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Vasto incendio nel Varesotto, brucia un'area boschiva

di TMNews martedì 28 marzo 2023
1' di lettura

Milano, 28 mar. (askanews) - Un vasto incendio sta bruciando da 24 ore un'area boschiva nel territorio di Montegrino Valtravaglia, nel Varesotto. Ai soccorsi, insieme con diverse squadre dei Vigili del Fuoco, ha partecipato anche un velivolo Canadair proveniente dalla base di Albenga, che ha effettuato undici lanci di schiuma ritardante sul fronte di fuoco.

Nella notte sono proseguite a terra le operazioni di spegnimento e contrasto all'incendio boschivo, mentre con dei velivoli droni sono state mappate dall'alto le aree interessate.

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Belgio, la first lady Veerle Hegge racconta la lotta all'anoressia

Roma, 17 apr. (askanews) - Era finita in ospedale a poche settimane dalla vittoria del marito alle elezioni in Belgio nel 2024. Quasi due anni dopo, Veerle Hegge, moglie del primo ministro belga Bart De Wever, ha raccontato in un'intervista alla France presse perché ha scelto di rendere pubblica la sua lotta contro l'anoressia in un libro: per spingere le persone a parlare e a chiedere aiuto.

La 53enne, madre di 4 figli, parlando nella sua casa di Anversa, ha raccontato di essere arrivata al limite, e ne "Il peso del silenzio", questo il titolo del suo libro, si concentra principalmente sui mesi trascorsi in ospedale per rimettersi in piedi.

"Se hai davvero bisogno di un monitoraggio 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e devi fare un ECG, e poi ti viene detto: i tuoi parametri sono tali che il tuo cuore potrebbe fermarsi da un momento all'altro, a quel punto hai due opzioni. Forse alcune persone si arrendono e dicono: Beh, questo è tutto, è finita"; oppure, nel mio caso, non ho mai avuto l'intenzione o la volontà di morire. Davvero non ho mai voluto morire. Quindi ho pensato: uffa, questo non va bene. E ho visto anche la disperazione di Bart e la tristezza dei bambini" ha detto.

Hegge parla apertamente nel libro della sua solitudine e del senso di colpa provato per essere stata lontana da casa; racconta di come il marito sembrava "impotente" di fronte alla sua esperienza, ringraziandolo per essere rimasto al suo fianco e di come quando ha iniziato a dimagrire, all'inizio tutti le facevano i complimenti per la sua forma fisica.

"Dopo inizi a diventare un po' troppo magra. Ma più ci si lascia sopraffare dal disturbo alimentare, più ci si sprofonda, più diventa difficile uscirne. In realtà continui a pensare che puoi ribaltare la situazione da sola, che ti curerai. E continui a crederci fino alla fine, finché non è davvero troppo tardi" dice.

Nel libro c'è la sua infanzia difficile con una madre depressa, e ci sono gli abusi subìti da piccola da parte di un ragazzo più grande per diversi anni. Un "trauma", ha affermato, represso per anni. E sulla decisione di scrivere, ha spiegato: "La malattia mentale, quindi anche i disturbi alimentari, è ancora circondata da tabù. Le persone trovano difficile parlarne. È qualcosa che mette le persone a disagio, molto a disagio, anche solo a parlarne. Al contrario, una malattia somatica è molto più accessibile. Ed è per questo che è davvero necessario che ci siano persone che cerchino di superare tutto questo. Proprio come accadde con malattie come l'Aids e il cancro decenni fa".

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Merz e Meloni arrivano all'Eliseo per vertice volenterosi su Hormuz

Parigi, 17 apr. (askanews) - Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni arrivano all'Eliseo per partecipare al vertice della coalizione dei volenterosi su Hormuz. Alla riunione partecipano in presenza, oltre al presidente francese Emmanuel Macron, che la presiede, e il primo ministro britannico Keir Starmer, mentre i leader di una trentina di paesi saranno in videocollegamento.

La riunione, che richiama il formato della cosiddetta coalizione dei volenterosi a sostegno dell'Ucraina, e sarà seguita da una dichiarazione congiunta del presidente francese Emmanuel Macron e del primo ministro britannico Keir Starmer.

Macron aveva lanciato già il 9 marzo l'idea di una missione destinata ad accompagnare la riapertura dello stretto una volta cessate le ostilità. Francia e Regno unito sostengono di avere già avviato il lavoro di pianificazione con i paesi disposti a partecipare.

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UniParma apre le porte agli studenti in occasione dell'open day

Parma, 17apr. (askanews) - Partecipazione e tantissimo entusiasmo per la tre giorni dedicata ai ragazzi, pronti a scegliere il proprio percorso universitario all'Università di Parma. L'Open Day ha dato l'opportunità agli studenti arrivati da tutta Italia di conoscere da vicino i corsi di laurea triennali e magistrali, confrontarsi con docenti e servizi e scoprire le opportunità offerte dall'ateneo.

Le parole di Paolo Martelli, Rettore Università di Parma: "L'Open Day per noi vuol dire anche apertura dei dipartimenti nei diversi plessi per mettere in contatto i giovani delle scuole secondarie di secondo grado con le attività che vengono svolte nei dipartimenti, quindi anche attività di ricerca: i laboratori saranno aperti, così come le strutture per far vedere che cosa siamo in grado di offrire anche dal punto di vista delle infrastrutture del nostro Ateneo".

