare la nostra parte, essendo un'azienda presente in quasi tutti i Paesi del mondo, nel migliorare il nostro impatto ambientale non vogliamo fermarci a questo. Crediamo che le grandi multinazionali debbano avere anche un impatto sulla società e nei Paesi in cui operano e dare anche un contributo al miglioramento della società in cui operiamo. E quando parliamo di futuro, di miglioramento della società, i leader del futuro sono proprio i bambini di oggi. L'obiettivo di un'iniziativa come questa è dare ai ragazzi una maggiore consapevolezza, competenza e coraggio per essere dei migliori consumatori nel futuro, dei migliori leader, sicuramente migliori di noi nel rispetto dell'ambiente".

Sul fronte della sostenibilità e, in particolare del riciclo della plastica, aggiunge Paolo Grue, Procter & Gamble ha obiettivi ambiziosi:

"Uno si chiama 'Ambition 2030' che si focalizza soprattutto nella percentuale di plastica nei nostri prodotti. L'obiettivo è quello di portare la plastica dei nostri prodotti ad essere riciclabile e riciclata al 100 per cento e ridurre del 50% la percentuale di plastica vergine nei nostri prodotti. Ma non ci fermiamo qui. Ma ci adoperiamo anche nella società. La Procter & Gamble fa parte di diverse associazioni, una è "End Plastic Waste", un'associazione mondiale che investirà un miliardo e mezzo di dollari per ridurre la plastica negli oceani".

Per Corepla è importante che l'educazione al riciclo inizi dai più piccoli, come sottolinea la responsabile comunicazione del consorzio Valentina Meschiari: "Uno dei compiti di Corepla è proprio quello di informare e chi meglio dei bambini per iniziare questo gioco di squadra come il nome di questo allestimento che vede insieme tanti attori diversi dall'industria alla didattica e al mondo dei consorzi che assicura che poi il materiale che i consumatori usano e che anche i bambini hanno tra le loro mani venga poi effettivamente riciclato. I bambini primi ambasciatori dei nostri messaggi e grandi portatori di cambiamento anche all'interno delle loro famiglie".

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"Girl" di Shu Qi vince la 23esima edizione di Asian Film Festival

Roma, 17 apr. (askanews) - E' andato a "Girl" di Shu Qi, nota e bellissima attrice taiwanese che firma il suo esordio alla regia, presentato in concorso a Venezia 82, il premio come Miglior film della 23esima edizione di Asian Film Festival, che si è concluso (il 15 aprile) con una cerimonia di premiazione al Cinema Farnese di Roma, appuntamento storico che da oltre vent'anni porta nella Capitale il meglio del cinema asiatico contemporaneo. Il direttore del festival Antonio Termenini, "felice" di questo vincitore, anche perché - ha ricordato - Asian Film Festival è nato inizialmente come Taiwan Film Festival:

"La 23esima edizione è andata molto bene, grazie alle collaborazioni anche con le ambasciate e gli istituti di cultura, siamo stati molto contenti della presenza del regista giapponese Fukada Koji, che quando era qui ha saputo di essere in concorso al prossimo festival di Cannes", ha raccontato ad askanews.

L'edizione 2026 di AFF ha presentato 36 lungometraggi - 18 in concorso, 9 nella sezione Newcomers, 9 fuori concorso - oltre a 10 cortometraggi, offrendo una panoramica cinematografica che attraversa Thailandia, Giappone, Corea del Sud, Indonesia, Filippine, Malesia, Cina, Vietnam, Singapore, Cambogia, Hong Kong e Taiwan.

Che cosa attrae lo spettatore italiano verso il cinema asiatico?

"In alcuni casi ci può essere un interesse verso i Paesi, non solo verso il cinema, ma conoscere di più Malesia, Indonesia etc., in alcuni casi probabilmente uno specifico interesse verso il cinema, verso alcune storie, anche perché ci sono delle similitudine con la letteratura e altre forme di espressione artistica", ha aggiunto.

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Dopo la premiazione dei vincitori, la serata è proseguita con le proiezioni di due titoli di grande richiamo: "She Has No Name" (2024) del maestro hongkonghese Peter Chan, autore a cui il Festival aveva dedicato una retrospettiva nel 2011, e "The Ugly" (2025) di Yeon Sang-ho, thriller coreano che suggella un'edizione all'insegna della varietà e della ricerca.

Questi gli altri vincitori dell'Asian Film Festival 2026: nella sezione Newcomers vince "Falling into silence" di Yuto Shimizu, Menzione speciale per "Unint - Love on Trial" di Koji Fujada; il premio Film più originale è andato ex aequo a "Two Voices into an eco" di Kim Kyung-rae e a "Siapa Dia" di Garin Nugroho. Vince il premio come Miglior Attrice la tailandese Prapamonton Eiamchan per "Human Resource" di Nawapol Thamrongrattanarit, premio Miglior attore va al cambogiano Piseth Chhun per "Becoming Human" di Polen Ly.

Tra gli ospiti internazionali che hanno partecipato: Koji Fukada, tra i nomi più prestigiosi del cinema giapponese contemporaneo; Isabel Sandoval, tra le voci più interessanti del nuovo cinema filippino; e Lee Kwang-kuk, tra i talenti più raffinati della scena coreana contemporanea.

