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Il docufilm "Lo sguardo dell'altro": Alessio Boni in Uganda

di TMNews martedì 10 giugno 2025
3' di lettura

Roma, 10 giu. (askanews) - Uno sguardo che non distoglie gli occhi, ma fissa il dolore e la dignità di chi ha ormai perso tutto. È questo il cuore di "Lo sguardo dell'altro - Palabek, Uganda", il docu-film di e con Alessio Boni, per la regia di Vincenzo Mauro e le immagini di Gianluigi Guercia, una produzione esclusiva realizzata per l'organizzazione umanitaria CESVI, nata dall'esperienza diretta dell'attore nel campo profughi situato nel nord del Paese, dove l'ONG bergamasca opera dal 2017. Attraverso le immagini raccolte sul campo e le testimonianze "Lo sguardo dell'altro" dà voce a chi è stato costretto a fuggire dalla guerra e dalla fame.

Ogni giorno, uomini, donne e bambini arrivano esausti al confine settentrionale con l'Uganda, fuggendo dal Sud Sudan, un Paese segnato da anni di conflitti e violenze, che hanno spinto milioni di abitanti a lasciare il proprio tetto. La loro odissea è una vera e propria lotta per la sopravvivenza, e per molti il campo profughi di Palabek rappresenta l'ultima speranza.

"I conflitti interni in Sud Sudan costringono da troppi anni migliaia e migliaia di persone a scappare da una realtà insostenibile. Donne, bambini, ragazzi con tragedie inenarrabili alle spalle arrivano dopo viaggi interminabili nel nord dell'Uganda, nel campo di Palabek, che ospita oltre 91mila rifugiati - racconta Alessio Boni - Qui nonostante le grandi difficoltà vengono accolti, gli viene fornita della terra, una formazione, mezzi di sostentamento per poter ricostruire una vita dignitosa. CESVI è al loro fianco offrendo a strumenti e opportunità nel campo dell'agricoltura e dell'imprenditoria, in particolar modo femminile. Aiuta queste persone a sperare di nuovo. Sono rimasto spiazzato da questa realtà, che, pur tra mille difficoltà, è un punto di ripartenza per molti rifugiati che hanno perso ogni cosa" conclude l'attore e ambasciatore CESVI.

Situato nel distretto di Lamwo, nel nord dell'Uganda, e vicino al confine con il Sud Sudan, il campo di Palabek ospita più di 91.000 rifugiati, provenienti quasi totalmente dal Sud Sudan. Tra questi, oltre 75.500 (83%) sono donne e bambini, spesso colpiti da gravi forme di malnutrizione causate dalla carenza di cibo. In questo contesto, i programmi di supporto alla nutrizione come quello implementato da CESVI con il World Food Programme sono fondamentali per sostenere la popolazione, ma rischiano di subire fortemente l'impatto del taglio dei finanziamenti dell'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), sostanzialmente chiusa dall'amministrazione Trump.

Attualmente nel campo di Palabek solo 1 rifugiato su 3 riceve assistenza alimentare: appena 30mila persone a fronte di oltre 91mila rifugiati. Tuttavia, anche chi riceve cibo, come i nuclei estremamente vulnerabili, ha accesso a meno della metà del fabbisogno alimentare minimo che spetterebbe ad ogni essere umano.

Il campo di Palabek si inserisce in un contesto più ampio di forte pressione umanitaria. In Uganda attualmente vivono quasi 1,9 milioni di rifugiati e richiedenti asilo: oltre la metà proviene dal Sud Sudan (1 milione), seguono le persone in fuga dalla Repubblica Democratica del Congo (616mila) e dal Sudan (77mila).2 La popolazione rifugiata è in gran parte composta da bambini e adolescenti (52%, pari a 991mila persone), mentre donne e bambini rappresentano insieme il 78% del totale, cioè circa 1,4 milioni.3

Il docufilm "Lo sguardo dell'altro - Palabek, Uganda" è disponibile su YouTube. Produttore esecutivo: Marco Zannoni Cler. Regia: Vincenzo Mauro. Montaggio: Andrea Di Cello. Cineoperatore: Gianluigi Guercia.

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