L'Università di Parma guarda al futuro con grande fiducia, puntando a diventare sempre più attrattiva anche per gli studenti internazionali grazie alla qualità della didattica, alla varietà dell'offerta formativa e ai servizi dedicati alla vita universitaria.

Le parole di Paolo Martelli, Rettore Università di Parma: "In questi ultimi anni abbiamo lavorato molto nell'aumentare l'attrattività per gli studenti internazionali. Anche in questo caso è una questione di servizi, è una questione di organizzazione, abbiamo lavorato creando una struttura dedicata all'accoglienza degli studenti internazionali che sta dando degli ottimi risultati".

Il Rettore ha inoltre sottolineato le sfide dei prossimi anni, tra calo demografico e cambiamenti economici, evidenziando l'importanza di innovazione e apertura.

Le parole di Paolo Martelli, Rettore Università di Parma: "Quello che ci auguriamo è che si possa continuare ad essere attrattivi e credo che l'attrattività, soprattutto del sistema universitario in presenza tradizionale, passi attraverso la qualità dell'offerta formativa di concerto ai servizi che dobbiamo garantire agli studenti".

Una tre giorni intensa, positiva e carica di energia: migliaia di ragazzi hanno letteralmente preso d'assalto l'ateneo, alla ricerca delle informazioni giuste per iniziare il proprio futuro universitario.

La prima impressione, positiva, ed il pensiero di Elisa, Studentessa di Terni: "Sono una ragazza di Terni, Umbria e sono venuta qua per cercare informazioni per veterinaria e per scienze animali. L'ambiente universitario mi piace e Parma è una bellissima città. Spero che sia un ambiente sociale bello che mi possa dare tante opportunità".

Un segnale forte di interesse e fiducia verso il percorso Universitario come caposaldo per il proprio futuro. Una tre giorni che conferma Parma come meta sempre più scelta per costruirlo.

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AI in Italia: 93% la conosce, ma 3 su 4 non sono formati

Roma, 17 apr. (askanews) - Definita da molti come la nuova rivoluzione industriale, l'IA si è introdotta, in misura e in modi diversi, nella vita della stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Dal semplice utilizzo con fini ludici fino ad elemento essenziale in ambito lavorativo, l'intelligenza artificiale è un fenomeno che non può più passare inosservato. Per questo motivo, Rome Business School e Planeta Formaciòn y Universidades hanno dato vita al Barometro sull'IA e l'Occupabilità, indagine che dà una visione nitida ed evidenzia la mancanza di formazione all'interno delle aziende su un corretto utilizzo degli strumenti AI.

Le parole di Patricia Abad, Head of qualitative research, GAD3: "Questo studio dimostra che l'Italia è in linea con i risultati ottenuti ad esempio in Spagna, ma i principali risultati che possono essere utili a questi dipendenti e leader mostrano che esiste un grande divario tra la formazione che ricevono oggigiorno, che è molto personale, molto spontanea a modo loro, e la formazione che le aziende offrono. Quindi la conclusione principale per me, per i leader italiani, è formate i vostri dipendenti perché hanno bisogno di questa formazione, ma sono anche curiosi riguardo alle intelligenze alternative, quindi vogliono conoscere questi strumenti, vogliono sapere come applicarli al loro lavoro quotidiano e questa è un'ottima opportunità per sviluppare un modo di lavorare migliore."

Apripista in Italia ChatGPT, tra i primi modelli di intelligenza artificiale conversazionale sviluppato da OpenAI, che ha reso possibile un'interazione diretta tra consumatori ed AI. Nonostante ciò, i numeri parlano chiaro: il 93% del campione intervistato conosce l'intelligenza artificiale, ma il 75% dei professionisti italiani non ha mai seguito corsi di formazione.

L'intervista a Valentino Megale, Program Director, RBS International Master in Artificial Intelligence: "Dobbiamo acquisire le skill di pianificazione, skill manageriali, quindi le skill del futuro per gestire anche l'AI sono per esempio la capacità di valutare quale AI è quella giusta per noi, la capacità di fare l'unboxing del problema, quindi quello che viene chiamato workflow analysis e praticamente poi la pianificazione del workflow, skill di monitoring, cioè la capacità di monitorare come l'AI sta funzionando."

Il commento di Andrea Massaccesi, Principal Head of AI & Innovation, Key2People:" È chiaro che quello di ricorrere alle AI è in qualche modo da subito, quando si affronta un problema, è una tentazione che chiaramente abbiamo tutti, l'abbiamo sempre di più e dobbiamo chiederci come le prossime generazioni che entreranno nel mondo del lavoro, ma anche gli studenti banalmente, come approcceranno questo tema e che tipo di guida dobbiamo dargli in modo tale che riescano a maturare anche competenze significative come quelle che oggi sono diffuse nel mondo del lavoro."

Lo studio è stato condotto in collaborazione con GAD3 ed ha coinvolto oltre 3.700 interviste a dirigenti e dipendenti in Spagna, Francia, Italia e Colombia. Nonostante la volontà di avviare dei percorsi formativi ad-hoc da parte delle aziende, il risultato della ricerca evidenzia alcune criticità. La formazione dovrà essere universale, dall'impiegato al dirigente, e soprattutto dovrà diffondere una maggior consapevolezza su come l'AI possa essere concretamente utilizzata nei vari campi professionali.

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