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Rifiuti, gli scenari di Erion Vision 2050

di TMNews giovedì 20 giugno 2024
2' di lettura

Firenze, 21 giu. (askanews) - Oltre l'87% del consumo di risorse nell'Unione europea dipende ancora da materie prime vergini. Il consumo medio pro capite globale è di circa 12,5 tonnellate all'anno e nel 2050 sarà cresciuto di 2,5 volte rispetto al 2000. Le attuali politiche sulla loro raccolta e il loro riciclo non risultano essere sufficienti. È quanto emerge dallo Studio "Erion Vision 2050: Passato, Presente e Futuro dei Sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore" commissionato da Erion alla società di consulenza dds+ e presentato al "Forum sulla Responsabilità Estesa del Produttore. La nuova generazione europea dei Sistemi Collettivi" presso il Teatro della Pergola di Firenze.

Danilo Bonato, direttore Generale di Erion Compliance Organization: "Bisogna cambiare passo, cambiare mentalità avere un quadro normativo migliore, più solido. C'è il tema della facilità di accesso da parte dei consumatori nel conferire i rifiuti, c'è ancora troppa burocrazia. Un secondo aspetto riguarda i controlli: molti rifiuti sfuggono alla buona gestione perché non ci sono controlli adeguati. E l'ultimo aspetto è legato gli standard di qualità. Dobbiamo migliorare nella capacità di trattare e riciclare, recuperare materie prime".

Davanti a questo scenario i Sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore, oltre a essere uno strumento di prevenzione e gestione dei rifiuti diventeranno anche un vettore di approvvigionamento e ottimizzazione delle risorse, come dimostrano i risultati raggiunti da Erion. Irene Pellucchi, Strategic Development & Innovation Expert Erion:

"Per quanto riguarda i dati del 2023 Erion ha saputo gestire più di 250 mila tonnellate di rifiuti. Di questi 230000 solo di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche Elettroniche domestiche che rappresentano il 60% del livello nazionale. Quello che abbiamo saputo reimmettere poi come dati di risorse quindi per le imprese a livello produttivo sono stati circa 200000 tonnellate di materie prime seconde che sono fondamentali per la transizione ecologica e digitale".

Il Parlamento Europeo, ad aprile ha introdotto il concetto di eco-modulazione, all'interno del nuovo Regolamento sull'eco-design per i prodotti sostenibili. Diventa sempre più importante quindi l'ottimizzazione del ciclo di vita dei prodotti a partire dalla loro progettazione.

Federico Magalini Director of Sustainability Services di dds+: "Il concetto responsabilità estesa del produttore sta diventando ed è destinato a diventare non più un mero mezzo di gestione economica dei rifiuti ma una leva fondamentale per garantire l'approvvigionamento di materiali critici da stock e questo è quello che ci possiamo attendere nei prossimi 20-25 anni: un ruolo sempre maggiore di consorzi quali il Sistema Erion per garantire ai produttori l'approvvigionamento di materie prime critiche fondamentali per la progettazione e la realizzazione dei prodotti che tutti noi come consumatori continuiamo ad acquistare".

Ultimo, ma non ultimo, i consumatori devono essere incentivati e incoraggiati verso pratiche corrette di dismissione, in particolare per i prodotti con cicli di vita molto brevi o molto lunghi.

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Secondo la ricerca "Osservatorio EDI nel Largo Consumo" dell'Osservatorio Digital B2B del Politecnico di Milano e GS1 Italy, i tempi di gestione documentale si riducono fino al 78% e i costi operativi calano in modo significativo. L'integrazione con gli standard GS1 e con il GS1 GDSN migliora anche la qualità e la condivisione dei dati, con effetti su tracciabilità, logistica e time-to-market. Abbiamo parlato con Andrea Ausili, CIO, standards and innovation director di GS1 Italy:

"La ricerca che abbiamo portato avanti in collaborazione con il Politecnico ci ha consentito di quantificare gli impatti ed i benefici dell'adozione di standard anche maturi e consolidati come l'EDI ed abbiamo quantificato e valorizzato questi benefici in grandi risparmi di tempi e di costi. Questo sia per quanto riguarda la digitalizzazione del processo Order to cash con l'EDI ed anche con l'allineamento anagrafico in standard GDSN".

