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Salis in video dai domiciliari: "Faro Ue sia solidarietà non paura"

di TMNews giovedì 6 giugno 2024
1' di lettura

Roma, 6 giu. (askanews) - "Avendolo provato sulla mia pelle vorrei che fosse la solidarietà e non la paura il faro che guida l'Europa, spero di abbracciarvi prima possibile in Italia". Ilaria Salis in un video su Facebook collegata dalla casa in Ungheria in cui si trova agli arresti domiciliari manda un messaggio agli elettori in vista delle Elezioni Europee per cui è candidata con Alleanza Verdi e Sinistra (AVS).

"Ciao a tutti e a tutte, innanzitutto un enorme ringraziamento a tutti, siete stati la mia forza in questi mesi e lo siete tutt'oggi. Io purtroppo sono ancora in Ungheria e sono agli arresti domiciliari, con questo braccialetto elettronico che devono tenere collegato alla corrente per alcune ore al giorno - racconta Salis - Il processo contro di me va avanti, rischio 24 anni di carcere quindi direi che la mia battaglia non è assolutamente finita: il pozzo ha cambiato forma ma sono ancora lì dentro. Sono candidata alle europee con Avs anche se non sono una politica di professione, ho sempre fatto politica in altri contesti, dal basso, io sono un'insegnante precaria, come tutti sapete sono antifascista, e nell'ultimo anno e mezzo questo arresto ha sconvolto completamente la mia vita ed è anche per questo che ho deciso di candidarmi: vorrei che tutte le persone in Europa che sopportano ingiustizie di questo tipo non siano lasciate sole, vorrei un'istruzione di qualità e contrastare le destre radicali e le loro politiche discriminatorie".

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Roma, 25 apr. (askanews) - "Non stiamo prendendo in minima considerazione la chiusura di scuole, fabbriche, ospedali, razionamenti, lockdown. Quello che è urgente è che a Bruxelles qualcuno si svegli, sospenda le regole ferree dei bilanci europei e ci permetta di usare tutti i soldi che abbiamo per aiutare gli italiani in difficoltà. Il mio problema non è la mancanza di carburante, il mio problema sono i costi, del diesel, del gas, della luce, del carrello della spesa. Noi possiamo mettere miliardi nelle tasche dei lavoratori e imprenditori, le regole europee oggi ce lo impediscono. Per assurdo, oltre a questa stramaledetta guerra, il primo problema per le tasche degli italiani è a Bruxelles". Lo ha detto il leader della Lega e vice premier Matteo Salvini parlando con i giornalisti a Tavarnuzze, alle porte di Firenze, al Florence american cemetery dove si è recato in occasione del 25 aprile.

Il monitoraggio dell'Ue? "Non ci serve, dobbiamo poter usare i soldi degli italiani per aiutare gli italiani in difficoltà, altrimenti a maggio si fermano migliaia di camion e se si fermano i negozi sono vuoti ed è il caos. Bruxelles intervenga nell'arco di pochi giorni, chi dice ne riparleremo a giugno o è in malafede o è un cretino, bisogna parlarne adesso" ha aggiunto.

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Al via elezioni locali palestinesi, primo voto a Gaza dopo 20 anni

Roma, 25 apr. (askanews) - I palestinesi della Cisgiordania e di una zona centrale della Striscia di Gaza hanno iniziato a votare alle 7 del mattino per le elezioni municipali, le prime dalla guerra di Gaza e il primo voto nella Striscia dopo 20 anni.

"Siamo a Deir el-Balah, cari concittadini. Oggi, 25 aprile 2026, presso il Centro Hussein Baraka n. 1, sono iniziate le votazioni. I seggi sono pronti ad accogliervi e siete tutti i benvenuti", dice un volontario ai seggi.

Sono circa 70.000 gli aventi diritto nella zona di Deir el-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, città scelta come banco di prova per il rilancio del processo democratico dato che ha subito relativamente meno danni rispetto ad altre aree nel conflitto con Israele.

Questo è il primo voto nella Striscia di Gaza dal 2006, quando Hamas vinse le elezioni legislative e prese poi il controllo dell'enclave dopo scontri con Fatah, il partito del presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas).

"Chiedo a Dio che questo sia l'inizio di ulteriori sviluppi positivi, come elezioni legislative o presidenziali. Se Dio vuole, sarà un buon inizio e le organizzazioni internazionali ricominceranno a impegnarsi con la Striscia di Gaza dopo 20 anni di abbandono dovuti ad accuse di illegittimità", ha commentato ad Afp Ibrahim Al-Azaizeh, pensionato.

Secondo la Commissione elettorale centrale con sede a Ramallah - scrive Afp - quasi un milione e mezzo di persone sono iscritte nelle liste elettorali della Cisgiordania occupata da Israele. La maggior parte delle liste elettorali è allineata con il partito laico-nazionalista Fatah del presidente Mahmud Abbas, oppure si presenta come indipendente. Non ci sarebbero liste affiliate con Hamas, l'acerrimo rivale di Fatah, che controlla quasi metà della Striscia di Gaza.

"In questo giorno si celebra davvero la democrazia. Per noi conferma che questo popolo, il popolo palestinese, nonostante tutte le tragedie, nonostante l'assedio e nonostante tutto ciò che l'occupazione israeliana sta facendo, ha deciso di esercitare il proprio diritto democratico eleggendo i propri consigli e organi locali", afferma un candidato, Munif Taridh.

Abbas, che ora ha 90 anni ed è rimasto al potere per oltre 20 anni senza mai essere rieletto, promette spesso elezioni legislative e presidenziali che non si sono mai tenute.

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