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Salute mentale, cresce disagio tra i giovani: "Abolire lo stigma"

di TMNews lunedì 12 settembre 2022
3' di lettura

Milano 14 set. (askanews) - Guardare alla malattia mentale da una prospettiva diversa, per superare vecchi schemi e pregiudizi. È questo uno degli impegni che anche l'azienda farmaceutica Lundbeck si è posta da tempo e su cui continua a lavorare.

"Lundbeck Italia - ha detto ad askanews l'amministratore delegato Tiziana Mele - è impegnata da sempre nel ricercare soluzioni terapeutiche che possano fare la differenza per i pazienti che soffrono di malattie o disturbi che afferiscono alla sfera del cervello. Non è un tema facile da affrontare, perché molto spesso è circondato da stigma e pregiudizi!".

Per fronteggiare questi retaggi Lundbeck ha intrapreso diverse iniziative. "Con People in Mind, il contest che abbiamo lanciato nel 2019 - ha aggiunto Mele - vogliamo raccontare che cosa vuol dire avere al centro la salute del cervello delle persone, ma anche dei loro caregiver. Con l'iniziativa CEOforLIFE, la salute parte dal cervello, vogliamo entrare nelle aziende e raccontare

quelle che sono le best practice a livello di aziende per mettere al centro la salute dei propri dipendenti, consapevoli che questo ha un impatto anche sull'attività aziendale".

Per accelerare sul tema della sensibilizzazione l'azienda ha prodotto un corto che è stato proiettato anche alla Mostra del cinema di Venezia e poi, in vista della Giornata mondiale della salute mentale, in programma il 10 ottobre, ha diffuso i dati di una ricerca realizzata da Laboratorio Adolescenza insieme a

Istituto IARD, che mette in luce le molte situazioni che mettono a rischio la salute mentale dei più giovani, soprattutto dopo la pandemia.

"Prima della pandemia - ci ha spiegato Stefano Vicari, professore ordinario di Neuropsichiatria infantile - i disturbi d'ansia impattavano in circa il 10% dei ragazzi, adolescenti e pre adolescenti, e la depressione intorno al 12-13%. Dopo il periodo Covid le percentuali sono esattamente raddoppiate: il 20% dei ragazzi presenta un disturbo d'ansia e circa il 25% presenta un disturbo di tipo depressivo. Questo dato è importante perché la depressione è legata ad alcuni comportamenti a rischio che sono aumentati notevolmente in quest'ultimo periodo".

In particolare lo studio sottolinea che aumentano i casi di autolesionismo e i tentativi di suicidio, in un contesto sociale che continua a voler rimuovere la malattia mentale dal discorso pubblico. "I termini che noi usiamo - ha aggiunto il professore - dicono molto della percezione che abbiamo dei fenomeni a cui ci riferiamo. La malattia mentale fa paura per diversi motivi, il

primo è che viene attribuita una sorta di responsabilità individuale a chi si ammala mentalmente. Pensate poi quando ci riferiamo ai minori: se mia figlia è anoressica, io sono stato un cattivo padre, questa è l'equivalenza che sento spesso fare daigenitori che incontro, quindi c'è un tema di giudizio sociale".

Aspetto questo che tutti gli attori della cura dei disturbi del cervello si impegnano a superare. "Io dico sempre - ha concluso Stefano Vicari - che dovremmo parlare delle malattie mentali, dovremmo raccontarle, farle conoscere. Ma trattarle anche come trattiamo il diabete: ossia come qualunque altra malattia".

Il professore usa l'espressione "normalizzare la malattia mentale" per indicare l'uscita da una percezione di eccezionalità e l'ingresso in uno spazio di consapevolezza scientifica e clinica che corrisponde anche a quanto auspicato da Lundbeck.

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Non solo rombo di motori: Imola è alta cucina, storia e innovazione

Imola, 17 apr. (askanews) -

Internazionale ma profondamente italiana, Imola si definisce "Romagna per tradizione" pur appartenendo alla città metropolitana di Bologna. I suoi piatti emblema sono il garganello, la tagliatella e altre specialità della cucina emiliano-romagnola. Per gli appassionati di motori, è soprattutto l'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, sinonimo di velocità, leggenda e cavallino rampante: un tracciato tecnico e impegnativo, con curve insidiose e rettilinei ad alta velocità che sfidano i piloti più esperti. Askanews è salita su un bolide e può testimoniale che davvero l'emozione è forte.

L'Autodromo ospita non solo la Formula 1, ma anche motorsport, eventi di business, WEC (Fia World Endurance Championship), driving experience e visite guidate.

Il sindaco Marco Panieri la descrive così: "Imola, una città di 70.000 abitanti che unisce l'Emilia e la Romagna attraverso quel trattino, quel trattino che corre lungo la via Emilia ma che porta imprese, storia e tantissima passione anche di motorsport. Una città che ha oltre 50.000 alberi, una città longeva, che ha una qualità della vita alta, con servizi molto alti, ha anche prezzi e comunque un valore economico inferiore rispetto a tante capitali o tante città del nostro territorio anche a livello europeo" afferma.

