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Prandini: continuerò a valorizzare Dop e Igp come con McDonald's

di TMNews martedì 21 marzo 2023
2' di lettura

Roma, 21 mar. (askanews) - "Se noi avessimo la possibilità di siglare accordi di questo tipo con tutti i soggetti che hanno nella trasformazione dei prodotti agroalimentare in termini di ristorazione la stessa attenzione che McDonald's ha avuto insieme a noi costruendo accordi di filiera, sicuramente potremmo dare una risposta significativa al lavoro dei nostri agricoltori e quindi io continuerò a creare quei momenti di confronto e di opportunità per le nostre imprese". A dirlo ad askanews il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, intervenendo nella polemica scoppiata con Slow Food a proposito della collaborazione di McDonald's con Coldiretti stessa.

Prandini parlando a margine dell'evento a Roma promosso da Fondazione Istituto Danone in occasione della sua ultima pubblicazione dal titolo "Transizione proteica: varietà nelle scelte alimentari per la salute umana e del pianeta", ha detto: "Tutto quello che possiamo fare per valorizzare le nostre Dop e Igp, i nostri prodotti legati alla biodiversità italiana è di fondamentale importanza poterlo realizzare con quei soggetti che insieme a noi vogliono scommettere. Noi siamo passati da un utilizzo di qualche anno fa del prodotto italiano nei punti vendita di McDonald's che non superava il 30% a più dell'86% di prodotto italiano. Per me è un grande risultato". "Continuo a ringraziare coloro che hanno scommesso insieme a noi - ha aggiunto - Anche perché abbiamo portato oggi un valore complessivo in termini di investimento e di acquisto di prodotti agroalimentare a superare i 360 milioni e dagli obiettivi che ci siamo posti il prossimo anno supereremo i 430 milioni di euro, con un dato in continua crescita. Possiamo dire che dalle verdure ai pomodori alla cipolla, dal formaggio, alle carni, al latte che viene utilizzato una volta in polvere e oggi fresco 100% italiano, provengono dal nostro Paese e dalle nostre aziende".

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Nelle immagini di Afp, in un luogo non precisato, si vede il gruppo di 193 soldati ucraini liberati scendere dagli autobus e parlare al telefono, abbracciare i presenti e gioire, nell'ambito dello scambio con la Russia, una delle poche aree di cooperazione rimaste tra le due parti, mentre gli sforzi per porre fine al conflitto sono finora falliti. "È una sensazione indescrivibile. Non potevo crederci", ha detto uno dei prigionieri liberati.

"Come previsto, 193 dei nostri uomini sono rientrati. Questa è un'ottima notizia; rientra negli accordi di scambio già parzialmente conclusi a Pasqua. Una caratteristica particolare di questo scambio è il ritorno di molti giovani nati negli anni 2000, la maggior parte dei quali era detenuta in Cecenia", ha spiegato Petro Yatsenko, portavoce del centro di coordinamento ucraino incaricato dei prigionieri di guerra.

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"Vorrei anche salutare con favore il fatto che ieri siamo riusciti ad adottare il ventesimo pacchetto di sanzioni. Il messaggio alla Russia è chiaro: non faremo passi indietro. Al contrario, aumenteremo la pressione. Abbiamo anche discusso del percorso dell'Ucraina verso l'UE. È chiaro a tutti che l'adesione immediata dell'Ucraina all'Unione Europea non è, ovviamente, possibile".

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