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I corridoi dove tutto inizia: Bruce Nauman e la condizione umana

di TMNews mercoledì 14 settembre 2022
3' di lettura

Milano, 14 set. (askanews) - Bruce Nauman è uno degli artisti che hanno dato forma al modo in cui oggi pensiamo all'arte contemporanea, uno di quelli che hanno fornito un nuovo alfabeto, prima ancora che un nuovo vocabolario. Guardando le sue opere che oggi sono esposte in Pirelli HangarBicocca a Milano si ha la sensazione di osservare, per citare Roland Barthes, il grado zero dell'arte del presente. La mostra "Neons Corridors Rooms" è un progetto ambizioso e magnifico, che riporta nello spazio milanese l'intensità di esposizioni indimenticabili, come quelle di Juan Munoz o Philippe Parreno. E lo fa sfruttando la struttura dei corridoi di Nauman, che sono un vero e proprio luogo del contemporaneo.

"Il visitatore - ha detto ad askanews il direttore artistico Pirelli HangarBicocca, Vicente Todolì - diventa protagonista, è più cosciente del suo corpo, lo è in un modo diverso: è attore e spettatore al tempo stesso, e questo crea una specie di inquietudine, una specie di inquietudine, perché si trova in uno spazio tra il fisico e lo psicologico".

Una delle rivoluzioni del lavoro di Nauman, colui che per primo ha mappato la presenza del corpo come strumento d'arte, è proprio quella di avere ampliato il ruolo del pubblico, costretto a fare i conti con le opere, ma soprattuto con se stesso. Come ha sottolineato anche Sir Nicholas Serota, storico direttore della Tate di Londra, che insieme allo Stedelijk Museum di Amsterdam ha collaborato alla realizzazione della mostra.

"Credo che oggi la cosa più interessante su Bruce Nauman - ci ha detto - è che fondamentalmente si interroga sulla condizione umana: in particolare su come ci sentiamo nei nostri corpi, su come facciamo esperienza del mondo, fisicamente, ma anche psicologicamente. In un certo senso - ha aggiunto Serota - Nauman non prevede il futuro, ma sa esaminare la condizione umana in un modo che improvvisamente diventa molto rilevante".

Lo spazio, la sua disciplina e i modi nei quali possiamo farne esperienza sono il punto cardine dell'esposizione e, come ha detto Andrea Lissoni, brillante curatore che ha lavorato sia in HangarBicocca sia alla Tate Modern, nella mostra possiamo imbatterci in "qualcosa di vero". Che assume ancora più forza grazie alla relazione con lo spazio espositivo, di cui esalta le potenzialità.

"Quello che facciamo qui - ha aggiunto Todolì - è immaginare che le opere siano fatte per il nostro spazio, anche se si tratta di opere che esistevano da tempo. Ma se noi riusciamo a fare che convivano con lo spazio in un modo simbiotico ed equilibrato allora è un successo e rende ogni volta unica l'esperienza dell'opera e dell'artista. E ci sono pochi posti nel mondo nei quali poter fare una mostra così".

Una mostra che, come sempre più spesso accade, nasce dalla sinergia tra grandi istituzioni internazionali. "Il più grande vantaggio della collaborazione - ha concluso Sir Serota - è quello di avere una comprensione maggiore di quello che le opere significano. Ovviamente ci sono vantaggi logistici e risparmi economici, ma la cosa fondamentale è lo scambio delle idee".

Che quando si guarda il lavoro di Bruce Nauman, con la sua insondabile chiarezza, sono ancora più intriganti: idee che mappano il nostro stesso stare davanti a quella cosa che oggi chiamiamo arte.

(Leonardo Merlini)

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"Inside the experience" di Haier alla Milano Design Week

Milano, 25 apr. (askanews) - In occasione della Milano Design Week, Haier, brand numero uno al mondo per i grandi elettrodomestici, presenta "Inside the Experience": un racconto immersivo e diffuso che trasforma Milano in un Haier Hub. Un ecosistema di spazi, tecnologia e contenuti.

Il progetto ha l'epicentro in Via Bergognone 26, ma si estende poi in altri punti chiave: da Superstudio Maxi, con Invictus Yacht, a Eurocucina con lo stand Arrex - Technology by Haier.

"La Design Week quest'anno, per Haier, ha una grandissima opportunità: quella di far toccare con mano, alle persone che vengono a trovarci, la tecnologia di Haier. L'abbiamo fatto grazie a collaborazioni illustri, a partnership illustri in giro per la città di Milano. Questo è nato dall'esigenza di voler raccontare, in maniera molto semplice, la nostra sofisticata tecnologia" ha dichiarato Emiliano Garofalo, Country Manager Haier Italy.

Andare all'Haier Hub, significa immergersi in un percorso guidato dalla luce, con ambienti pensati per sorprendere e ispirare. C'è una ricca programmazione tra eccellenza, sport, gaming e cultura del cibo, con il coinvolgimento di chef, influencer e protagonisti del mondo dello sport e del design: "A me piace definire la tecnologia Haier una tecnologia invisibile. E' quella tecnologia che aiuta il consumatore nelle esigenze di tutti i giorni. Noi ci mettiamo al servizio del consumatore ed è quello che, grazie a Design Week, grazie alle installazioni in Via Bergognone, quest'anno riusciamo a trasferire. Certamente, le partnership che abbiamo in essere quest'anno, ci aiuteranno tanto in questa missione" ha continuato Garofalo.