Lo incontriamo al Callegherie Osteria, ristorante curato dall'architetto Franco Rosignolo, che ne ha creato un gemello a New York. Situato nel centro storico lungo l'omonima via, un tempo costellata da botteghe dei conciapelle, dal latino 'callegarius', il locale è una tappa per l'alta cucina. Ma c'è anche il rinomato pasticcere Sebastiano Caridi che ha aperto il suo terzo punto vendita a Imola nell'autunno 2024, negli storici locali dell'ex Caffè Bacchilega in Piazza Giacomo Matteotti.

Pochi passi e si entra nel palazzo comunale, dalle sale sontuose. Come anche quelle di palazzo Tozzoni, luogo che ha una storia d'amore disperata da raccontare.

Ci si muove facilmente non a caso Imola è soprannominata la "città dei 15 minuti" per la vicinanza di tutto, incluso l'Autodromo. "Uno dei grandi progetti da scoprire sicuramente, oltre all'autodromo di Enzo e Dino Ferrari, è l'Osservanza, un parco molto interessante nel cuore della città ma anche questa distanza tra la stazione e l'autodromo. In 1500 metri troviamo la stazione, il centro storico, l'Osservanza e appunto l'autodromo. Prossimità scolastica, prossimità legata anche ai servizi sociosanitari molto importanti sui territori ma anche una forte vocazione di impresa. Una culla della cooperazione che ha anche manifattura, agricoltura e che sa rappresentare tantissima innovazione". Per Panieri la vocazione ingegneristica è un punto identitario di Imola, fin dai tempi in cui Leonardo da Vinci ne disegnò con precisione la mappa. Il primo cittadino collega questo al motorsport, all'aeronautica e all'aerospazio, ricordando quando l'astronauta Walter Villadei è venuto a Imola a condividere la sua esperienza; o FIB3R: l'impianto che ricicla la fibra di carbonio e favorisce la transizione ecologica, merito di una collaborazione con l'università e il gruppo Hera. E aggiunge: "Prima il carbonio era un rifiuto, oggi invece per noi il rifiuto non è più un rifiuto, è un'opportunità e quindi la nuova vita del carbonio in questo progetto che ad esempio rigenera quella parte che in tante auto, in tante auto del motorsport, ma anche negli aerei si trova e che quindi ritrova una vita anche all'interno della pista o magari nello spazio".

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Alessandra Franco

Immagini askanews

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Guterres alla Corte dell'Aja: violazioni diritto sotto i nostri occhi

L'Aia, 17 apr. (askanews) - Antonio Guterres lancia un allarme duro dalla Corte internazionale di giustizia dell'Aja, nel giorno dell'ottantesimo anniversario del massimo organo giudiziario delle Nazioni Unite. Il segretario generale dell'Onu ricorda che le decisioni della Corte sono vincolanti per le parti coinvolte e avverte che oggi le violazioni del diritto internazionale avvengono "sotto i nostri occhi". Un richiamo che arriva mentre, secondo Guterres, cresce anche la contestazione delle istituzioni nate per garantire giustizia e multilateralismo.

"Dobbiamo essere inequivocabili. Le decisioni della Corte, comprese le misure provvisorie, sono vincolanti per le parti di una causa. Il rispetto di queste decisioni non è facoltativo. È un obbligo che discende dalla Carta. Eppure oggi violazioni del diritto internazionale si stanno consumando sotto i nostri occhi".

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Sanchez e Lula, asse progressista contro Trump e l'ultradestra

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Il summit si inserisce nel quadro della Global Progressive Mobilisation, uno degli appuntamenti internazionali promossi dal premier spagnolo Pedro Sànchez e dal presidente brasiliano Luiz Inàcio Lula da Silva, con l'obiettivo dichiarato di costruire un fronte progressista capace di fare da contrappeso alle politiche di Donald Trump e all'avanzata delle destre radicali.

A sottolinearne la portata è lo stesso Sànchez: "Abbiamo firmato quindici accordi che sottolineerei come essenziali per il XXI secolo, che vanno dai minerali critici alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e alle connessioni satellitari. Stiamo avanzando anche su impegni sociali fondamentali ai quali entrambi i governi sono pienamente legati".

Nel vertice, che apre anche a una maggiore integrazione tra Unione europea e America Latina, Lula ha rimarcato la convergenza politica tra i due governi: "Il Brasile e la Spagna sono dalla stessa parte. Siamo la prova che è possibile trovare soluzioni ai problemi che ci affliggono, senza cedere alle promesse vuote dell'estremismo."

Alla mobilitazione progressista a Barcellona partecipano tanti politici italiani della sinistra, compresa la segretaria del Pd Elly Schlein, impegnata in incontri bilaterali e attesa il 18 aprile in un panel su clima, energia, digitale e difesa insieme alla vicepresidente della Commissione Ue Teresa Ribera e all'eurodeputato Mohammed Chahim.

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