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Malattie infiammatorie croniche: arriva in Italia un'arma in più

di TMNews lunedì 20 marzo 2023
2' di lettura

Milano, 9 mag. (askanews) - Stesso principio ma con una nuova formulazione: il farmaco biosimiliare sviluppato da Biogen per il trattamento di malattie infiammatorie croniche immuno-mediate si rinnova. Un volume di somministrazione notevolmente più basso rispetto alla versione "tradizionale" e la totale assenza di citrato sono i tratti distintivi del biosimilare di ultima generazione che dopo il via libera dell'Aifa è disponibile anche in Italia.

"Il principio attivo non è poi così nuovo nel senso che ormai siamo molto familiari con questo prodotto che è disponibile in commercio da circa 20 anni - spiega ad askanews Matteo Filippini, Reumatologo agli Spedali Civili di Brescia -. E' un farmaco che abbiamo molto utilizzato in ambito reumatologico e non solo, che riesce a gestire tante patologie diverse. E' un farmaco di cui ci fidiamo particolarmente. Con l'utilizzo di questo adalimumab, un nome un po' complesso ma che sottintende un anticorpo monoclonale che va ad agire contro un target specifico di patologia qual è il TNF (Tumor necrosis factor), devo dire che ultimamente grazie alla migliorie negli eccipienti piuttosto che nel volume di somministrazione, è stato possibile anche migliorare l'esperienza di somministrazione del farmaco e dunque ridurre il rischio per un paziente di abbandonare prematuramente la terapia, proprio per colpa di effetti collaterali, di dolore nel sito iniezione o più in generale di una sitomatologia spiacevole".

I massimi esperti del settore non hanno dubbi: sarà una svolta per gli oltre 2 milioni di italiani che soffrono di artrite reumatoide, malattia di Crohn, psoriasi, colite ulcerosa, uveite e di tutte le altre malattie infiammatorie croniche immuno-mediate.

"Una grande risorsa - sottolinea Ambrogio Orlando, responsabile IBD Unit degli Ospedali Riuniti "Villa Sofia-Cervello" di Palermo - che sempre di più consentirà, tra l'altro, di poter garantire un accesso alle cure di un maggior numero di pazienti con questi farmaci, in questo caso parliamo di adalimumab, che hanno determinato una modifica del decorso clinico della malattia con una riduzione degli outcome importanti come la riduzione degli interventi chirurgici, delle ospedalizzazioni e anche dell'utilizzo di altri farmaci immunosoppressori, in particolare dello steroide".

L'innovazione sta tutta nella nuova formulazione che garantisce ai pazienti forti benefici clinici e, di conseguenza, un generale miglioramento della qualità della vita: "L'assenza di citrato, la riduzione di volume nella penna di adalimumab - aggiunge Orlando - rappresenta un risultato straordinario, un traguardo importantissimo per i pazienti in quanto il citrato ovviamente determinava dolore, impauriva i pazienti durante la somministrazione del farmaco e questo condizionava la stessa somministrazione, magari determinava riduzione dell'aderenza al trattamento. La maggiore rapidità di somministrazione del farmaco, l'assenza di citrato determinerà un'assenza di dolore o comunque una sensibile riduzione del dolore, sicuramente consentirà una migliore aderenza dei nostri pazienti con malattia infiammatoria cronica intestinale e in tutti i pazienti l'utilizzo di adalimumab al trattamento con questo farmaco".

"Essendo chiaramente patologie croniche è fondamentale che il paziente possa proseguire nel tempo e controllare la patologia proprio grazie al farmaco", conclude Filippini, Reumatologo agli Spedali Civili di Brescia.

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