Gli appassionati di calcio conosceranno già l'Haier Cam, che regala un POV esclusivo durante le partite. La collaborazione con la Lega Calcio Serie A e con DAZN si concretizza in una cabina di regia dedicata. Parallelamente, Nintendo, in una postazione dedicata, trasforma le Smart TV Haier MiniLED da 75 pollici, in veri e propri portali immersivi con un titolo iconico come "Mario Tennis Fever". A completare la visione di ecosistema connesso e sostenibile è BYD, partner di Haier durante la Design Week, che porta al centro la propria innovazione tecnologica con una riflessione concreta sul rapporto tra casa e mobilità: DOLPHIN SURF si trasforma in una vera e propria fonte di energia per alimentare gli elettrodomestici.

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In Alabama le tagliatelle italiane diventano un rito di benessere

Fairhope (Alabama, Usa), 25 apr. (askanews) - "Gli americani, come noi, hanno bisogno, e penso che sia un momento storico questo importantissimo, hanno bisogno di un'umanità che altrimenti abbiamo perduto. Fare la pasta non è solo il prodotto finito, ma tu verrai in un attimo dalla forchetta, il rumore della forchetta sul tavolo, la manovella della pasta, della macchinetta, le spalle che si rilassano, gli occhi. A tavola non si invecchia, il momento viene fermato, per cui c'è è un modo per non pensare ai problemi di ieri, di oggi, di domani. Crea tanto benessere proprio fisico che qualcuno ha scritto, It is so good to make pasta that we are not ready to let it go".

'È così bello fare la pasta che non siamo pronti a lasciar perdere'. Potrebbe diventare uno slogan, un motto. A tavola tutto si risolve: cucinare è un atto d'amore e se lo si fa insieme, tutto acquista un senso. Ad accoglierci nel suo laboratorio è Marilena Finizza in Rutland, italiana al 100%, sposata con un cittadino americano, trasferitasi in Alabama, nella capitale dello stato, Montgomery, e poi a Fairhope, sulla baia di Mobile, nota per il suo centro artistico, le strade fiorite e i tramonti mozzafiato.

"È tradizione. All'inizio avevo un posto piccolissimo, erano appena 65 metri quadrati, perché non sapevo come sarebbe stata presa questa idea. I miei genitori erano sconvolti: per loro da italiani, lasciare un posto fisso, come manager da 18 anni, per insegnare la cucina italiana era inconcepibile. E invece sta già accadendo. Piace, perché c'è bisogno di nuove esperienze. Poi a chi è che non piace l'Italia? Per me è un circolo che si chiude, specialmente adesso che ho due ragazze all'università per cui sono diventata 'empty nester' (il termine si riferisce a un genitore i cui figli sono cresciuti e se ne sono andati di casa, il che spesso porta alla cosiddetta "sindrome del nido vuoto", ndr) e non mi è piaciuta assolutamente quella solitudine. Mi ha fatto riflettere: perché sono arrivata qua in Alabama? Deve esserci un motivo! Non voglio pensare che ci sia solo capitata", dice.

Marilena non è l'unica italiana giunta a Fairhope e sposata con un americano. Nel suo laboratorio svetta la foto con autografo della campionessa olimpica Arianna Fontana, che pare abbia la suocera in zona.

Finizza con il suo "Mari" condivide e diffonde i valori della buona tavola, perché non solo fa bene la dieta mediterranea: saper fare le tagliatelle è una marcia in più. Ai suoi studenti spiega anche come il movimento delle spalle per impastare rilassi tutto il corpo e sia un anti stress meglio di una Spa. E a noi confida l'orgoglio di essere italiana perché davvero "dà senso" alla sua vita, oltre al fatto che comunque "25 anni fa" è arrivata in Alabama e ora la "fermano per strada": imsomma "Mari" è ormai un "personaggio in una comunità piccola ma molto aperta", a cui piacciono le novità. E ovviamente le tagliatelle.

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Abu Mazen vota alle municipali in Cisgiordania: "Siamo democratici"

Al-Bireh (Cisgiordania), 25 apr. (askanews) - Il presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen) si è recato in una scuola di Al-Bireh per votare alle elezioni municipali in Cisgiordania, le prime dall'inizio della guerra a Gaza.

"Innanzitutto, siamo molto felici di poter esercitare la democrazia nonostante tutte le difficoltà che affrontiamo a livello locale e internazionale", ha commentato ai microfoni di Palestine Tv.

"Possiamo dire al mondo: siamo democratici, crediamo nella democrazia, crediamo nel pluralismo e meritiamo uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale", ha aggiunto il 90enne presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) dal 2005 e leader di Fatah, principale partito palestinese.

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25 aprile, Tajani: "Nel mondo troppe dittature che soffocano libertà"

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"Abbiamo costruito un'Europa unita e vediamo che purtroppo nel mondo ci sono ancora troppe dittature, troppe autocrazie che soffocano la libertà delle persone - ha aggiunto il ministro - celebrare il 25 aprile significa anche inviare un messaggio, in Italia e nel mondo, perché non accada mai più ciò che è accaduto in passato".

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