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G7, arrivato a Brindisi premier Giappone Fumio Kishida

di TMNews giovedì 13 giugno 2024
1' di lettura

Brindisi, 13 giu. (askanews) - Il primo ministro giapponese, Fumio Kishida è atterrato nella serata di mercoledì all'aeroporto di Brindisi per partecipare al G7 che prende il via a Borgo Egnazia. Il premier è accompagnato dalla consorte Yuko Kishida.

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Orsini: tema è l'incertezza, per noi Golfo vale 32 mld interscambio

Genova, 17 apr. (askanews) - "Il vero tema è l'incertezza, l'instabilità. Dobbiamo fare prestissimo, mettere a terra l'iperammortamento perché credo che quella sia una via anche per dare un overboost al Paese che comunque i nostri imprenditori stanno aspettando". Lo ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, parlando della situazione geopolitica internazionale a margine di un convegno sull'economia del mare organizzato da Confindustria a Genova.

"Ogni giorno - ha aggiunto Orsini - noi combattiamo con quello che nessuno vuole. Noi abbiamo bisogno di avere mercati aperti, abbiamo bisogno di saper andare nei mercati. Per noi il Golfo vale 32 miliardi di interscambio con un saldo positivo di 11,3 miliardi. Non abbiamo ancora l'executive order degli Stati Uniti e per noi è un mercato da 65 miliardi. Quindi l'incertezza, purtroppo, fa sì che gli investimenti non vengano messi a terra".

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Iran, Orsini: miopia Ue spaventa, forse va cambiata governance

Genova, 17 apr. (askanews) - "Questa miopia veramente mi spaventa. Forse dobbiamo cambiare chi ci governa in Europa". Con questo attacco alla governance Ue il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha commentato il rischio recessione in Ue paventato dal Fmi, a margine di un convegno sull'economia del mare organizzato da Confindustria a Genova.

"Speriamo che si arrivi presto a una negoziazione nel Golfo - ha spiegato Orsini - perché, se continuiamo ovviamente con il conflitto e questa instabilità, sicuramente entreremo in recessione. Noi l'abbiamo detto quasi tre settimane fa con il nostro Centro studi: se (la guerra) finisse velocemente siamo a un +0,5, se arriviamo ai quattro mesi dal conflitto siamo a uno zero, quindi una stagnazione, ma è logico che, se il conflitto continua, diventa anche un problema".

"Noi - ha concluso il leader degli industriali - cominciamo ad avere problemi a reperire prodotti sugli scaffali in Sicilia, cominciamo ad avere problemi con i voli aerei: è logico che quando abbiamo questi tipi di problemi fare impresa è veramente complicato e mi meraviglia onestamente che l'Europa ancora non stia vedendo questa cosa, che non abbia pronte misure e che si stia parlando ancora di aiuti di Stato e non di debito pubblico, dove ancora oggi il cambio euro-dollaro vale 1,16".

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Meloni: con riforma governance aumentiamo attrattività nostri porti

Genova, 17 apr. (askanews) - "L'economia blu, la cantieristica, sono una delle cinque nuove filiere attorno alle quali si sta evolvendo il nostro made in Italy e che il governo ha deciso di attenzionare nella politica industriale che sta portando avanti, perché il nostro marchio è un concetto dinamico che nel tempo ha aggiunto alle filiere classiche altri segmenti: l'economia della farmaceutica e dei dispositivi medici, la spesa economy e la difesa, la filiera del turismo e dell'accoglienza, l'industria culturale e appunto l'economia dal mare. Il nostro compito è sostenere questi settori, farli crescere, renderli sempre più competitivi, puntando prima di tutto sulla semplificazione, l'innovazione, la valorizzazione del capitale umano. Come abbiamo fatto ad esempio con il Ddl Risorsa mare che sta finalmente per concludere il suo iter in Parlamento". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un videomessaggio al convegno organizzato a Genova dalla Confindustria e dedicato all'economia del mare.

Un altro fronte decisivo" per l'economia del mare, ha aggiunto Meloni, "è quello della logistica portuale. Il governo ha approvato una riforma della governance portuale che ha obiettivi molto precisi: superare le frammentazioni, sviluppare una pianificazione strategica nazionale, aumentare l'attrattività dei nostri porti nello scenario internazionale".

"Guardiamo poi con grande attenzione alle nuove sfide, come alla dimensione subacquea. Abbiamo istituito il polo nazionale, siamo la prima nazione europea ad aver costruito una specifica legislazione dedicata a questo dominio che è un dominio sempre più centrale per la nostra economia, ma anche per la nostra sicurezza. Questa è la rotta che vogliamo continuare a tracciare per liberare le potenzialità ancora inespresse dell'economia del mare", ha concluso Meloni.

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Meloni: mare motore della nostra crescita, una risorsa da valorizzare

Genova, 17 apr. (askanews) - "Il mare è il motore della nostra crescita, della nostra occupazione, del nostro benessere, perché l'interconnessione marittima sostiene l'industria manifatturiera, garantisce l'approvvigionamento di energia e materie prime, consente al made in Italy di essere esportato nel mondo. Con oltre 200.000 imprese e un milione di occupati, l'economia del mare genera in Italia un valore aggiunto pari a 76 miliardi di euro".

Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel videomessaggio inviato al convegno organizzato a Genova dalla Confindustria e dedicato all'economia del mare, "uno dei settori nevralgici del tessuto industriale nazionale" rispetto al quale la premier ha rivendicato di aver "invertito la rotta" con l'obiettivo di "liberare le potenzialità inespresse" e "soffocate" negli anni passati.

"Per noi italiani - ha sottolineato Meloni - il mare rappresenta tante cose insieme, identità e ricchezza, storia, cultura, tradizione, ma è anche una delle direttrici fondamentali della nostra proiezione geopolitica. L'Italia è il naturale punto d'accesso all'Europa e lo snodo geografico tra il vecchio continente e l'Africa e il Medio Oriente e l'Asia ed è nel Mediterraneo e non altrove che la nostra nazione ha trovato sempre il segno del proprio destino. Eppure in troppe occasioni l'Italia è rimasta vittima di un paradosso: essere una penisola ma non sentirsi e non agire come tale. Una contraddizione che ha finito per soffocare le nostre potenzialità. Ecco perché questo governo ha lavorato fin dall'inizio per capovolgere questa prospettiva, guardando al mare come a una risorsa da valorizzare a 360 gradi, perché il mare tocca trasversalmente ambiti e interessi che sono vitali per noi: dal turismo all'industria, dalla portualità alla sicurezza, dalla tutela dell'ambiente alla cultura, dalle comunicazioni al commercio, dal governo dei flussi migratori alla difesa" ha proseguito Meloni.

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