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Da Sgambaro a De Matteis: i pastai non speculano su prezzo pasta

di TMNews mercoledì 10 maggio 2023
3' di lettura

Milano, 10 mag. (askanews) - I pastai non ci stanno a passare per i responsabili della speculazione sul prezzo della pasta: le confezioni a scaffale oggi sono prodotte con le scorte di grano della scorsa stagione pagate ai prezzi di allora. Col nuovo raccolto e le quotazioni aggiornate, assicurano, i prezzi scenderanno. Ne è convinto Giuseppe Ferro, amministratore delegato de La Molisana, quarto pastificio italiano nel mercato della pasta secca, che abbiamo incontrato a Tuttofood.

"Penso che siano proprio gli agricoltori a speculare nel senso che due anni fa la materia prima è partita da 28 ed è arrivata a

56 euro al quintale quindi c'è stato un 100% di incremento dei costi. Noi abbiamo trasferito gli aumenti sulla pasta dopo otto

mesi, adesso soltanto dopo un mese e mezzo di ribassi vogliono che il prezzo della pasta scenda - ci ha detto - ma noi come

avevamo le scorte prima, abbiamo le scorte adesso. Sicuramente con la nuova campagna coi prezzi ancora più bassi il mercato si

adeguerà". Perchè, spiega ancora più chiaramente "Adesso stiamo utilizzando le scorte dell'anno scorso perchè è ovvio che non

puoi lavorare senza scorte nei mulini. Nel momento in cui consumi le scorte avrai dei prezzi migliorativi, e sarai molto più competitivo anche sul mercato finale".

Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha convocato per l'11 maggio la Commissione di allerta rapida per analizzare la dinamica dei prezzi. A marzo, secondo i dati del Mimit, il prezzo a scaffale è aumentato del 17,5% rispetto a un anno fa a fronte di costi di energia e materia prima ridotti. Gli agricoltori da subito hanno puntato il dito contro i pastai che respingono categoricamente le accuse: "Sono due anni che paghiamo il grano a prezzi incredibili e non parliamo dei costi energetici fino a qualche mese fa - ha spiegato Pierantonio Sgambaro, presidente del Pastificio Sgambaro - Ora stiamo utilizzando le scorte dell'annata scorsa pagate molto care, per cui troviamo anche giusto proporre al mercato il prezzo che abbiamo pagato. E' logico che se continua la riduzione del prezzo del grano adegueremo i prezzi della pasta in base al mercato". "E poi - avverte ancora Sgambaro alludendo alla commissione voluta dal ministero - non c'è bisogno di un intervento dall'alto, siamo noi che ci facciamo concorrenza l'uno con l'altro e decidiamo cosa fare nella nostra azienda. È naturale, che se il prezzo del grano scende, scende anche il prezzo della pasta".

A questo ragionamento Marco De Matteis, amministratore delegato della De Matteis Agroalimentare, pastificio avellinese con un

fatturato al 2022 di circa 230 milioni di euro realizzato all'80% all'estero, aggiunge un altro tassello: "I pezzi che oggi vedono i consumatori sono soltanto il frutto parziale degli aumenti che i pastifici hanno subito nel 2022. In termini assoluti parliamo di pochissimi centesimi a confezione, e questo ritengo sia frutto di una attenzione forse eccessiva per questo prodotto che invece andrebbe tutelato perché solamente un prezzo giusto può remunerare i pastifici e di conseguenza può consentire il sostentamento di una filiera che deve necessariamente riconoscere anche agli agricoltori il giusto prezzo". "Credo che ci sia davvero un'attenzione un po' miope verso questo problema - conclude - quando invece la pasta andrebbe valorizzata".

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