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Leucemie, AIL: 55 anni di impegno per la ricerca e l'assistenza

di TMNews giovedì 20 giugno 2024
3' di lettura

Roma, 20 giu. (askanews) - Ottantatré sezioni, 17.000 volontari, 146 progetti di ricerca scientifica, oltre 5.000 viaggi solidali, 670 posti letto per 62.898 notti offerte nelle Case alloggio a 2.395 pazienti e caregiver. Sono alcuni dei numeri che raccontano l'impegno dell'AIL per sostenere la ricerca e offrire assistenza ai pazienti con tumori del sangue in oltre mezzo secolo di attività. Un anniversario che AIL ha celebrato a Roma in occasione della Giornata nazionale contro le leucemie con l'evento "55 anni di AIL e di sostegno della ricerca scientifica per la lotta ai tumori del sangue. Tecnologie biomolecolari e terapie innovative in Ematologia".

"Sono stati 55 anni molto importanti, - dichiara ad askanews Giuseppe Toro, presidente nazionale AIL - che hanno fatto sì che l'ematologia e AIL crescessero dando ai malati dei risultati importanti. Un tempo di leucemia si moriva, era una sorta di condanna a morte oggi, grazie alla ricerca, agli ematologi, alla società civile che attraverso AIL sostiene i ricercatori, abbiamo dei risultati importanti. Risultati che devono essere ancora migliorati. E quindi ci auguriamo che non venga mai meno il sostegno dell'opinione pubblica verso la nostra associazione".

L'evento a tema medico-scientifico è stata l'occasione per illustrare le ultime novità in campo ematologico, che rappresentano un vero cambio di paradigma nell'aspettativa di vita per molte delle 500.000 persone che in Italia convivono con un tumore del sangue, e per presentare 5 progetti di ricerca finanziati da AIL alle principali società scientifiche nell'ambito dell'ematologia italiana - SIE, SIES, GITMO, FIL e AIEOP.

"Negli ultimi 5 anni - spiega ad askanews Maurizio Martelli, Direttore UOC Ematologia del Policlinico Umberto I di Roma - abbiamo avuto numerose novità nel trattamento dei linfomi non Hodgkin e in particolare per i pazienti che presentano una malattia recidiva o refrattaria che prima avevano una prognosi molto sfavorevole e una seconda linea anche con un trapianto di midollo non portavano a risultati importanti. I nuovi farmaci, tra cui in testa a tutti le Car-T e nuovi farmaci immuno come gli anticorpi bispecifici, ci stanno dando dei risultati importanti senza chemioterapia. Quindi siamo di fronte a dei trattamenti chemio-free con delle risposte che prima non avevamo".

Innovazioni anche sul fronte del trapianto sia allogenico, in cui le cellule provengono da una donatore familiare o da registro, sia autologo dove si utilizzano cellule dello stesso paziente.

"Nell'ambito dei trapianti il dato più importante è che in Italia nel 2023 sono stati effettuati più di 5.000 trapianti, - dichiara ad askanews Massimo Martino, Presidente GITMO - con un incremento numerico sostanziale sia in senso assoluto di numero in ambito di trapianti allogenici, quelli in cui utilizziamo un donatore, sia in termini di pazienti con età superiore ai 60 anni. E sono dati importanti perché ad esempio il trapianto allogenico, in alcune forme di leucemie acute, rappresenta l'unica possibilità di guarigione per i nostri pazienti. Una volta in soggetti con più di 60 anni non si poteva affrontare il trapianto per le tossicità correlate alla procedura. Oggi grazie ai miglioramenti delle tecniche, delle conoscenze e di tutto quello che viene portato avanti in termini di profilassi e di cura delle eventuali complicanze ci permettono in taluni casi di offrire questa terapia anche oltre i 60 anni".

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