Quest'anno la giuria era composta da Gianluca Arcopinto, produttore cinematografico, Francesco Maesano, giornalista del TG1, e Martina Barone, selezionatrice del Torino Film Festival e critica cinematografica. Accanto alla giuria ufficiale, presenti anche tre giurie studentesche: quella dell'Università LUMSA attribuirà il premio al miglior film della sezione Newcomers, la giuria della RUFA - Rome University of Fine Arts, assegnerà il premio al miglior cortometraggio in concorso e quella degli studenti UNINT si occuperà del premio menzione speciale.

Asian Film Festival è realizzato con il patrocinio

dell'Ambasciata delle Filippine, con il sostegno dell'Ambasciata della Malesia, dell'Ambasciata dell'Indonesia, dell'Ambasciata della Thailandia, dell'Istituto Culturale Coreano e dell'Istituto Giapponese di Cultura. Partner istituzionali sono il MIC - Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e la Regione Lazio. Con il sostegno di Credem Euromobiliare PB.

Servizio di Stefania Cuccato

Montaggio Carla Brandolini

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"Il rapporto tra moda e arte è un rapporto che risale all'inizio dei tempi. Quello che cambia oggi è che le aziende del settore moda investono in arte e lo considerano un investimento strategico, quindi non più parallelo e avulso dal loro core business, ma integrato nella strategia e lo fanno seguendo due filoni principali - ha spiegato Barbara Tagliaferri, Head of Arts & Culture di Deloitte - Il primo che è un investimento nella cultura del mestiere, nell'artigianalità. Il secondo invece che è un investimento nelle vere proprie iniziative di cultura quali fondazioni, partnership e investimenti in progettualità di arte e cultura."

Fondazioni, musei d'impresa e partnership diventano strumenti chiave, con effetti che vanno oltre il branding e toccano sostenibilità e territorio. Ma cresce anche la necessità di misurare l'impatto. "L'investimento in arte, ed in supporto alla cultura - ha spiegato Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader - può essere valorizzato dando delle indicazioni non soltanto qualitative di quello che è lo sforzo effettuato dal brand della moda sul territorio, ma anche misurandone gli impatti con degli indicatori che diano un chiarimento effettivo di quello che è stato il valore dell'investimento nel supporto dell'iniziativa culturale sostenuta".

Le collaborazioni tra artisti e brand aumentano, ma richiedono regole chiare. "Sicuramente le partnership che hanno al centro la creatività hanno la necessità di strutturare fin dall'inizio una buona relazione e formalizzarla, sia sotto il profilo della cessione e utilizzo dei diritti d'autore, sia sotto il profilo della responsabilità e di tutti gli aspetti legali e normativi che circondano la relazione - ha sottolineato Ida Palombella, Global Lead Fashion & Luxury di Deloitte - Siamo a un punto intermedio perché sicuramente quello degli artisti non è il settore più sensibile agli aspetti regolamentari ma notiamo anche una crescente consapevolezza che questi aspetti sono determinanti proprio per far funzionare al meglio la relazione".

Un'evoluzione che spinge la moda verso un ruolo sempre più vicino all'arte. "In questo momento la moda, che ha bisogno di essere riconosciuta sempre di più - ha spiegato Fabiana Giacomotti, responsabile de "Il Foglio della Moda" - si affianca al settore che le è più affine, quello appunto dell'arte, non a caso per tanti anni, per secoli, la moda si è definita un'arte applicata, quindi cerca di essere meno applicata, di essere più arte. E in tutto questo aiuta anche il pubblico a conoscere l'arte perché per quanto si possa dire il brand ha comunque un valore di riconoscimento".

Secondo Deloitte, la moda italiana si sta trasformando in un ecosistema culturale integrato, capace di unire valore economico e creativo.

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Sydney, Harry e Meghan a Bondi Beach tra sopravvissuti della strage

Roma, 17 apr. (askanews) - Il principe Harry e la moglie Meghan Markle durante il loro viaggio in Australia hanno visitato anche Bondi Beach, a Sydney, celebre spiaggia di surfisti e teatro della sparatoria di massa in cui sono state uccise 15 persone, 40 ferite, il 14 dicembre 2025, durante una festa ebraica.

Il Duca e la Duchessa, dopo aver camminato sulla spiaggia, hanno incontrato alcuni dei sopravvissuti e i soccorritori del Bondi Beach Surf Lifesaving Club che sono intervenuti per dare i primi aiuti.

Elon Zizerb è stato colpito più volte mentre cercava di proteggere i suoi figli. "Siamo passati da una splendida giornata estiva a una tragedia terribile, che ha quasi ucciso me e i miei figli - ha raccontato - hanno sparato e me e a mia madre. Mi hanno sparato sei volte, mia madre è stata colpita tre volte. Ma siamo qui, siamo vivi, siamo grati. Ed è un onore incontrare il Duca e la Duchessa".

"Purtroppo abbiamo assistito davanti ai nostri occhi all'intera strage - ricorda Jonathan Potts, tra i soccorritori - poi abbiamo capito che avremmo potuto dare una mano quando la sparatoria fosse finita, alcuni sono corsi fuori subito, poi quando è finita, un gran numero di noi, 40 o 50, abbiamo preso tutta l'attrezzatura di primo soccorso che siamo riusciti a trovare nel club siamo andati ad assistere le vittime".

È l'ultima tappa del viaggio di Harry e Meghan in Australia, dove hanno ricevuto un'accoglienza calorosa, anche se alcuni hanno criticato i soldi spesi per garantire la sicurezza alla coppia. È la loro prima visita nel Paese dalla frattura con la famiglia reale britannica nel 2020. Il padre, Re Carlo III è anche sovrano e capo di Stato dell'Australia.

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