L'analisi nasce per misurare l'impatto concreto dell'EDI e stimare il valore delle informazioni condivise tra imprese lungo tutta la filiera. Ha poi proseguito così Andrea Ausili, CIO, standards and innovation director di GS1 Italy:

"Abbiamo promosso questa ricerca perché l'ADI, nonostante sia una tecnologia matura e disponibile da molti decenni, in realtà è ancora adottata da un numero piuttosto limitato di aziende ed anche in termini di ampiezza dei messaggi e delle possibilità date dall'EDI non è stata ancora sfruttata a pieno. Abbiamo voluto sensibilizzare le aziende sull'importanza dell'adozione di questi standard e sul fatto che c'è ancora tanto potenziale da recuperare in termini di efficienza e di risparmio di tempi e di costi".

Nel 2024 sono state oltre 8 mila le aziende che hanno scambiato almeno un messaggio EDI utilizzando gli standard GS1, ma la crescita si è stabilizzata. L'utilizzo resta spesso limitato a pochi documenti, soprattutto la fattura, e solo una parte delle relazioni sfrutta pienamente le potenzialità dell'EDI. Infine abbiamo parlato con Paola Olivares, Direttrice dell'Osservatorio Digital B2b:

"I GS1 GDSN è ancora poco diffuso. Sono ancora poche le coppie di produttori e distributori che utilizzano questo standard per andare a digitalizzare l'anagrafica dei prodotti. Quindi se dobbiamo andare a guardare ai risultati complessivi serve sicuramente una strategia di coinvolgimento dell'ecosistema, in particolare delle PMI, e poi di diffusione di cultura e conoscenza soprattutto dei benefici".

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Engineering Group, AI tra volano dell'economia e sovranità digitale

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"EngGPT2 è un LLM (Large Language Model ndr) proprietario di Engineering basato su un concetto molto semplice, è Open weighs e i data set sui quali il model è stato 'trainato' sono pubblici e certificati, quindi di fatto è il primo modello italiano pienamente compliant al layout europeo".

Lo sviluppo tecnologico per definizione corre veloce e le normative europee anziché un volano spesso rischiano di essere una zavorra per le aziende del Vecchio continente. In questo ambito il dibattito sull'AI Act è aperto. "Ci sono posizioni molto diverse. La mia posizione è che la normativa non ha mai bloccato l'evoluzione. In verità è stato un freno per chi non si è posto nelle condizioni di poter sfruttare la normativa per fare meglio innovazione. Io credo che con la nostra architettura IS-IA (Italy's Sovereign Intelligenza Artificiale ndr) e con EngGPT2 ci siamo messi nelle condizioni di poter vedere la normativa, e l'AI Act in particolare, come un acceleratore all'innovazione e non quindi come un freno per noi, per l'Italia e per l'Europa in generale".

L'implementazione dell'AI è un processo molto energivoro e le aziende devono quindi fare i conti con i temi legati alla sostenibilità. "La sostenibilità è effettivamente un problema importantissimo quando parliamo di AI, se pensiamo che i grandi modelli americani consumano solo per la fase di training, di addestramento, quanto decine di famiglie europee durante un intero anno, capiamo quanto il problema sia effettivamente molto importante da affrontare, soprattutto quando le fonti energetiche per approvvigionare quella tecnologia, magari arrivano dal carbone o comunque dai combustibili fossili".

A tale proposito Engineering ha messo a punto una soluzione per conciliare le due esigenze: "Con EngGPT2 abbiamo cercato di risolvere questo problema creando un modello che è basato su un'architettura che è chiamata Mixture-of-experts che è in grado di avere un consumo in termini di utilizzo, quindi di inferenza, cioè quando il modello viene chiamato a risolvere un task, che è molto inferiore rispetto a quello della media dei modelli esistenti, parliamo di un consumo che può aggirarsi tra il 60 e l'80% in meno rispetto al consumo medio di un modello di grandi dimensioni".

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